Rischio terremoto cause e rimedi

Documento riportante i dati sulla realtà del rischio sismico in Calabria; Rischio elevato ma ignorato anche in occasione delle recenti iniziative nazionali per ricordare il dramma di San Giuliano di Puglia ed il crollo della scuola elementare con la morte di 27 bambini e una maestra.

La nota, stimolata anche dall’anniversario del terremoto del 1907, evidenzia i rimedi per la mitagazione degli effetti e la messa in sicurezza delle popolazioni.

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RISCHIO SISMICO ELEVATO: LE CAUSE ED I RIMEDI

PER LA MITIGAZIONE DEI DANNI E LA MESSA IN SICUREZZA DELLE POPOLAZIONI

convivere con il terremoto evento legato alla storia ed alla costituzione geologica

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Cento anni fa, a causa del terremoto del 23 ottobre del 1907, crollava uno dei monumenti nazionali esistente in Calabria: la “Torre delle cento camere”. Al momento del crollo la Torre si trovava ad una distanza di centinaia di metri dal mare vicino al tracciato ferroviario di Gerace Marina e da alcuni autori era paragonata al tempio di Giove Serapide di Pozzuoli per la testimonianza delle oscillazioni del mare sulla costa Jonica calabrese.

La ricorrenza dell’evento, meno noto del ben più grave terremoto del 1908 ma significativo della sismicità del territorio calabrese, stimola qualche riflessione per il recupero della memoria storica e utile per la messa in sicurezza delle popolazioni.

I terremoti, come alluvioni non sono eventi dovuti alla fatalità, ma sono dati legati alla storia ed alle caratteristiche geostrutturali della Calabria. A differenza del resto della catena appenninica, l’Arco Calabro è costituito da antichissime rocce cristalline come i graniti e sottoposte, da milioni di anni, a movimenti vari e sollevamento dell’ordine di molti centimetri all’anno. I connotati del paesaggio calabrese sono segnati da enormi fratture a Graben ed Horst legate a imponenti processi di geotettonica ancora in atto; processi di rapida trasformazione con terremoti, tsunami, alluvioni e frane che, tra l’altro, da sempre rendono difficile il “governo del Territorio”.

L’alta sismicità della Calabria in pratica è una delle manifestazioni dei rapidi processi di evoluzione geologica in atto nella regione e nel centro del Mediterraneo.

E poiché i processi geologici, com’è noto, durano milioni di anni, è evidente che terremoti distruttori (come ad. es. quelli del 1638, 1783, 1888, 1905, 1908 che hanno gravemente colpito tutti i 409 comuni della nostra regione) continueranno a scuotere la Calabria ancora per molto tempo. Così com’è altrettanto evidente che più ci si allontana dall’ultimo forte evento sismico, più aumentano le probabilità del suo ripetersi.

L’elevata sismicità, le condizioni di degrado del patrimonio edilizio (la Calabria è la regione italiana con il patrimonio edilizio più degradato e meno resistente alle sollecitazioni prodotte dai sismi), il dissesto idrogeologico e, non ultima, la carenza di adeguati Piani comunali di Protezione Civile, sono i fattori che rendono estremamente elevato il rischio sismico in Calabria.

È buona norma pensare al terremoto quando non c’è, si legge nel libretto pubblicato venti anni fa dalla regione Calabria col titolo “Per convivere con il terremoto”.

La norma non è stata e continua a non essere rispettata nei comuni della regione a più elevato rischio sismico d’Italia. E così restano da mettere in sicurezza molti edifici pubblici ed in particolare molte delle scuole dei 409 comuni della Calabria.

Il ritardo negli interventi di mitigazione e nell’adeguamento delle aule a rischio è stato sottolineato anche dal Capo della Protezione Civile Bertolaso che, per il decennale del terremoto di San Giuliano di Puglia , rende noto come “ad oggi solo il 10% delle scuole nei Comuni ad alto ed altissimo rischio sono da considerarsi sicure.” "In Italia ci sono quindicimila scuole dove studiano 8 milioni di bambini e ragazzi che si trovano in zone ad alto e altissimo rischio sismico – sottolinea Bertolaso – La loro messa in sicurezza è una priorità".

Nella regione Calabria il numero degli edifici considerati a rischio è di circa 1800 dei quali oltre mille ricadenti in comuni classificati nella zona di massima pericolosità.

In proposito va considerato che la più recente normativa antisismica suddivide il territorio nazionale nelle seguenti categorie:

Zona 1 – E’ la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti. Comprende, in tutta l’Italia 708 comuni. Di questi a maggior pericolo circa un terzo, esattamente 261 comuni, sono in Calabria.

Zona 2 – Nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti. Comprende complessivamente 2.345 comuni dei quali 148 della Calabria.

Zona 3 – I Comuni interessati in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti. Comprende 1.560 comuni.

Zona 4 – E’ la meno pericolosa. Nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse. Comprende 3.488 comuni.

In pratica, i comuni della Calabria ricadono tutti nella prima e seconda zona, e, quindi, nelle due più pericolose.

Ma c’è di più: l’introduzione della nuova normativa, tra l’altro, ha comportato il passaggio nella zona a più elevata pericolosità di 114 comuni, come ad esempio Cosenza e Lamezia Terme, che con la precedente legge del 1984 erano classificati di seconda categoria.


Scarica e leggi il documento completo redatto dal Geologo Mario Pileggi

1 Comment

  1. Miko
    <strong>Terremoti in Calabria</strong><br />I calabresi si devono preparare all'inevitabilita` di fortissimi terremoti. Ecco un sito eccellente dal punto di vista storico e pratico che evidenzia questa realta`.<br />http://www.capistranocalabria.com/terremoticalabria/index.htm

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