Satira: Elettori palliati

Elettori palliati

All’appressarsi delle votazioni
i cittadini acquistano importanza:
è l’ora di promesse, di finzioni,
di voci grosse, di grande speranza.

Trascorso il tempo di dolci illusioni
tutto ritornerà peggio di prima,
non ci saranno valide ragioni
a trattener la passeggera stima.

I deputati già sono venuti
a superar i maledetti scogli,
ora che al Parlamento stan seduti
pensano solo ai loro portafogli.


Leggi, decreti, piani, circolari
riveleranno ormai l’audace scopo:
illudere abilmente i più somari
e chi non crede al mal che viene dopo.

Fra tasse, esami, carta e francobolli
il giovan il denaro ha consumato
e dopo le preghiere e i protocolli
gli tocca rimaner disoccupato.

I tanti candidati che rimasti
saran senza lo scanno al Parlamento,
trascorrere dovran giorni nefasti
e non paleseran risentimento.

Aver bisogno il voto è cosa dura,
la massa non ha testa, non ragiona,
ai nostri tempi non ha più paura
e chi si mette in mostra pur canzona.

Non c’è giustizia e non c’è comprensione
in questo mondo perfido e mendace:
non è soltanto la buon’intenzione
che ci può dare l’auspicata pace!

Domenico Caruso
S. Martino di Taurianova (Reggio Cal.)

Richiesta e pubblicata dal periodico di critica “L’Indipendente” di Reggio Calabria (Anno III n. 7) in data 8 Luglio 1959, la presente satira politica è stata affissa anche sui muri della città.

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