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Lettera aperta al ministro delle comunicazioni: Paolo Gentiloni
C/C Presidente della Repubblica Italiana: Giorgio Napolitano

Un etichetta infangata dai notiziari nazionali, ma che non trova un facile riscontro.

Onorevole ministro con la presente vogliamo denunciare l’uso indiscriminato che si fa dei termini linguistici legati alla “Calabresità“ nelle maggiori testate giornalistiche nazionali.

Oggi molti giornalisti di radio e tv-giornali, di quotidiani e periodici, nei propri interventi mediatici, persuadono nell’immediato l’opinione pubblica, attraverso il commento di episodi di cronaca nera, atti criminosi o eventi di correlata importanza a carattere negativo (corruzione, racket, estorsione, ecc.). Essi infatti, con le loro affrettate ipotesi, tracciano l’identikit del responsabile e ne impostano la sua ricerca seguendo la pista Calabrese o cercando una personalità di origini Calabresi.

Nei titoli dei numerosi giornali, da decenni ormai si fa uso del termine calabrese per identificare il responsabile di un delitto, il corrotto di turno, il gestore di un racket, il membro di un organizzazione criminale, l’esecutore di un’estorsione, le località dove è radicata una banda di delinquenti, ecc. ma rarissime volte in questi anni si è fatto riferimento alla Calabresità per eventi e/o fatti di carattere positivo, che portano alto il valore di essere un abitante della Calabria.

Con questo, non vogliamo affermare che in Calabria vivono solo Santi, ma vogliamo mettere in discussione l’uso che si fa di determinate associazioni alla definizione di ”Calabrese”.

Prima di fare un passo indietro e sfogliare la cronologia di alcuni fatti di cronaca precedente, vogliamo riportare la definizione di “Calabrese” che oggi si trova in molti dizionari di lingua italiana:

ca|la|bré|se
agg., s.m. e f.

AD

agg., della Calabria: olio, folklore c. | agg., s.m. e f., nativo o abitante della Calabria

s.m., l’insieme dei dialetti italiani meridionali parlati in Calabria

s.m. CO nome di alcuni vitigni italiani, spec. Siciliani

s.f. TS zoot., razza di suini originaria della Calabria, con setole nere e carni saporite | s.m., suino di tale razza

s.m. TS agr., varietà di arancio originaria della Calabria, con frutto ovale e polpa succosa quasi completamente priva di semi; anche agg.: arancio c.

Ebbene possiamo notare che con il termine calabrese si può indicare una qualità di olio di oliva, una manifestazione folkloristica, un dialetto, un vitigno, un razza di suini, una varietà di arance, un abitante della Calabria, ma in nessun documento troviamo un riferimento per collegare il responsabile dell’assurdità di un atto criminoso alla definizione del termine “Calabrese”.

In molti hanno confermato che:

La CALABRIA è una terra ospitale che sin dal primo incontro sgomenta il visitatore perchè non corrisponde affatto, nella sua globalità, agli stereotipi con cui troppo spesso viene definita.

La CALABRIA, è una terra operosa che nel turismo, nell'artigianato e nella piccola impresa sta riscontrando gli elementi portanti per il suo rilancio.

La CALABRIA, è un patrimonio ambientale, culturale e storico di tutto il mondo.

I CALABRESI, sono gli abitanti di questa terra, sono dei grandi lavoratori con mille difficoltà che hanno saputo dare tanto, soprattutto nei paesi dove sono stati costretti ad emigrare.

Ora ripercorriamo indietro il tempo e sfogliamo qualche pagina di storia della nostra cronaca nazionale, in molti abbiamo notato, che i giornali riportano sin dai primi indizi, sempre i fatti di cronaca o gli atti criminosi, incolpando nell’immediato un ipotetico responsabile dalle origini note, essi cronologicamente lo descrivono come “l’assassino calabrese”….. poi come “il presunto assassino calabrese”..… più tardi come “l’indagato calabrese”..… successivamente come “il probabile indagato calabrese”….. infine si scopre che non vive in Calabria ma che ha “origini calabresi”..… e magari poi viene fuori che è solo un malcapitato, che ha avuto qualche precedente penale e viene scagionato, ma questo poi sui giornali non è più riportato, perché non fa più notizia.

Comunque, ricordate il drammatico caso del piccolo Tommy che ha sconvolto la pianura parmigiana nell’estate 2006? E’ stata una tragica vicenda che non deve essere mai più ripetuta, ma anche in quella occasione i giornali alimentavano bene le voci sui i primi indizi che nell’immediato ipotizzavano gli autori del rapimento. I titoli dei telegiornali e le pagine dei giornali davano per scontato una pista Calabrese che successivamente è stata biasimata.

