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14 Agosto 2006
Posted in
La Cultura Calabrese
Ha rielaborato ed reinterpretato molte canzoni della tradizione calabrese e dell'Italia meridionale (Sicilia, Puglia e Basilicata) e le poesie di Ignazio Buttita. Molto conosciuto in Calabria e Sicilia. Ha fatto numerosi concerti in tutto il mondo e partecipato a trasmissioni radiofoniche.
É considerato uno dei cantanti dialettali più importanti del meridione. Insignito del disco d'oro per l'aver venduto oltre un milione di copie, unico cantante folclorista a raggiungere questo traguardo.
Album
- Il treno del sole - Profazio canta Buttitta
- Storie e leggende del sud
- I paladini di Francia
- Arie e danze del Sud
- L'Italia cantata dal Sud
- Sollazzevole (1971)
- Gesù Giuseppe e Maria 1973
- Il brigante Musolino (1973)
- Qua si campa d'aria 1974
- Amuri e pilu (1976)
- Calabria (1976)
- Scibilia Nobili (1978)
- Patti Marina in Sicilia (1978)
- Tra Scilla e Cariddi
- Mannaja all'ingegneri
- I paesi cantano - Guardavalle in Calabria (1978)
- I paesi cantano - Petina degli Alburni in Campania (1979)
- I paesi cantano - Cassano Jonio in Calabria (1979)
Le canzoni più famose sono
- Qua si campa d'aria (sotto: il testo)
- Chi cosa sapiti sunari
- U briganti Musulinu
- Mi ficiru sindacu
- La canzone del ciuccio
- Ciuri ciuri
- La bampa di lo focu
- Mamma maritami mamma
- Al mercato
- La baronessa di Carini
- La leggenda di Colapesce
- Stornelli calabresi
- Tarantella cantata
- La tarantola
- Morte di Sciruni
- Malanotte
- L'allegro carcerato
- Storia di un carcerato calabrese
- All'armi all'armi... la campana sona
- Donna Candia
- Vitti 'na crozza
- Il riscatto della bella
- Lu capubastuni
- Mi vogghiu maritari
Il testo "Qua si campa d'aria"
Il Sud è ‘nu paese bello assai:
il sole è caldo, e non si fredda mai.
Il mare è azzurro verde sperlucente:
qui non si vide mai roba inquinante.
Siamo genti felici e stracontente:
non abbiamo bisogno mai di niente!
QUA SI CAMPA D’ARIA!
Il Sud è proprio vero paradiso…
se vuoi morir, devi morire ucciso!
O genti, ve lo dico in fede mia:
“qui non si sa cos’è la malattia”…
E non capisco con quale causale:
“ogni città ci fanno un ospedale!”.
TUTTA ROBA INUTILE!
Qua non muore mai nessuno…
Neanche i camposanti ci sono!
Il Sud ha un clima ch’è strabiliante:
bisogni fisiologici per niente!
E’ al Nord che si beve e che si mangia,
e c’è bisogno d’evacuar la pancia…
Qui invece – ve lo dico in confidenza –
non la sentiamo, no’, quest’esigenza!
QUA SI CAMPA D’ARIA!
Che si son messi in testa i governanti?
D’industrazzialiarci a tutti quanti!
Fatevi i fatti vostri, che non urgi
avere al Sud i Centri ‘i Siderurgi!
Ma che bisogno c’è di lavorare?…
cu’ ‘stu cielu, ‘sta luna e cu’ ‘stu mari?!…
QUA SI CAMPA D’ARIA!
E che si sono messi in testa questi qua, ora!
Pure le scuole ci vogliono frabbicare!
Ma che non lo sapete che noi qui nel Sud
nasciamo tutti scienziati e alletterati?
Le scuole servono per gli ignoranti…
non per noi che siamo intralligenti!
Qua si campa d’aria! Ma, dice: “ se si campa d’aria,
tutta questa ‘micrazione, come si spieca?”…
Si spieca, si spieca… Perché a noi ‘nci piace viaggiare…
conoscere altra gente … altri paesi …
l’America…l’Australia…la Francia…la Germania…
la Svizzera…il Belgio… Anche l’Italia!
Perché, è brutta Milano? E’ bellissima!
E Torino? Che ci manca a Torino?
“Fatti non foste a viver come bruti
ma per segui virtute e conoscenza”!
La ‘micrazione? …si spieca…si spieca … altro che!
Mi dicono che al Nord la notte è scura:
piena di nebbia e piena di paura.
Qui invece è giorno chiaro permanenti…
ma che ci serve a noi questa corrente?
Che avete messo a fare ‘sti lampioni?…
se c’è la luna pe’ illuminazioni!…
TUTTA ROBA INUTILE!
Qua si vede benissimo… anche di notte…
C’è una luna! A’n prima matina spunta ‘a luna!
E ci hanno fatto super-autostrati…
longhi e larghi quarantamila metri!…
Ma perché mai ce l’hanno poi asfaltati?
Per non poter piantare li patati!
(Ma non per noi: perché noi non abbiamo bisogno di mangiare!
Per mandarle al Nord!… perché noi non abbiamo bisogno di niente!
Qua si campa d’aria! Si campa d’aria!
Noi non abbiamo bisogno di niente!
Lasciate stare, non vi preoccupate, non si fa’ niente!
Qua si campa d’aria! Si campa d’aria…no?
Ma insomma, come ve lo devo dire?
A bastonate che qua si campa d’aria?
Si campa d’aria…no?
Lasciate perdere… non vi applicate… non vi preoccupate!
Qua si campa d’aria!!
Non lo sapevati??!!
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Comments
ricordi la tua venuta a S. Martino?
Ma qualche volta potresti pure farti vivo, anche se ormai ti trattano da "divo".
Nel mio libro di "Storia e folklore calabrese" avrai letto diverse composizioni dialettali; in questo blog potrai seguire diversi miei servizi.
Ma desidero ricordarti un brano di un canto popolare religioso che ho raccolto tanto tempo fa da nonna Vincenza Femìa a Laureana di Borrello. E’ stato pubblicato per la prima volta nel 1969 su "L’Aquilone" di Teramo e, quindi, su libri e su altre riviste.
E’ la preghiera che una donna semplice recitava prima del Confiteor ogni sera prima di addormentarsi. Chiedeva perdono a Dio per non essersi accostata ai Sacramenti della Penitenza e dell’Eucarestia, ma un Angelo intervenne per assicurarle che il Signore l’aveva assolta:
«Gesù mio, sàcciu la curcata / ma non sàcciu la levata: / l’anima mia cu’ Vui è raccomandata. / Ca’ se lu nemicu venissi / e jeu non lu sentissi, / Vi fazzu la curpa mia / ora pe’ tandu».
Sempre "ad maiora" e cordiali saluti.
Domenico Caruso da S. Martino di Taurianova (R.C.)
Ciò premesso, ci occorrerebbe il testo della canzone vernacolare "Mannaja all'ingegneri" che ha inventato la ferrovia.
Vi sarei grato,quali grandi ammiratori, della Vs. meritoria carriera canora, che ha fatto conoscere il dramma dei calabresi nel mondo, avere quanto cortesemente richiesto.
Un forte abbraccio.
Salvatore