Scarrica Navi

I lettori della storia della bisnonna del cav. Gregorino Capano "Crisciadascia" saranno scettici nel credere che una donna sia dotata di una forza fisica capace di trasportare un cancello di ferro sulla sua testa da Badolato a Chiaravalle (36Km) . In più saranno scettici che non crederanno che lo abbia fatto per un tomolo di faggiola ( Nu tumunu e posedra). La storia ha risvegliato in me momenti della mia gioventù quando la donna era il solo mezzo di trasporto. Lei era il cammello, la nave, l'autocarro, e tutti gli altri mezzi moderni non esistenti in quel tempo. Mi permetto, infine, osare dire che la maggioranza delle donne moderne, preoccupate con la loro linea fisica, disegnata per la generazione di sensualità, non sarebbero state candidate per proposte matrimoniali, perché " on hannu u pitazzu".

Pitazzu, era la forma fisica che attestava alla capacità della donna di sostituire il bue se aggiogata all'aratro (mpajata all'aratru). Mia suocera, Maria Vittoria Voci aveva " u pitazzu" molto desiderato durante l'era che vi accenno. Vi spiegherò il sistema, molto in uso durante quel periodo, chiamato "hacimu scarrica navi". Permettetemi d'illustrare che per andare in campagna a fare i lavori del giorno, era necessario seguire certi viottoli (I violi).

"I vijola" erano il risultato del costante cammino a piedi (scalzi) durante anni e anni di uso. Attraverso questi viottoli c'erano posti riferiti "riposaturi". Il "riposaturi" poteva essere un muro secco (armacèdra) costruito per evitare erosione, oppure qualche altro posto alto abbastanza in modo che la donna poteva riposare e ricaricare il carico senza l'aiuto d'altre persone. "A riposata" era desiderata non solo per il recupero della circolazione del sangue alla testa, ma anche come sollievo della stanchezza. I "riposaturi" erano distanziati quasi in misura di distanza precisa, in modo che fossero vero beneficio alle donne che dovevano usarli.

 

I lettori si domanderanno: Dove era e che faceva il marito? Camminava in fronte con la zappa sulla sua spalla.
 
La cultura del l'era non permetteva che un uomo si abbassi a tale livello sociale. Era una vergogna alla quale, l'uomo non era pronto a sottomettersi. Durante la raccolta, se la distanza da casa era eccessiva e il raccolto troppo pesante, il prodotto era diviso in due sacchi o due sporte. Per esempio, la raccolta delle castagne a Farina o Muntagnedra, per evitare un secondo viaggio in montagna, le donne usavano il sistema " scarrica navi". Cioè, trasportavano due sacchi alternativamente. Il primo sacco era trasportato sulla testa fino al primo "riposaturi"; si ritornava a prendere il secondo sacco e lo si trasportava fino al secondo "riposaturi"; dal secondo riposaturi ritornava a prendere il sacco che aveva depositato al primo " riposaturi" e lo trasportava ( sulla testa) fino al terzo "riposaturi" e via di seguito, fino a che ambedue sacchi arrivavano alla destinazione finale. Perché questo sistema? Non vi so dire! La distanza percorsa era la stessa distanza se un secondo viaggio in montagna era fatto. Devo presumere che il valore del sistema era solamente psicologico. Una volta arrivati a casa era molto difficile che avessero la volontà e la forza necessaria per un ritorno in montagna a prendere il secondo sacco. Con il sistema di "scarica navi" una volta arrivati a casa, il lavoro del giorno era concluso. Era l'ora per "na pignata e havi boni adogghjati" e riposo per raccogliere l'energia necessaria il giorno seguente. Nonna "Crisciadascia", ci saranno sempre gli scettici che preferiscono non credere il tuo viaggio da Badolato a Chiaravalle. Io non mi trovo in quel circolo!! Infatti, la mia mente ricorre a un tempo che fu, e ti vedo, cancello sulla testa, mentre cammini lentamente verso Chiaravalle. Quanti " Riposaturi" hai visitato? La donna moderna ha la capacità di sviluppare la tua forza fisica con continui viaggi alla palestra, ma dubito la sua disciplina di andare a piedi da Badolato a Chiaravalle anche senza cancello sulla testa!
L'origine della tua energia derivava dall'amore che nutrivi verso la tua famiglia e condivisa dalle altre eroine del tuo tempo. Dentro voi c'era una forza che il mondo moderno non conosce ne' e' capace di duplicare: L'intenso amore per la famiglia e l'estasi nel sapere che " nu tùmanu e poseddha", sebbene per breve tempo, proteggerebbe i vostri bambini dalla fame. Le donne d'allora sono scomparse come i dinosauri, vittime del pregresso moderno. E' con un senso d'orgoglio che dedico questo umile articolo alla tua memoria e alla memoria di tutte le donne che hanno contribuito tanto, senza mai ricevere la riconoscenza dovuta. Eravate i "Cammelli del deserto calabrese" durante un periodo che è scomparso per non ritornare mai più!! Dovunque tu sia, Nonna Crisciadascia, avvantaggiati dei "riposaturi" lungo la via; gusta a posedra che hai cosi' onestamente guadagnata e gustala con un bel bicchiere di vino. A me hai reso difficile gustare un cucchiaio di faggiola senza che la tua figura non si presenti, cancello sulla testa, camminando verso la tua meta: Chiaravalle pè nu tumunu e posedra!! Riposa nel "Riposaturi Eterno" nella presenza di "Quel che tutto muove" . himmani comu a ttia on dava cchiu' e no nda venunu mancu. Il piacere d'averti conosciuta sarà sempre mio.
Angelo Iorfida, Canton, Ohio USA

2 Comments

  1. <strong>Scarrica Navi</strong><br />Un detto popolare calabrese sosteneva: "La donna com'è faci li cosi e lu lignu di chi jè faci li brasi". (Come la brace differisce secondo il legno, cosଠla donna opera secondo le proprie capacità ). <br />Le nostre donne, considerate per secoli in condizioni subalterne rispetto all'uomo, erano indispensabili al sostegno della famiglia e si sottoponevano a qualsiasi sacrificio pur di procacciare un pezzo di pane ai propri figlioli. Lo si vede da "Crisciadascia", forte e tenace come tutti i Calabresi di un tempo, che per questo non fanno torto a Campanella.
  2. <strong>Scarrica Navi</strong><br />Un detto popolare calabrese sosteneva: "La donna com'è faci li cosi e lu lignu di chi jè faci li brasi". (Come la brace differisce secondo il legno, cosଠla donna opera secondo le proprie capacità ). <br />Le nostre donne, considerate per secoli in condizioni subalterne rispetto all'uomo, erano indispensabili al sostegno della famiglia e si sottoponevano a qualsiasi sacrificio pur di procacciare un pezzo di pane ai propri figlioli. Lo si vede da "Crisciadascia", forte e tenace come tutti i Calabresi di un tempo, che per questo non fanno torto a Campanella.

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