Oppure, ricordiamo tutti il caso del povero Giuseppe Maver benzinaio di Calolziocorte ucciso da due ragazzi, in cui i media nei loro racconti appena hanno conosciuto i nomi dei due indiziati, li hanno descritti come assassini calabresi. Quando successivamente, si è scoperto che abitavano a Lecco, si è voluto portare in evidenza a tutti i costi, che avevano origini calabresi. Ma era veramente importante portare in primo piano le origini di quei ragazzi, tanto è vero che in quelle pagine la caratteristica di essere meridionale era più importante del delitto dell’uomo? Qualche ora dopo viene fuori che solo un ragazzo aveva origini calabresi, per di più non era colui che ha premuto il grilletto e addirittura non era neanche maggiorenne, ma per i giornali era sempre “l’assasino di origini calabresi”. Solo pochi giorni fa questa persona, che allora era stata dipinta come l’assassino di origini calabresi, è tornata di nuovo sulle prime pagine dei giornali a seguito della polemica scoppiata per aver beneficiato del provvedimento dell’indulto emanato dal governo, bene in questa occasione gli articoli lo identificavano come “Il giovane Lecchese”.

Ma ritorniamo ai giorni nostri, consideriamo l’ultimo eclatante ed orribile evento delittuoso denominato “la strage di Erba”, in cui sono stati assassinate quattro persone, ecco alcuni titoli dei notiziari dei giorni scorsi:

  • Cronaca. Erba, uccide moglie e figlio, suocera e vicina di casa. Poi incendia la casa: ricercato pregiudicato tunisino - 12 dicembre — rainews24.it
  • Strage Erba: Tabulati telefonici scagionerebbero Marzouk - 12 dicembre — repubblica.it
  • Cronaca. Erba, Marzouk: non so chi possa essere stato. Inquirenti al lavoro: forse due gli assassini - 13 dicembre — rainews24.it
  • Strage erba: Marzouk, ‘feci uno sgarro a clan calabrese’ - 14 dicembre — repubblica.it
  • Cronaca. Erba, si segue la pista calabrese, i funerali si terranno in Tunisia - 14 dicembre — rainews24.it
  • Strage Erba: Si indaga su clan magrebino - 15 dicembre — repubblica.it
  • Strage Erba: Autore avrebbe lasciato molte impronte - 03 gennaio 2007 — repubblica.it

Come tutti sappiamo, ancora oggi 04 gennaio 2007, stiamo aspettando di conoscere chi è il vero assassino di queste persone, ma intanto dopo tutto questo, qualcuno si è divertito con le parole ad infangare non solo la nostra regione, ma anche altre persone, il cui nome per svariati motivi è passato dalla bocca degli inquirenti alle orecchie dei giornalisti.

Quando dei giornali scrivono “feci uno sgarro a clan calabrese…oppure …si segue la pista calabrese…” quante persone si faranno l’idea che i clan per definizione sono solo Calabresi?? Con il termine clan si intende un gruppo di persone unite da parentela, che è definita dalla discendenza percepita da un antenato comune. Quindi in genere si indica il clan rossi, il clan bianchi, il clan (seguito dal nome della famiglia); non mi sembra che in passato si siano indicati clan campani, clan veneti, clan piemontesi o clan siciliani come lo si è fatto per quelli calabresi??? E quanti saranno in grado di comprendere che la Calabria effettivamente non è abitata solo da delinquenti??

Forse è più facile per qualcuno, si proprio cosi; potrebbe essere più facile per i giornalisti, cogliere nel segno un presunto assassino in una terra segnata da una brutta etichetta, o forse è più facile per gli stessi assassini, riuscire a depistare le indagini trovando un capro espiatorio proprio in Calabria, considerando i precedenti storici!!

Un risultato comunque è certo, molta gente si impegna a portare ad un alto livello il valore di sentirsi un “Fiero Calabrese”, molta altra continua ad infangare gli effetti di un compito difficile che stenta a sollevarsi.

In Calabria abitano circa 2 milioni di persone, poche rispetto alle altre regioni, però tra questi sono tanti coloro che oggi vivono in questa terra onestamente e che si danno al lavoro per vivere quotidianamente, ma per loro sfortuna portano con se un etichetta che non meritano.

Speriamo di trovare un consenso in queste parole riuscendo ad ottenere degli esiti positivi per i prossimi anni, in modo che nei nostri notiziari nazionali, non sentiremo parlare della Calabria e dei Calabresi, solo per cattive notizie, ma anche per promuovere tutto ciò che i Calabresi in Italia e nel Mondo costruiscono positivamente giorno per giorno sotto una pesante reputazione.

