Il formaggio tipico trionfa a Monte Poro

Joppolo – Grande successo ha riscosso la sagra del formaggio svoltasi negli scorsi giorni a Monte Poro con il concorso del Comune di Joppolo.

Una sagra che ha veicolato i sapori, gli odori e i prodotti tipici della cucina tradizionale di cui è stato indiscusso protagonista il formaggio. I moltissimi visitatori hanno potuto deliziare il palato gustando le specialità casearie tipiche della zona del Poro, tra cui primeggia il formaggio pecorino. Un viaggio dentro i sapori della tradizione che non ha mancato di offrire ai suoi promotori importanti spunti di riflessione sul significato di tali manifestazioni. Il sindaco, Salvatore Vecchio si è difatti impegnato, unitamente al vice sindaco Andrizzi, gli assessori Davola, Loiacono e Mangialardo, a promuovere e sostenere alcune iniziative che vanno in direzione della valorizzazione di un prodotto tipico, qual è il formaggio del Poro, al quale si accompagnano la ricotta e la mozzarella. «Nel comprensorio del Poro – ha detto il sindaco di Joppolo – vi sono tanti prodotti tipici, dalla cipolla rossa di Tropea alla 'ndujia di Spilinga, dai fileja di Filandari ai tagghjarini (tagliatelle) di Caroni di Limbadi, a suriaca (fagioli e ceci) di Caria, alle patate di Rombiolo.

Alcuni di questi prodotti possono avere il riconoscimento Dop, per altri che non possono avere tale riconoscimento, perché è impossibile produrli secondo le direttive nazionali e comunitarie, si può pensare ad un marchio di qualità da istituire di intesa con l'amministrazione provinciale e la camera di commercio di Vibo Valentia o dai soli comuni singoli o , come è auspicabile, associati – Doc-. Si deve anche pensare – ha aggiunto – ad un "piatto" del Poro; un menù, composto esclusivamente con prodotti del comprensorio, la cui "ricetta" potrebbe essere affidata, per esempio a Vissani o ad altro cuoco di pari spessore». Il sindaco di Joppolo ha anche parlato di una "sagra delle sagre", una sintesi conclusiva cioè di tutte le sagre, che si tengono nel Comprensorio. «Per tale iniziativa – ha detto – mi adopererò per coinvolgere tutti comuni del comprensorio, la Provincia, con il Centro per lo studio e la promozione della dieta mediterranea.

Noi non abbiamo conosciuto, né conosceremo – ha concluso – l' era dell'industrializzazione. Lo sviluppo del nostro territorio passa nel sapere coniugare le impareggiabili bellezze naturali con i beni culturali, il mare pulito e il cielo terso con i prodotti tipici, che sono una vera risorsa». Da Vecchio un invito, dunque, a riscoprire l'identità culturale enogastronomica di ogni territorio, per mezzo di una sapiente offerta che coinvolga l'intera filiera turistico-ricettivo-culturale, proponendo un turismo non invasivo, rispettoso della dignità culturale locale, alla quale fare sempre riferimento.

(fonte Il Quotidiano della Calabria)

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