FOCOLARE DOMESTICO

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Arriva l’inverno, le temperature diminuiscono, il freddo comincia a farsi sentire. La bianca neve scende lentamente dal cielo e copre la terra, distrugge tutte le impurità, lo smog e l’inquinamento, rendendo così l’aria più pura e respirabile. Gli appassionati di sci raggiungono le alte vette della montagna e dopo lunghe attese, possono soddisfare le loro passioni.
Le sere e le notti sono lunghe, le famiglie si uniscono seduti vicino ad un caminetto acceso. Mentre la legna brucia lentamente un calore familiare si sprigiona dal quel focolare ed emana un’armonia speciale per combattere il freddo invernale.

Per ore, in silenzio, resto a fissare le fiammelle della legna che brucia nel camino. La mia mente torna indietro nel tempo e penso con nostalgia il periodo dell’infanzia trascorsa insieme a mia madre, mio padre, i miei fratelli e mia sorella. L’amore e l’armonia regnavano in quell’ambiente senza preoccupazioni. Vengono in mente i compagni di scuola, gli amici d’infanzia e la vita militare (in Marina). Si diventa adulti e si affronta la vita durante la quale nell’ambiente del lavoro si acquisisce una preparazione professionale ed una esperienza che ti dà la possibilità di poter apprezzare o disprezzare, secondo le diverse circostanze, il lavoro e le persone. L’invidia, la gelosia e l’arrivismo dei colleghi che, pur di fare carriera sono capaci di passare sul cadavere del proprio padre. Allora per affrontare queste avversità è necessario dimostrare quali sono le nostre capacità professionali, culturali ed umane. Purtroppo, come spesso accade nelle Amministrazioni statali, i dirigenti preposti a dare il loro giudizio non esprimono la giusta valutazione per cui vengono collocati ad incarichi di responsabilità persone incompetenti.

Sulle mie ginocchia una tenera bambina sta dormendo beatamente, i miei occhi la guardano con gioia costante. Lei infonde dentro di me un dolce senso di pacatezza e di serenità che mi induce ad andare sempre avanti nella speranza che il futuro possa ancora riserbare questi momenti di tranquillità.
Sul divano, seduta al mio fianco c’è la mia compagna il cui aspetto annunzia una vita avanzata, ma nel sul viso si nasconde la sua bellezza che ricorda ancora oggi la sua giovinezza.

La mia mente viene invasa da ricordi di tempi trascorsi molto lontani in cui alla presenza di Dio ho promesso che saremo sempre insieme finchè morte non ci separi. Non verrò mai meno al mio impegno preso a suo tempo.

Meditando profondamente posso affermare che avere avuto una sola figlia o averne avuto tanti, non avrebbe cambiato nulla, poiché la fine dei nostri giorni la avremmo vissuta sempre in due. Questa atmosfera familiare dà in me un senso di serenità che assicura alla mia anima la rassegnazione per poter affrontare il giorno in cui tutto finisce ma nulla perisce in quanto il mondo continua ad andare avanti insieme a quello che abbiamo lasciato.

Autore: Adriano cav. uff. Capano

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