A cura di Paolo Barbalace.

P.S. Si accettano consigli, modifiche ed aggiornamenti >>> SCRIVICI <<<

Commenti 

 
0 #1 Lettera pateticaLeone Gagliardi 2007-08-27 17:15
Salve, dopo aver letto questa lettera, la prima cosa a cui ho pensato è che il "complesso di inferiorità " dei calabresi è davvero molto radicato. Il tenore patetico ed emozionale di questa lettera conferma l'incapacità , ormai quasi irreversibile (anche se spero vivamente di sbagliarmi), di aprire un vero ed onesto fronte di autocritica che vada davvero a fondo sul perchè il pregiudizio continua ad affiorare e persitere. Non bisogna avere paura di fare i conti con cià che si è. Solo cosଠa mio avviso si puà dare un senso positivo a cià che si vorrebbe essere.
l'Omertosità , la rassegnazione, la retorica della famiglia, lo sbobbismo verso la collettività , la cooperazione e il bene comune, il qualunquismo che assimila tutto e tutti, l'approssimazione amministrativa, la tendenza ad enfatizzare avvenimenti positivi che avvengono in regione (e che altrove sono la normalità ), la spropositata retorica alimentare su peperoncini, melanzane, cipolla di Tropea, soppressate e nduja che sconfina nel ridicolo e nell'inevitabile stereotipo, il "comparaggio", l'ossequio servile verso il potente di turno (spesso assolutamente incapace persino di mettere in fila una frase in italiano corretto...), la mortificazione del merito sacrificato sull'altare della "conoscenza degli amici degli amici", la retorica del turismo in località costiere veramente bellissime ma scandalosamente costose e spesso sprovviste persino di depuratori, l'incapacità di indignarsi mai di fronte nessuna prepotenza o diritto calpestato salvo poi prendersela con sindaco o amministratore di turno (sintomo di mentalità assistenzialista e per nulla reattiva e protagonista, l'elevato grado di violenza verbale e di atteggiamenti che permea la regione e che i bambini assorbono sin da piccoli sono sono alcuni aspetti di fatto che, ahimè, offrono all'opinione pubblica la possibilità di perdurare nel pregiudizio. Prima di scrivere addirittura al Presidente della Repubblica, guardiamoci tutti dentro di noi... sono calabrese anch'io. saluti.
PS: spero che l'autore della lettera non se l prensa troppo per questo mio commento... non farebbe altro che confermare un altro stereotipo sui calabresi: l'essere molto permalosi!
Citazione
 
 
0 #2 Lettera pateticaLeone Gagliardi 2007-08-27 17:15
Salve, dopo aver letto questa lettera, la prima cosa a cui ho pensato è che il "complesso di inferiorità " dei calabresi è davvero molto radicato. Il tenore patetico ed emozionale di questa lettera conferma l'incapacità , ormai quasi irreversibile (anche se spero vivamente di sbagliarmi), di aprire un vero ed onesto fronte di autocritica che vada davvero a fondo sul perchè il pregiudizio continua ad affiorare e persitere. Non bisogna avere paura di fare i conti con cià che si è. Solo cosଠa mio avviso si puà dare un senso positivo a cià che si vorrebbe essere.
l'Omertosità , la rassegnazione, la retorica della famiglia, lo sbobbismo verso la collettività , la cooperazione e il bene comune, il qualunquismo che assimila tutto e tutti, l'approssimazione amministrativa, la tendenza ad enfatizzare avvenimenti positivi che avvengono in regione (e che altrove sono la normalità ), la spropositata retorica alimentare su peperoncini, melanzane, cipolla di Tropea, soppressate e nduja che sconfina nel ridicolo e nell'inevitabile stereotipo, il "comparaggio", l'ossequio servile verso il potente di turno (spesso assolutamente incapace persino di mettere in fila una frase in italiano corretto...), la mortificazione del merito sacrificato sull'altare della "conoscenza degli amici degli amici", la retorica del turismo in località costiere veramente bellissime ma scandalosamente costose e spesso sprovviste persino di depuratori, l'incapacità di indignarsi mai di fronte nessuna prepotenza o diritto calpestato salvo poi prendersela con sindaco o amministratore di turno (sintomo di mentalità assistenzialista e per nulla reattiva e protagonista, l'elevato grado di violenza verbale e di atteggiamenti che permea la regione e che i bambini assorbono sin da piccoli sono sono alcuni aspetti di fatto che, ahimè, offrono all'opinione pubblica la possibilità di perdurare nel pregiudizio. Prima di scrivere addirittura al Presidente della Repubblica, guardiamoci tutti dentro di noi... sono calabrese anch'io. saluti.
PS: spero che l'autore della lettera non se l prensa troppo per questo mio commento... non farebbe altro che confermare un altro stereotipo sui calabresi: l'essere molto permalosi!
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0 #3 rispondo a leone Gagliardifranco sergi 2007-08-29 09:05
Brevemente la rispondo, io sono un calabrese Doc, vivo in un paesino dove (contrariamente a quanto si apprende dalle cronache giornalistiche) si vive tranquilli anzi sono libero di dire cià che penso e cià che dico, ho paura invece di andare a milano sono già decine di volte che vado, cosଠpure a Roma ed altre città del centro nord, al mio paese, lascio la porta di casa aperta pure di notte, cosi come la macchina, nelle città del Nord questo non è possibile, inoltre ormai i cittadini stranieri hanno messo sotto gli italiani, da noi è ed resterà sempre il contrario, noi gente del sud diamo pure il cuore ma non c'è posto per chi non ha rispetto ed onore.
Non ho il complesso di inferiorità , anzi orgoglio e coraggio di non avere paura di cià che mi appartiene, provo invece pietà per chi nega che ad avere l'inferiorità sono gli altri, la Calabria è stata dipinta sempre come il male, ma è solo un Hobby dei media per distrarre i turisti e la gente comune dal potenziale calabrese, ti faccio un esempio hanno dato la bandiera blu a rimini solo per i servizi, ma il mare che schifo è?
Citazione
 
