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Fra le notizie storiche ed economiche, Davoli può essere incluso nei comuni più fiorenti del passato e della Calabria:
- un'altra era quella dell'estrazione del quarzo, i cui giacimenti si trovano nella località "Trono ". I contadini la chiamavano "terra bianca". I chimici ed i geologi si accorsero che si trattava di una consistente lente quarzifera, e le analisi eseguite dai professori Rebuffat del politecnico di Napoli ed Higler e Kramer di Berlino, accertarono trattarsi di qualità purissima, senza ferro. Nel 1935 si cominciò lo sfruttamento industriale dei giacimenti. A scoprire il minerale era stato nel 1930 l'ing. Bruno Misefari, il quale con alcuni industriali romani costitui la "S.p.A. Davoli Quarzo e Silice". Si estraevano 30.000 tonnellate di minerale all'anno, con una teleferica lunga 3 km, raggiungeva la stazione ferroviaria di Satriano, da dove, con i trenini della Calabro-Lucana, veniva portato agli stabilimenti di macinazione e da qui veniva spedito per il centro ed il nord Italia. I migliori acquirenti erano il laboratorio di precisione dell'esercito di Roma, la società Venini di Murano e la Richard Ginori. Alla fine della guerra, per vari motivi, la società entrò in crisi e fu costretta a chiudere. Di quarzo ce n'era e ce né ancora: bisogna trovare il modo per utilizzarlo, magari sfruttandolo e lavorandolo in loco, creando delle industrie del vetro e della ceramica.
Davoli, 10 febbraio 2008
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09 Febbraio 2008
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Località -
Davoli - Provincia di Catanzaro
- una era quella dell'allevamento del baco da seta. Per la grande quantità, il bozzolo si misurava in tomoli e vi erano delle famiglie che dalla propria industria ricavavano fino a 70 tomoli di bozzolo pari a 954 kg;
- un'altra era quella dell'estrazione del quarzo, i cui giacimenti si trovano nella località "Trono ". I contadini la chiamavano "terra bianca". I chimici ed i geologi si accorsero che si trattava di una consistente lente quarzifera, e le analisi eseguite dai professori Rebuffat del politecnico di Napoli ed Higler e Kramer di Berlino, accertarono trattarsi di qualità purissima, senza ferro. Nel 1935 si cominciò lo sfruttamento industriale dei giacimenti. A scoprire il minerale era stato nel 1930 l'ing. Bruno Misefari, il quale con alcuni industriali romani costitui la "S.p.A. Davoli Quarzo e Silice". Si estraevano 30.000 tonnellate di minerale all'anno, con una teleferica lunga 3 km, raggiungeva la stazione ferroviaria di Satriano, da dove, con i trenini della Calabro-Lucana, veniva portato agli stabilimenti di macinazione e da qui veniva spedito per il centro ed il nord Italia. I migliori acquirenti erano il laboratorio di precisione dell'esercito di Roma, la società Venini di Murano e la Richard Ginori. Alla fine della guerra, per vari motivi, la società entrò in crisi e fu costretta a chiudere. Di quarzo ce n'era e ce né ancora: bisogna trovare il modo per utilizzarlo, magari sfruttandolo e lavorandolo in loco, creando delle industrie del vetro e della ceramica.
Davoli, 10 febbraio 2008
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