Sponsor
|
11 Settembre 2006
Posted in
La Calabria
Il loro corso è molto breve ed è caratterizzato dall'ampiezza degli alvei fluviali, caratterizzato da piene durante la stagione delle piogge, avvolte con risvolti tragici, e piccoli o inesistenti torrenti nei mesi estivi.
Infatti i fiumi della Calabria non presentano generamente uno sviluppo significativo a causa della forma, stretta e allungata, della penisola calabrese e a causa della disposizione dei rilievi montuosi. Fanno eccezione il Crati e il Neto, i fiumi più lunghi, i quali sfociano entrambi nel mar Ionio.La fiumara era un'importante risorsa per i contadini calabresi, nelle vicinanze erano presenti numerose attività economiche in quanto assicurava l'irrigazione delle coltivazioni, a volte impiantate sul loro greto con opere d'ingegneria idraulica molto audaci e consentivano di sfruttare l'energia potenziale delle acque per il funzionamento di mulini e frantoi fin nei primi anni dello scorso secolo.
Inoltre si coltivava il lino e la canapa per ottenere importanti fibre tessili. Il ciclo di lavorazione delle fibre tessili naturali comportava numerose operazioni: (MACERAZIONE-SCAVEZZATURA-GRAMOLATURA).
Nelle acque della fiumara si lasciava macerare perfino la ginestra che, dopo essere stata bollita, subiva una lunga e faticosa lavorazione per ottenere il filato di ginestra.
Anche la lavandaia per lavare i panni doveva recarsi alla fiumara.
| < Prec. | Succ. > |
|---|




.png)