 
0 #4 rispondo a leone Gagliardifranco sergi 2007-08-29 09:05
Brevemente la rispondo, io sono un calabrese Doc, vivo in un paesino dove (contrariamente a quanto si apprende dalle cronache giornalistiche) si vive tranquilli anzi sono libero di dire cià che penso e cià che dico, ho paura invece di andare a milano sono già decine di volte che vado, cosଠpure a Roma ed altre città del centro nord, al mio paese, lascio la porta di casa aperta pure di notte, cosi come la macchina, nelle città del Nord questo non è possibile, inoltre ormai i cittadini stranieri hanno messo sotto gli italiani, da noi è ed resterà sempre il contrario, noi gente del sud diamo pure il cuore ma non c'è posto per chi non ha rispetto ed onore.
Non ho il complesso di inferiorità , anzi orgoglio e coraggio di non avere paura di cià che mi appartiene, provo invece pietà per chi nega che ad avere l'inferiorità sono gli altri, la Calabria è stata dipinta sempre come il male, ma è solo un Hobby dei media per distrarre i turisti e la gente comune dal potenziale calabrese, ti faccio un esempio hanno dato la bandiera blu a rimini solo per i servizi, ma il mare che schifo è?
Citazione
 
 
0 #5 per il sig. sergileone gagliardi 2007-08-30 18:26
Veda sig. Sergi,
dal mio punto di vista la libertà non è poter lasciare la macchina aperta o la casa aperta pure di notte... è qualcosa di più complesso che ha a che fare con la sovranità , con la possibilità di affermarsi perchè si vale e non perchè si conosce qualcuno che conta, con la possibilità , per esempio, intraprendere un'attività senza essere taglieggiati dal prepotente di turno a cui si dà oltre che il cuore come dice lei anche la dignità che non ha prezzo. Mi permetta ma sono lontano anni luce dalla sua idea, tipicamente prevaricatrice e prepotente, figlia di una realtà prevaricatrice e prepotente come appunto quella calabrese, del "mettere sotto" (nel precedente commento parlavo di violenza verbale) lo straniero di turno dimenticando i tanti calabresi emigranti (i miei genitori compresi) che hanno avuto la stessa sfortuna di dover emigrare... non bisogna mettere sotto proprio nessuno o meglio chi delinque e mafieggia, straniero o calabrese, per me è esattamente sullo stesso piano, quello dell'essere farabbutto che non merita la civile convivenza: deve esserne espulso. Ma anche chi sa e non parla, chi subisce in silenzio, chi non s'impegna per migliorare l'ambiente in cui vive, delegando tutto al sindachicchio di turno. Orgoglio e coraggio di cosa? ha mai avuto il coraggio di denunciare un disservizio, un sopruso, un'ingiustizia subà¬ta o ravvisata? Se lo ha fatto non è un eroe... ha fatto solo il suo dovere di cittadino: una cosa normale. Guardi che il "complesso di inferiorità " di cui parlo è quell'atteggiamento che porta sempre a dare la responsabilità di cià che non va sempre a gli altri... ora agli hobbies dei media, ora ai detrattori di turno, ora ai giornalisti senza pietà per questa "Calabbrria Calabbria terra d'amuri" ora al grande complotto dei settentrionali ecc... NON SI FANNO MAI I CONTI CON SE STESSI e con la propria realtà ! Si individua sempre un'altra causa esterna "perchè noi del sud diamo pure il cuore"... rimuovendo che spesso e volentieri diamo anche qualche pistolettata anche in trasferta o lasciamo gli anziani a soffrire di stenti negli ospizi nel totale degrado, o vinciamo la bandiera blu per essere la regione che meglio devasta i suoi boschi dandogli fuoco (che vergogna senza fondo: sarà mica una messa in scena dei media?...). Danno la bandiera blu a rimini solo per i servizi... le sembrano poca cosa? se funzionano i servizi significa che c'è gente che li fa funzionare e se c'è gente che li fa funzionare significa che questa stessa gente, senza retorica, fa l'impossibile per migliorare il territorio in cui vive, perchè ha cura del posto in cui gli è toccato vivere, fottendosene dei media. Io sogno il giorno in cui daranno ad una località calabrese, spero di poter essere ancora vivo.
sarei curioso di sapere qual'è questo suo ridente e tranquillo paese dove lei vive. Quanti cinema ci sono, quanti luoghi di ritrovo, quante e quali strutture sportive per giovani e meno giovani, quanti eventi educativi, quanti quanti e quali servizi pubblici sono garantiti magari questa "isola felice", come la descrive lei si potrebbe pensare di prenderla a modello per tutta la regione. L'unico orgoglio che conosco è quello che mi fa impegnare per spazzare via lo schifo di cui, ahimè, la Calabria è piena. Tutto il resto della "calabresità " virtuosa che si sbandiera mi fa schifo in quanto puramente virtuale e lspesso non rispondente al vero. Peperoncino escluso: che la natura ce lo preservi sempre. Guardi che io non sono un denigratore della mia terra. Penso che il tempo degli alibi è finito oltre che ridicolo. Basta con "il potenziale calabrese" di cui ne ho le "scatole piene", facciamo in modo che si parli dell'"attività calabrese". Precondizione di tutto: liberarsi dalla 'ndranghetà ... sennà si fa solo "poesia".
