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Libro: I disregolatori endocrini ambientali: una correlazione tra dieta e tumori

di Girolamo Giannotta
PRESENTAZIONE. Verosimilmente, nessun altro argomento scientifico necessità di essere così dettagliatamente descritto e collocato in una precisa dimensione spazio-temporale, come lo è questo. La difficoltà nel portare in porto quest'idea è duplice: da un lato l'argomento è ancora poco conosciuto, ed è imperiosa la necessità di esporlo con la docuta semplicità e chiarezza; e dall'altro, l'imponenza e l'entità dell'impatto sulla salute di tutti gli esseri viventi non consentono altre dilazioni temporali.
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Ai primi del 1900, in San Sostene successe un fatto strano, tutti sapevano e i nostri santi erano molto miracolosi e quindi i paesi limitrofi erano diventati invidiosi di questi due santi osannati da tutti. Come ogni anno, il 16 di agosto era la festa. Alcuni giorni prima, quattro malfattori di Davoli decisero di rubare le due statue di San Rocco e di San Sostene, il piano si dimostrò perfetto. Durante la notte si presentarono in piazza con un carro trainato dai buoi, a quell’ora la popolazione dormiva e le poche persone che notavano quel carro parcheggiato nella piazza non poteva destare alcun sospetto per un imminente furto. Indisturbati presero le statue dei santi e le caricarono sul carro senza che nessuno se ne accorgesse.

La mattina, con grande stupore il parroco si accorse di tale ammanco sacro, chiamò il sacrestano e gli raccontò dell’accaduto, immaginate quale sgomento regnava in quel momento in chiesa, il prete ordinò al sacrestano di andare a Davoli e denunciare il fatto alla locale stazione dei Carabinieri, allora il telefono non esisteva, prese in prestito un asinello e si avviò verso Davoli dalle forze dell’Ordine. A quei tempi, un furto così sacro era inimmaginabile, i carabinieri si avviarono a San Sostene e stilarono il relativo verbale di denuncia per furto, le indagini furono immediate, le ricerche anche e la popolazione era in fermento.

Cosa poteva mai fare la gente? La festa era imminente, come si poteva effettuare i preparativi senza i santi? A ricordo di uomo un fatto così non era mai capitato. I santi erano stati nascosti in Davoli in un catòju (cantina). Ormai i giorni passavano e le ricerche di ritrovamento risultavano vane. Gli addobbi per la festa erano stati preparati come sempre con la speranza che i santi fossero stati ritrovati per il 16 agosto ormai alle porte. La gente era infelice e demoralizzata, il paese sembrava un mortorio, la vigilia era giunta e la gente mogia mogia rincasava verso casa, ormai tutte le speranze di ritrovare i nostri santi era risultato vano.

Il giorno della festa, il sacrestano, come di consueto, si alzava presto alle cinque perché era il suono di richiamo dei fedeli per la prima messa giornaliera. Quando giunse sulla soglia della chiesa, si accorse che il portone era aperto, lo sguardo si posò verso le portantine dei santi, avrà pensato: forse li avranno trovati! I santi con meraviglia erano lì, si trovavano al loro posto e pronti per la festa. Mancò poco che non svenisse, si riprese immediatamente e corse dal parroco ad avvisarlo della buona novella. La festa fu celebrata come sempre, quando nei paesi vicini seppero del miracolo, alla festa giunsero sempre più numerosi e negli anni a seguire sempre di più. L’Arma dei carabinieri dichiarò formalmente che i santi loro non li avevano ritrovati, durante la notte nessun movimento strano o furtivo fu notato, gli anziani asseriscono che i santi durante la notte erano ritornati a San Sostene a piedi da Davoli, alcuni, invece, dicevano che erano stati portati in chiesa dagli angeli. Da quel giorno i santi San Sostene (difensore) e San Rocco (protettore) acquisirono grande fama di santi miracolosi in tutta la costa ionica.

Durante la seconda guerra mondiale, gli aerei americani stavano sorvolando il nostro paese per lanciare le bombe, mia madre mi raccontava che quel giorno, avevo solo pochi mesi, mi portò sotto il ponte di donn’Apollo, quello era l’unico rifugio sicuro in caso di bombardamento. Logicamente la piazza era completamente vuota e sulle scale della chiesa, il pilota americano notò questi santi fermi con lo sguardo verso il cielo, il pilota a quella vista desistette dal bombardare quelle due figure. Una volta terminata la guerra, questo pilota, negli USA, vide questi santini ed asserì di riconoscere in loro quelle due figure che lui non riuscì a bombardare. Quest’uomo un anno volle essere presente alla festa e visitare i nostri santi San Rocco e San Sostene, per devozione lasciò molti dollari e fino alla sua morte, ogni anno inviava ai santi immancabilmente una lauta offerta.

Mi permetto di dire che questi due fatti li appurai dalla gente anziana e quindi non da me inventati. Ora spetta a voi giudicare se crederci o no. La chiesa ha sempre detto: se una persona ha fede lo fa senza chiedere il come ed il perché.

Trento.

L’autore: Gregorino Capano

Comments 

 
0 #1 Furto di S. Rocco e S. SosteneDomenico Caruso Domenica 20 Luglio 2008
Molto suggestivo l'episodio, ma senz'altro vero.
Per la gente semplice avviene il miracolo.
Anche da noi, a S. Martino di Taurianova, il Santo Protettore ha preteso i festeggiamenti
l'11 novembre 1917. Erano stati sospesi perchè i nostri giovani erano al fronte, ma S. Martino
appariva al Sindaco e contemporaneamente al parroco ed al capo del comitato feste.
Si onorà il Santo ed i nostri soldati tornarono dalla guerra.
Potrete leggere tutto nel mio sito www.brutium.info
Un abbraccio a tutti gli emigranti.
Domenico Caruso
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0 #2 Furto di S. Rocco e S. SosteneDomenico Caruso Domenica 20 Luglio 2008
Molto suggestivo l'episodio, ma senz'altro vero.
Per la gente semplice avviene il miracolo.
Anche da noi, a S. Martino di Taurianova, il Santo Protettore ha preteso i festeggiamenti
l'11 novembre 1917. Erano stati sospesi perchè i nostri giovani erano al fronte, ma S. Martino
appariva al Sindaco e contemporaneamente al parroco ed al capo del comitato feste.
Si onorà il Santo ed i nostri soldati tornarono dalla guerra.
Potrete leggere tutto nel mio sito www.brutium.info
Un abbraccio a tutti gli emigranti.
Domenico Caruso
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0 #3 solo una pia leggendaregio diciotto Martedì 21 Febbraio 2012
secondo me questa è pia leggenda, e ricalda le dinamiche tipiche di altre storie simile, poi nel '900 queste cose non avvenivano, è legata penso alla rivalità storica tra Davoli e San Sostene. Poi il culto di San Sostene non ha echi sulla costa jonica così significativi, solo quello di San Rocco ma per altri motivi legati all'Arcidiocesi di Squillace e Catanzaro
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