L’OLIVICOLTURA CALABRESE

Cosenza – La Calabria è la seconda regione per produzione di olive ed olio in Italia. L’olivicoltura calabrese si estende su una superficie di 217.000 ettari circa, dislocati prevalentemente nelle aree collinari e pedocollinari dei versanti jonico, tirrenico e delle zone interne.

L’impostazione colturale produttiva è basata su sistemi ancora tradizionali, legati anche alle ridotte dimensioni e alla eccessiva frammentazione delle aziende. In alcune realtà si notano rilevanti sforzi di meccanizzazione delle operazioni di raccolta. Il fine è quello di migliorare gli aspetti qualitativi della produzione olearia.

LE CIFRE

L’olivicoltura calabrese è così suddivisa:
Coltura specializzata: 176.000 ettari
Coltura promiscua: 41.000 ettari

La coltivazione dell’olivo è così ripartita:
Collina: 66%
Montagna: 21%
Pianura: 13%

Le produzioni regionali sono così distinte:
Annata di scarica:
1/1,5 milioni di quintali di olive

230/240.000 quintali di olio

Annata di carica:
7/8 milioni di quintali di olive
1.300.000/1.400.000 q.li di olio

L’olivicoltura è il comparto fondamentale dell’agricoltura della regione. In termini di reddito rappresenta il 25% della produzione lorda vendibile. Le imprese olivicole calabresi sono più di 160.000. Rilevante il loro apporto sul piano dell’occupazione diretta ed indotta. Lo sviluppo della coltura è legato essenzialmente alla risoluzione di problemi di natura tecnica ed economica di seguito sintetizzati.

Ristrutturazione degli oliveti – Conservazione di una parte degli impianti per rispondere ad esigenze di tipo ambientale e paesaggistico. Svellimento di vecchi impianti non più remunerativi e reimpianto di nuove cultivar. Riequilibrio della produzione mediante il contenimento del fenomeno dell’alternanza del ciclo produttivo e la lotta antiparassitaria. Riduzione dei costi di produzione con particolare riferimento a quello della raccolta. Produzione di olio di bassa acidità e con buone caratteristiche organolettiche, cioè direttamente commestibile.

Alle tre Dop attualmente riconosciute: Alto Crotonese, Lametia e Bruzio, si aggiungono altre tipiche produzioni locali come gli oli aromatizzati, ottenuti facendo macerare in olio extravergine d’oliva spezie essiccate al sole ai gusti di peperoncino, rosmarino, limone, origano e basilico.

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