Scusi se sono stato cosଠdiretto ma non so essere altrimenti.
Saluti
Citazione
 
 
0 #6 per il sig. sergileone gagliardi 2007-08-30 18:26
Veda sig. Sergi,
dal mio punto di vista la libertà non è poter lasciare la macchina aperta o la casa aperta pure di notte... è qualcosa di pi๠complesso che ha a che fare con la sovranità , con la possibilità di affermarsi perchè si vale e non perchè si conosce qualcuno che conta, con la possibilità , per esempio, intraprendere un'attività senza essere taglieggiati dal prepotente di turno a cui si dà oltre che il cuore come dice lei anche la dignità che non ha prezzo. Mi permetta ma sono lontano anni luce dalla sua idea, tipicamente prevaricatrice e prepotente, figlia di una realtà prevaricatrice e prepotente come appunto quella calabrese, del "mettere sotto" (nel precedente commento parlavo di violenza verbale) lo straniero di turno dimenticando i tanti calabresi emigranti (i miei genitori compresi) che hanno avuto la stessa sfortuna di dover emigrare... non bisogna mettere sotto proprio nessuno o meglio chi delinque e mafieggia, straniero o calabrese, per me è esattamente sullo stesso piano, quello dell'essere farabbutto che non merita la civile convivenza: deve esserne espulso. Ma anche chi sa e non parla, chi subisce in silenzio, chi non s'impegna per migliorare l'ambiente in cui vive, delegando tutto al sindachicchio di turno. Orgoglio e coraggio di cosa? ha mai avuto il coraggio di denunciare un disservizio, un sopruso, un'ingiustizia subà¬ta o ravvisata? Se lo ha fatto non è un eroe... ha fatto solo il suo dovere di cittadino: una cosa normale. Guardi che il "complesso di inferiorità " di cui parlo è quell'atteggiamento che porta sempre a dare la responsabilità di cià che non va sempre a gli altri... ora agli hobbies dei media, ora ai detrattori di turno, ora ai giornalisti senza pietà per questa "Calabbrria Calabbria terra d'amuri" ora al grande complotto dei settentrionali ecc... NON SI FANNO MAI I CONTI CON SE STESSI e con la propria realtà ! Si individua sempre un'altra causa esterna "perchè noi del sud diamo pure il cuore"... rimuovendo che spesso e volentieri diamo anche qualche pistolettata anche in trasferta o lasciamo gli anziani a soffrire di stenti negli ospizi nel totale degrado, o vinciamo la bandiera blu per essere la regione che meglio devasta i suoi boschi dandogli fuoco (che vergogna senza fondo: sarà mica una messa in scena dei media?...). Danno la bandiera blu a rimini solo per i servizi... le sembrano poca cosa? se funzionano i servizi significa che c'è gente che li fa funzionare e se c'è gente che li fa funzionare significa che questa stessa gente, senza retorica, fa l'impossibile per migliorare il territorio in cui vive, perchè ha cura del posto in cui gli è toccato vivere, fottendosene dei media. Io sogno il giorno in cui daranno ad una località calabrese, spero di poter essere ancora vivo.
sarei curioso di sapere qual'è questo suo ridente e tranquillo paese dove lei vive. Quanti cinema ci sono, quanti luoghi di ritrovo, quante e quali strutture sportive per giovani e meno giovani, quanti eventi educativi, quanti quanti e quali servizi pubblici sono garantiti magari questa "isola felice", come la descrive lei si potrebbe pensare di prenderla a modello per tutta la regione. L'unico orgoglio che conosco è quello che mi fa impegnare per spazzare via lo schifo di cui, ahimè, la Calabria è piena. Tutto il resto della "calabresità " virtuosa che si sbandiera mi fa schifo in quanto puramente virtuale e lspesso non rispondente al vero. Peperoncino escluso: che la natura ce lo preservi sempre. Guardi che io non sono un denigratore della mia terra. Penso che il tempo degli alibi è finito oltre che ridicolo. Basta con "il potenziale calabrese" di cui ne ho le "scatole piene", facciamo in modo che si parli dell'"attività calabrese". Precondizione di tutto: liberarsi dalla 'ndranghetà ... sennà si fa solo "poesia".
Scusi se sono stato cosଠdiretto ma non so essere altrimenti.
Saluti
Citazione
 
