I cedri del Tirreno

I cedri del Tirreno in Israele per la festa ebraica del Sukkot

SANTA MARIA DEL CEDRO – Settemila quintali di cedro è il valore della produzione attuale dell'agrume in Calabria, secondo dati diffusi dal presidente dell'Accademia del cedro, Franco Galiano.

È un fattore positivo che potrebbe aiutare a far superare la crisi subita negli anni '90. E' sempre rimasta attiva, invece, l'esportazione, ad opera di rabbini ed ebrei ortodossi, del frutto, fondamentale per il ''Sukkot'', la festa dei Tabernacoli che si sta celebrando proprio in questi giorni.

Gli agrumi della ''Riviera dei Cedri'', e quindi dell'alto Tirreno cosentino, sono di una qualità particolare: il liscio diamante è quello estremamente gradito alle comunità ebraiche. I frutti, per il Sukkot non devono aver subito innesti e devono avere una buccia, un colore e una forma particolari.

I più belli vengono esportati negli Stati Uniti e in Israele e arrivano a costare anche cento euro a pezzo. "La coltivazione del cedro è fondamentale per la nostra economia anche a livello di promozione turistica – ha commentato Francesco Fazio, sindaco di Santa Maria del Cedro -.

Siamo infatti l'unica comunità che offre questa particolare qualità di prodotto e il ritorno d'immagine è molto ampio perché racchiude in sé tradizioni storiche, culturali e religiose. Il nostro cedro permette di valorizzare tutti questi elementi".

Fonte: ilquotidianodellacalabria.it

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