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07 Maggio 2007
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Notizie
Il primo modello per le evacuazioni di intere aree urbane
Tempo ridotto del 35% e vite umane salvate
“La sicurezza assoluta non esiste, ma la riduzione del rischio rende possibile una vita più sicura”.
Dall’ottobre 2005, all’ombra del titolo didascalico “Progetto Sicuro”, quelli del D.I.M.E.T. (Dipartimento Informatica, Matematica, Elettronica e Trasporti) e del L.A.S.T. (Laboratorio analisi sistema dei trasporti) della Facoltà di Ingegneria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Università della Basilicata, hanno pensato a cosa succede in una città a partire dal secondo in cui si verifica una calamità. Circa 50 le persone impegnate, 20 le postazioni video, 5 gli operatori mobili più un laboratorio mobile e 3 mezzi dotati di GPS, un paio di simulazioni su area urbana (a Melito Porto Salvo) hanno coinvolto fino 80 tra esercizi commerciali e uffici pubblici, 455 veicoli e un migliaio di cittadini.
Rispetto ad altri test effettuati, la novità di “Sicuro” sta nella verifica delle interazioni tra i piani di evacuazione dei diversi edifici e il più generale piano comunale. E’ la prima volta, in termini di ricerca, che si testa la mobilitazione di persone presenti in un'area urbana allo scopo di costruire un modello “esportabile”, cioè utilizzabile, da differenti territori e zone e per differenti accidenti. Perché “conoscere preventivamente i tempi di evacuazione consente di intervenire per tempo per ridurre il rischio a cui è esposta la popolazione”,ricorda il prof. Francesco Russo, ordinario di progettazione e pianificazione dei sistemi di trasporto e coordinatore del Dottorato di ricerca in Ingegneria dei trasporti e della logistica a Reggio Calabria,responsabile del progetto.
Ora, dopo quasi due anni di sperimentazioni, calcoli, test, video e rilevazioni dati, dopo aver trascorso mattinate tra i bambini di un asilo da sgomberare in tempi stringenti, dopo aver collezionato briefing, monitorato i soccorsi, simulato scoppi di autocisterne, incendi, terremoti, tsunami e attentati, dopo aver perso gli occhi sui computer e la voce nei registratori, insieme a 18 Comuni e alla Protezione civile.
Gli enti pubblici, calabresi ma anche di altre regioni, hanno seguito il progetto con attenzione. Non a caso la mattinata del 17 maggio è destinata al confronto con le autorità, Ministro dei Trasporti compreso. Sono stati invitati anche il Presidente e gli assessori della Giunta regionale calabrese. A riferire su quanto fatto, oltre a Russo, Antonino Vitetta e Massimo Di Gangi. Il resto della due-giorni è destinato al corso di specializzazione, tenuto anche da Giovanna Chilà, Alessandro Marcianò, Pietro Velonà, Corrado Rindone, Vincenzo Assumma, Agata Quattrone, Antonio Polimeri per 18 tecnici di amministrazioni pubbliche, destinati ad essere, nelle loro attività quotidiane d’ufficio, i più importanti testimonial del progetto. A conclusione, nel pomeriggio del 18 maggio, gli interventi di Presidenti, sindaci e assessori.
Alla vigilia della conclusione del progetto, si dedicano due giorni, 17 e 18 maggio, a illustrare i risultati.
Appuntamento nell’aula del Consiglio della facoltà di Ingegneria (località Feo di Vito, Reggio Calabria) dalle ore 09.00 alle 19.00 circa.
Elda Musmeci
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