 
0 #7 Calabria mistero d'Italiafranco sergi 2007-08-31 09:39
Beh, la discussione prosegue senza indugio, analizzando il tuo pensiero o se vuoi la tua sensazione alle tue perplessità ti rispondo e ti informo che sono un giovane imprenditore che mai ha pagato il pizzo, figlio di piccolo industriale alimentare, nemmeno mio nonno ha pagato il pizzo come del resto mio padre, non perchè conosco il mafioso di turno ma semplicemente perchè lavoro per fatti miei senza andare a cercare nessuno.
Il malfunzionamento in Calabria sono i Politici corrotti e figli di raccomandati, la burocrazia è l'unica cosa a cui io devo sottostare,il cancro della Calabria, ci vorrebbe l'art. 18 per chi non lavora o ruba allo stato, ogni giorno devo combattere dalla posta agli ospedali, dal comune alla scuola,ho visto analfabeti prendere la lode, medici che sono macellai ed incompetenti spesso assenti, se vuoi lavorare o se fai un concorso vincono sempre i figli dei rettori, dei medici, degli avvocati, ho visto con i miei occhi ingiustizie sociali di ogni genere, la differenza tra il figlio di un semplice lavoratore con il figlio di un personaggio noto ma non mafioso, questo in piscologia la chiamano Effeto Alone, persino pure alla camera di commercio ho dovuto litigare con un dipendente fannullone, all'Inps se sei raccomandato ti danno pure la pensione altrimenti devi incazzarti per avere un tuo diritto, all'ufficio di collocamento poi non parliamo, cosi come anche per farti dare i soldi dell'assegno di maternità dove un dipendente comunale mi ha rifiutato la domanda dopo nemmeno 2 mesi della nascita, non parliamo poi dei sindacati ladri se sei qualcuno ti consigliano altrimenti ti fottono, compresi quelli dell'agricoltura dove hanno tutelato come sempre gli interessi dei latifondisti, ogni giorno devo combattere contro essi è sinceramente la ndrangheta è l'ultimo mio pensiero, anche essa ha delle colpe, senz'altro, sono finiti i tempi dell'illegalità ancora essi non hanno capito che devono smettere di accappigliarsi tutto, di mortificare con le loro azioni la nostra terra, ma ti ricordo che la mafia in generale è figlia dell'ingiustizia sociale le sue origini partono dai tempi del regno dei Borboni, si sono poi sviluppati quando in Italia i Latifondisti sfruttavano la plebe, Cavuor e Garibaldi avevano promesso che dopo la riunificazione dell'Italia avessero ridato al popolo le terre, cosଠnon fecero e allo scoppiare dei tumulti del popolo inviarono ed eseguirono brutali esecuzioni una repressione che diventà poi un modo per protestare, un odio che portà l'inizio della mafia.
Non parliano di Tangentopoli quanti miliardi di mazzette ai politici non sono stati scoperti, lo sanno tutti che tutto è corrotto, ormai le tangenti sono legali li chiamano “Consulenze Aziendali”

