I permessi di soggiorno più comuni: quali sono e come richiederli

1. Il permesso di soggiorno per lavoro
La nuova legge sull’immigrazione (conosciuta come Bossi-Fini) prevede che il permesso di soggiorno per lavoro sia concesso solo allo straniero che ha già un contratto di lavoro. Il permesso avrà una durata di due anni. Decreti annuali fisseranno delle quote flussi, cioè il numero di cittadini extracomunitari che possono entrare in Italia.
I documenti da presentare

2. Il permesso di soggiorno per studio

Il permesso per studio viene concesso agli studenti regolarmente iscritti a corsi di scuola superiore, di formazione professionale, universitari o di formazione post laurea. Lo studente deve dimostrare di avere un reddito sufficiente a mantenersi e deve avere stipulato un’assicurazione sanitaria privata o l’assicurazione con l’INPS. Il visto per studio permette di lavorare fino a 1000 ore/anno.
Per saperne di più:
Disposizioni sull’immatricolazione degli studenti stranieri
I documenti da presentare

3. Il permesso di soggiorno per cure mediche
Il permesso di soggiorno ha la durata presunta della cura e per ottenerlo occorre dimostrare di avere i mezzi economici necessari per il soggiorno e la cura.
I documenti da presentare

Per la richiesta di alcuni tipi di permesso di soggiorno è possibile recarsi:

* ai Comuni che offrono questo servizio
* ai Patronati
* allo Sportello Unico per l’immigrazione istituito in tutte le prefetture italiane.
* alle Poste, compilando il modulo del Kit

Per tutti gli altri permessi è competente esclusivamente la Questura

Quanto costa richiedere il permesso di soggiorno.
Sul modulo compilato va applicato un contrassegno telematico da €14,62 . Altri € 30 vanno pagati al momento della spedizione dell’assicurata.
Se si richiede un permesso di soggiorno per più di 90 giorni bisogna pagare anche un bollettino prestampato di 27,50 euro per il costo del permesso elettronico.

Il Kit delle Poste.

Alle Poste può essere ritirato il Kit che contiene una busta (con striscia gialla per gli stranieri e blu per i comunitari), due moduli e le istruzioni.
La compilazione del primo modulo è obbligatoria. Il secondo modulo va compilato solo da chi ha un reddito o richiede un permesso per lavoro.
Se il permesso di soggiorno è richiesto anche per i familiari bisogna spedire una busta e un modulo compilato per ciascuno di loro (tranne per i figli minori di 14 anni).
Una volta compilata la domanda, è possibile consegnarla solo presso uno degli uffici postali dotati di Sportello amico.

Inoltre è possibile andare allo Sportello unico per l’immigrazione, istituito presso la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo in ogni provincia italiana. In questo caso un impiegato compilerà la richiesta di permesso di soggiorno e la consegnerà allo straniero che la spedirà per posta.

Per chi non ha il kit.

Chi non ha il kit può compilare la domanda di rilascio o di rinnovo gratuitamente anche presso i Patronati e i Comuni dove il servizio è presente. Anche in questi uffici, l’impiegato riempirà il modulo che poi lo straniero dovrà spedire per posta con una raccomandata.

Cosa fare dopo aver spedito il modulo.
La ricevuta che rilascia Poste Italiane, sostituisce il vecchio “cedolino”. Con questa ricevuta, unita all’originale del permesso scaduto o al visto d’ingresso (se si tratta di primo rilascio), è possibile, in particolari periodi dell’anno stabiliti e disciplinati dalle autorità competenti, tornare in patria.

Dopo aver fatto richiesta del permesso, l’interessato riceverà a casa una comunicazione della questura dove sarà indicato il giorno in cui dovrà presentarsi munito delle fotografie e l’elenco di eventuali documenti mancanti. Se si tratta del primo ingresso verranno rilevate le impronte digitali.

Il permesso elettronico è una tessera magnetica simile ad una carta di credito, con un microchip e una banda a memoria ottica che contengono i dati anagrafici, la fotografia e le impronte del titolare in formato digitale.

Esistono altri tipi di permesso di soggiorno: per saperne di più

LINK UTILI
Polizia di Stato
Stranieriinitalia.it
MIUR

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