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Libro: I disregolatori endocrini ambientali: una correlazione tra dieta e tumori

di Girolamo Giannotta
PRESENTAZIONE. Verosimilmente, nessun altro argomento scientifico necessità di essere così dettagliatamente descritto e collocato in una precisa dimensione spazio-temporale, come lo è questo. La difficoltà nel portare in porto quest'idea è duplice: da un lato l'argomento è ancora poco conosciuto, ed è imperiosa la necessità di esporlo con la docuta semplicità e chiarezza; e dall'altro, l'imponenza e l'entità dell'impatto sulla salute di tutti gli esseri viventi non consentono altre dilazioni temporali.
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Otello Profazio - Cantautore e cantastorie dialettale calabrese.

Ha rielaborato ed reinterpretato molte canzoni della tradizione calabrese e dell'Italia meridionale (Sicilia, Puglia e Basilicata) e le poesie di Ignazio Buttita. Molto conosciuto in Calabria e Sicilia. Ha fatto numerosi concerti in tutto il mondo e partecipato a trasmissioni radiofoniche.

É considerato uno dei cantanti dialettali più importanti del meridione. Insignito del disco d'oro per l'aver venduto oltre un milione di copie, unico cantante folclorista a raggiungere questo traguardo.

Album

  • Il treno del sole - Profazio canta Buttitta
  • Storie e leggende del sud
  • I paladini di Francia
  • Arie e danze del Sud
  • L'Italia cantata dal Sud
  • Sollazzevole (1971)
  • Gesù Giuseppe e Maria 1973
  • Il brigante Musolino (1973)
  • Qua si campa d'aria 1974
  • Amuri e pilu (1976)
  • Calabria (1976)
  • Scibilia Nobili (1978)
  • Patti Marina in Sicilia (1978)
  • Tra Scilla e Cariddi
  • Mannaja all'ingegneri
  • I paesi cantano - Guardavalle in Calabria (1978)
  • I paesi cantano - Petina degli Alburni in Campania (1979)
  • I paesi cantano - Cassano Jonio in Calabria (1979)

Le canzoni più famose sono

  • Qua si campa d'aria (sotto: il testo)
  • Chi cosa sapiti sunari
  • U briganti Musulinu
  • Mi ficiru sindacu
  • La canzone del ciuccio
  • Ciuri ciuri
  • La bampa di lo focu
  • Mamma maritami mamma
  • Al mercato
  • La baronessa di Carini
  • La leggenda di Colapesce
  • Stornelli calabresi
  • Tarantella cantata
  • La tarantola
  • Morte di Sciruni
  • Malanotte
  • L'allegro carcerato
  • Storia di un carcerato calabrese
  • All'armi all'armi... la campana sona
  • Donna Candia
  • Vitti 'na crozza
  • Il riscatto della bella
  • Lu capubastuni
  • Mi vogghiu maritari

Il testo "Qua si campa d'aria"

 

Il Sud è ‘nu paese bello assai:

il sole è caldo, e non si fredda mai.

Il mare è azzurro verde sperlucente:

qui non si vide mai roba inquinante.

Siamo genti felici e stracontente:

non abbiamo bisogno mai di niente!

QUA SI CAMPA D’ARIA!

Il Sud è proprio vero paradiso…

se vuoi morir, devi morire ucciso!

O genti, ve lo dico in fede mia:

“qui non si sa cos’è la malattia”…

E non capisco con quale causale:

“ogni città ci fanno un ospedale!”.

TUTTA ROBA INUTILE!

Qua non muore mai nessuno…

Neanche i camposanti ci sono!

Il Sud ha un clima ch’è strabiliante:

bisogni fisiologici per niente!

E’ al Nord che si beve e che si mangia,

e c’è bisogno d’evacuar la pancia…

Qui invece – ve lo dico in confidenza –

non la sentiamo, no’, quest’esigenza!

QUA SI CAMPA D’ARIA!

Che si son messi in testa i governanti?

D’industrazzialiarci a tutti quanti!

Fatevi i fatti vostri, che non urgi

avere al Sud i Centri ‘i Siderurgi!

Ma che bisogno c’è di lavorare?…

cu’ ‘stu cielu, ‘sta luna e cu’ ‘stu mari?!…

QUA SI CAMPA D’ARIA!

E che si sono messi in testa questi qua, ora!

Pure le scuole ci vogliono frabbicare!

Ma che non lo sapete che noi qui nel Sud

nasciamo tutti scienziati e alletterati?