N.b.: la vera Mafia oggi sono le cooperative rosse, le associazioni onlus, soldi evasi, se non paghi loro nella regione o alla provincia cosଠcome nel comune nessuno ti caca, infine visto che produco alimenti spendo due parole per i grandi marchi, che utilizzano gli eroi dei bambini per pubblicità , è vendono prodotti cancerogini o se ti va bene i tuoi figli diventano Obesi e con le arterie sfatte.
Citazione
 
 
0 #8 Calabria mistero d'Italiafranco sergi 2007-08-31 09:39
Beh, la discussione prosegue senza indugio, analizzando il tuo pensiero o se vuoi la tua sensazione alle tue perplessità ti rispondo e ti informo che sono un giovane imprenditore che mai ha pagato il pizzo, figlio di piccolo industriale alimentare, nemmeno mio nonno ha pagato il pizzo come del resto mio padre, non perchè conosco il mafioso di turno ma semplicemente perchè lavoro per fatti miei senza andare a cercare nessuno.
Il malfunzionamento in Calabria sono i Politici corrotti e figli di raccomandati, la burocrazia è l'unica cosa a cui io devo sottostare,il cancro della Calabria, ci vorrebbe l'art. 18 per chi non lavora o ruba allo stato, ogni giorno devo combattere dalla posta agli ospedali, dal comune alla scuola,ho visto analfabeti prendere la lode, medici che sono macellai ed incompetenti spesso assenti, se vuoi lavorare o se fai un concorso vincono sempre i figli dei rettori, dei medici, degli avvocati, ho visto con i miei occhi ingiustizie sociali di ogni genere, la differenza tra il figlio di un semplice lavoratore con il figlio di un personaggio noto ma non mafioso, questo in piscologia la chiamano Effeto Alone, persino pure alla camera di commercio ho dovuto litigare con un dipendente fannullone, all'Inps se sei raccomandato ti danno pure la pensione altrimenti devi incazzarti per avere un tuo diritto, all'ufficio di collocamento poi non parliamo, cosi come anche per farti dare i soldi dell'assegno di maternità dove un dipendente comunale mi ha rifiutato la domanda dopo nemmeno 2 mesi della nascita, non parliamo poi dei sindacati ladri se sei qualcuno ti consigliano altrimenti ti fottono, compresi quelli dell'agricoltura dove hanno tutelato come sempre gli interessi dei latifondisti, ogni giorno devo combattere contro essi è sinceramente la ndrangheta è l'ultimo mio pensiero, anche essa ha delle colpe, senz'altro, sono finiti i tempi dell'illegalità ancora essi non hanno capito che devono smettere di accappigliarsi tutto, di mortificare con le loro azioni la nostra terra, ma ti ricordo che la mafia in generale è figlia dell'ingiustizia sociale le sue origini partono dai tempi del regno dei Borboni, si sono poi sviluppati quando in Italia i Latifondisti sfruttavano la plebe, Cavuor e Garibaldi avevano promesso che dopo la riunificazione dell'Italia avessero ridato al popolo le terre, cosଠnon fecero e allo scoppiare dei tumulti del popolo inviarono ed eseguirono brutali esecuzioni una repressione che diventà poi un modo per protestare, un odio che portà l'inizio della mafia.
Non parliano di Tangentopoli quanti miliardi di mazzette ai politici non sono stati scoperti, lo sanno tutti che tutto è corrotto, ormai le tangenti sono legali li chiamano “Consulenze Aziendali”

