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N. Pagano - G. Neri (tratto da : "Calabria turismo" - anno VIII, 1945, n.24, pag. 74, Reggio Calabria)
" Sulle Campagne di Nicotera, grigie nell'ora che precede l'alba, grande e rotonda, la luna, alla mia destra, dalla parte del mare e già, dall'altra parte, dietro i monti di Calabria, il cielo si schiariva e le incerte nubi si stringevano, e prendevano forma nel cielo limpidissimo. Guardavo, appena sveglio, quella luna lucente nel liquido metallo grigio-viola del cielo, dal quadro del finestrino del treno in corsa, quasi dubbioso che essa fosse un sole impallidito; vicini passavano i boschi d'argento e i campi degli aranci e dei limoni con le fresche ombre scure e le palle dei frutti fosforescenti di una loro intensa luce rossa e gialla, come mille piccoli soli"
Carlo Levi (tratto da: "Le parole sono pietre", Tip. Acciardi, Torino, 1988)
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17 Agosto 2006
Posted in
Località -
Nicotera - Provincia di Vibo Valentia
Informazioni:
Altimetria: 210 metri s.l.m.
Abitanti: nicoteresi Superficie: 32,77 kmq.
Popolazione: 7.179 abitanti, di cui 3.609 maschi e 3.570 femmine.
Ubicazione: dista da Vibo Valentia 30 Km.
CAP: 88034
Prefisso: 0963
Panorama
Il comune di Nicotera "Insiemi di cieli, di mari, di montagne. Una corona di monti si stende alle sue spalle; in mezzo un filo di spiaggia lambisce i suoi piedi, mentre una lussureggiante campagna taglia i suoi fianchi. Dall'alto un castello. Dominatore. Un'aquila selvaggia che ricorda ai suoi abitanti la rapacità e la furia delle dominazioni che la hanno asservita e le vittorie riportate sui nemici"N. Pagano - G. Neri (tratto da : "Calabria turismo" - anno VIII, 1945, n.24, pag. 74, Reggio Calabria)
" Sulle Campagne di Nicotera, grigie nell'ora che precede l'alba, grande e rotonda, la luna, alla mia destra, dalla parte del mare e già, dall'altra parte, dietro i monti di Calabria, il cielo si schiariva e le incerte nubi si stringevano, e prendevano forma nel cielo limpidissimo. Guardavo, appena sveglio, quella luna lucente nel liquido metallo grigio-viola del cielo, dal quadro del finestrino del treno in corsa, quasi dubbioso che essa fosse un sole impallidito; vicini passavano i boschi d'argento e i campi degli aranci e dei limoni con le fresche ombre scure e le palle dei frutti fosforescenti di una loro intensa luce rossa e gialla, come mille piccoli soli"
Carlo Levi (tratto da: "Le parole sono pietre", Tip. Acciardi, Torino, 1988)
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