Le scuole servono per gli ignoranti…

non per noi che siamo intralligenti!

Qua si campa d’aria! Ma, dice: “ se si campa d’aria,

tutta questa ‘micrazione, come si spieca?”…

Si spieca, si spieca… Perché a noi ‘nci piace viaggiare…

conoscere altra gente … altri paesi …

l’America…l’Australia…la Francia…la Germania…

la Svizzera…il Belgio… Anche l’Italia!

Perché, è brutta Milano? E’ bellissima!

E Torino? Che ci manca a Torino?

“Fatti non foste a viver come bruti

ma per segui virtute e conoscenza”!

La ‘micrazione? …si spieca…si spieca … altro che!

Mi dicono che al Nord la notte è scura:

piena di nebbia e piena di paura.

Qui invece è giorno chiaro permanenti…

ma che ci serve a noi questa corrente?

Che avete messo a fare ‘sti lampioni?…

se c’è la luna pe’ illuminazioni!…

TUTTA ROBA INUTILE!

Qua si vede benissimo… anche di notte…

C’è una luna! A’n prima matina spunta ‘a luna!

E ci hanno fatto super-autostrati…

longhi e larghi quarantamila metri!…

Ma perché mai ce l’hanno poi asfaltati?

Per non poter piantare li patati!

(Ma non per noi: perché noi non abbiamo bisogno di mangiare!

Per mandarle al Nord!… perché noi non abbiamo bisogno di niente!

Qua si campa d’aria! Si campa d’aria!

Noi non abbiamo bisogno di niente!

Lasciate stare, non vi preoccupate, non si fa’ niente!

Qua si campa d’aria! Si campa d’aria…no?

Ma insomma, come ve lo devo dire?

A bastonate che qua si campa d’aria?

Si campa d’aria…no?

Lasciate perdere… non vi applicate… non vi preoccupate!

Qua si campa d’aria!!

Non lo sapevati??!!

 