N.b.: la vera Mafia oggi sono le cooperative rosse, le associazioni onlus, soldi evasi, se non paghi loro nella regione o alla provincia cosଠcome nel comune nessuno ti caca, infine visto che produco alimenti spendo due parole per i grandi marchi, che utilizzano gli eroi dei bambini per pubblicità , è vendono prodotti cancerogini o se ti va bene i tuoi figli diventano Obesi e con le arterie sfatte.
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0 #9 SVEGLIAMOCI DAL LETARGO.....Paolo 2007-08-31 10:18
Come autore della lettera sento il dovere di intervenire, a seguito dei commenti che a mio avviso hanno acceso una discussione, i cui effetti sui nostri lettori, alla loro lettura, rimarcheranno, alcuni dei peggiori difetti di tutti i Calabresi. Da anni in Calabria si discutono importanti tematiche e si affrontano numerosi dibatti di cultura e di politica al fine di far uscire dal tunnel oscuro questa terra, ma i risultati tardano sempre ad arrivare o addirittura peggiorano. Questo accade, perchè noi Calabresi dalle parole di ogni discussione non assimiliamo mai il messaggio subliminale in esso contenuto e quindi non facciamo mai tesoro di alcune importanti questioni affrontate nei dibattiti (che di certo aiuta il governante ed il cittadino a risolvere i numerosi problemi, a volte ed in molti casi, con assidua semplicità ), ma noi siamo in grado di tirare fuori il nostro orgoglio e la nostra presunzione, proprio come descrive il Sig. Gagliardi, riaffermando sempre la solita retorica Calabrese, che non porta mai a niente.
Il progetto "Calabresi.net" è nato con l'obbiettivo di rimarcare i lati positivi della Calabria e trascurare i fatti ed i lati negativi, che sono invece affrontati in numerose testate giornalistiche; oggi ho deciso di creare una nuova categoria nella sezione APPROFONDIMENTI, e l'ho chiamata " I MALI DELLA CALABRIA, I MOTIVI DI UNA RIVOLUZIONE", qui saranno riportate tutte quelle notizie non presenti sui giornali che avranno il compito di sensibilizzare ogni cittadino CALABRESE ed indurlo a guarire dalla malattia della sottomissione e svegliarlo dallo stato di letargo in cui soccombe, affinchè possa iniziare a fare i fatti dietro alle tante perdute parole di tutti questi anni, cercando cosଠdi rivoluzionare il sistema calabrese ormai in stallo ed in recessione.
Vorrei esprimere grande stima al Sig. Gagliardi per le sue poche parole che hanno sintetizzato in un solo periodo tutti i mali dei del "Calabrese Tipo", apprezzo sinceramente la critica alla lettera.
Spero che da queste discussioni e da questo progetto, coloro che hanno il potere di accelerare un cambiamento del sistema, ne rimangono sensibilizzati cosi come lo deve diventare ogni cittadino italiano, sui problemi in scala nazionale.

Link: http://www.calabresi.net/it/i-mali-della-calabria-i-motivi-di-una-rivoluzione/index.php
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0 #10 SVEGLIAMOCI DAL LETARGO.....Paolo 2007-08-31 10:18
Come autore della lettera sento il dovere di intervenire, a seguito dei commenti che a mio avviso hanno acceso una discussione, i cui effetti sui nostri lettori, alla loro lettura, rimarcheranno, alcuni dei peggiori difetti di tutti i Calabresi. Da anni in Calabria si discutono importanti tematiche e si affrontano numerosi dibatti di cultura e di politica al fine di far uscire dal tunnel oscuro questa terra, ma i risultati tardano sempre ad arrivare o addirittura peggiorano. Questo accade, perchè noi Calabresi dalle parole di ogni discussione non assimiliamo mai il messaggio subliminale in esso contenuto e quindi non facciamo mai tesoro di alcune importanti questioni affrontate nei dibattiti (che di certo aiuta il governante ed il cittadino a risolvere i numerosi problemi, a volte ed in molti casi, con assidua semplicità ), ma noi siamo in grado di tirare fuori il nostro orgoglio e la nostra presunzione, proprio come descrive il Sig. Gagliardi, riaffermando sempre la solita retorica Calabrese, che non porta mai a niente.
Il progetto "Calabresi.net" è nato con l'obbiettivo di rimarcare i lati positivi della Calabria e trascurare i fatti ed i lati negativi, che sono invece affrontati in numerose testate giornalistiche; oggi ho deciso di creare una nuova categoria nella sezione APPROFONDIMENTI, e l'ho chiamata " I MALI DELLA CALABRIA, I MOTIVI DI UNA RIVOLUZIONE", qui saranno riportate tutte quelle notizie non presenti sui giornali che avranno il compito di sensibilizzare ogni cittadino CALABRESE ed indurlo a guarire dalla malattia della sottomissione e svegliarlo dallo stato di letargo in cui soccombe, affinchè possa iniziare a fare i fatti dietro alle tante perdute parole di tutti questi anni, cercando cosଠdi rivoluzionare il sistema calabrese ormai in stallo ed in recessione.
Vorrei esprimere grande stima al Sig. Gagliardi per le sue poche parole che hanno sintetizzato in un solo periodo tutti i mali dei del "Calabrese Tipo", apprezzo sinceramente la critica alla lettera.
Spero che da queste discussioni e da questo progetto, coloro che hanno il potere di accelerare un cambiamento del sistema, ne rimangono sensibilizzati cosi come lo deve diventare ogni cittadino italiano, sui problemi in scala nazionale.

Link: http://www.calabresi.net/it/i-mali-della-calabria-i-motivi-di-una-rivoluzione/index.php
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