Comments 

 
0 #1 IL GANDHIPAVOLO IL GANDHI DI BOLOGNACA Martedì 17 Luglio 2007
TROPPO BELLE QUESTE PAROLE DI QUESTO BRANO , MI HA FATTO VENIRE I BRIVIDI
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0 #2 IL GANDHIPAVOLO IL GANDHI DI BOLOGNACALABRESE Martedì 17 Luglio 2007
TROPPO BELLE QUESTE PAROLE DI QUESTO BRANO , MI HA FATTO VENIRE I BRIVIDI
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0 #3 siiiiiiiiiiiiiiNathy Martedì 17 Luglio 2007
raga mancano gli accordi xo.. mi occorrono gli accordi x poterle suonare
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0 #4 siiiiiiiiiiiiiiNathy Martedì 17 Luglio 2007
raga mancano gli accordi xo.. mi occorrono gli accordi x poterle suonare
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0 #5 Sarcasmo ed ironia del calabrese.Santo Federico Domenica 05 Agosto 2007
Sono calabrese.. e ringrazio Iddio per quella testa durissima che il sole di Calabria essiccando l'acqua eccessiva mi ha potuto dare... poche parole e tantissimo succo nelle poesia di Otello Profazio... e nelle esposizioni di quei calabresi che sanno parlare... come dire "picciulu, ma mali cavatu"... Cos'e che ci dice il professore Profazio? Con tutta la sua acuta e spronante ironia, con il suo pungente sarcasmo? qualita' che noi calabresi abbiamo a volte in misura eccessiva, ma che sanno spiccatamente rendere il sentimento pungente di un animo potente e giammai rinunciante a sopravvalicare i piu' dirupi che la vita e la società¡ estranea alla mentalità¡ del calabrese vogliano metterci in mezzo ai piedi (alla dicitura calabrese)... poche parole e tanti pensieri.. come la Città¡ del Sole del nostro Campanella.... ignorato libricino con tanto senno... Si, noi andiamo per il mondo e "viaggiamo" per "conoscere altra gente".... e perchè, infatti ... fatti non fummo a viver come bruti, ma seguir virtute e conoscenza".... e cosi continueremo.. sempre senza meta.. e sempre alla ricerca del meglio.. del piu alto, del piu eccelso... perchè saremo sempre belli, forti e testardi calabresi... e crediamo nei nostri detti antichi.. come per aspera ad astra.... un forte abbraccio calabrese da una delle parti della terra occupata da un calabrese....
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0 #6 Sarcasmo ed ironia del calabrese.Santo Federico Domenica 05 Agosto 2007
Sono calabrese.. e ringrazio Iddio per quella testa durissima che il sole di Calabria essiccando l'acqua eccessiva mi ha potuto dare... poche parole e tantissimo succo nelle poesia di Otello Profazio... e nelle esposizioni di quei calabresi che sanno parlare... come dire "picciulu, ma mali cavatu"... Cos'e che ci dice il professore Profazio? Con tutta la sua acuta e spronante ironia, con il suo pungente sarcasmo? qualita' che noi calabresi abbiamo a volte in misura eccessiva, ma che sanno spiccatamente rendere il sentimento pungente di un animo potente e giammai rinunciante a sopravvalicare i piu' dirupi che la vita e la società¡ estranea alla mentalità¡ del calabrese vogliano metterci in mezzo ai piedi (alla dicitura calabrese)... poche parole e tanti pensieri.. come la Città¡ del Sole del nostro Campanella.... ignorato libricino con tanto senno... Si, noi andiamo per il mondo e "viaggiamo" per "conoscere altra gente".... e perchè, infatti ... fatti non fummo a viver come bruti, ma seguir virtute e conoscenza".... e cosi continueremo.. sempre senza meta.. e sempre alla ricerca del meglio.. del piu alto, del piu eccelso... perchè saremo sempre belli, forti e testardi calabresi... e crediamo nei nostri detti antichi.. come per aspera ad astra.... un forte abbraccio calabrese da una delle parti della terra occupata da un calabrese....
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+1 #7 CHE COSA SONO LE PAROLE PER LA BAMPA DI LU FOCU LUMaria anna Pavon Murdocca Lunedì 01 Ottobre 2007
Potete prego trasmettermi le parole per la canzone nominata? LA BAMPA DI LU FOCU LUCA. Grazie, per il vostri aiuto e tempo per quanto riguarda questa materia. Aspetto con impazienza di sentirmi da voi presto. Distinti Saluti, Maria Anna Pavon
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-2 #8 CHE COSA SONO LE PAROLE PER LA BAMPA DI LU FOCU LUCA?Maria anna Pavon Murdocca Lunedì 01 Ottobre 2007
Potete prego trasmettermi le parole per la canzone nominata? LA BAMPA DI LU FOCU LUCA. Grazie, per il vostri aiuto e tempo per quanto riguarda questa materia. Aspetto con impazienza di sentirmi da voi presto. Distinti Saluti, Maria Anna Pavon
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+1 #9 Confidenziale per Otello ProfazioDomenico Caruso Giovedì 06 Novembre 2008
Caro Otello,
ricordi la tua venuta a S. Martino?
Ma qualche volta potresti pure farti vivo, anche se ormai ti trattano da "divo".
Nel mio libro di "Storia e folklore calabrese" avrai letto diverse composizioni dialettali; in questo blog potrai seguire diversi miei servizi.
Ma desidero ricordarti un brano di un canto popolare religioso che ho raccolto tanto tempo fa da nonna Vincenza Femìa a Laureana di Borrello. E’ stato pubblicato per la prima volta nel 1969 su "L’Aquilone" di Teramo e, quindi, su libri e su altre riviste.
E’ la preghiera che una donna semplice recitava prima del Confiteor ogni sera prima di addormentarsi. Chiedeva perdono a Dio per non essersi accostata ai Sacramenti della Penitenza e dell’Eucarestia, ma un Angelo intervenne per assicurarle che il Signore l’aveva assolta:
«Gesù mio, sàcciu la curcata / ma non sàcciu la levata: / l’anima mia cu’ Vui è raccomandata. / Ca’ se lu nemicu venissi / e jeu non lu sentissi, / Vi fazzu la curpa mia / ora pe’ tandu».
Sempre "ad maiora" e cordiali saluti.
Domenico Caruso da S. Martino di Taurianova (R.C.)
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+1 #10 Ricerca storica dell'emigrazione calabreseSalvatore Polistena Sabato 03 Gennaio 2009
Relativamente all'oggetto, con eminenti amici calabresi, qui in Pisa, stiamo effettuando uno studio approfondito sull'emigrazione calabrese.
Ciò premesso, ci occorrerebbe il testo della canzone vernacolare "Mannaja all'ingegneri" che ha inventato la ferrovia.
Vi sarei grato,quali grandi ammiratori, della Vs. meritoria carriera canora, che ha fatto conoscere il dramma dei calabresi nel mondo, avere quanto cortesemente richiesto.
Un forte abbraccio.
Salvatore
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