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cu’ spagghia, cu’ cerni, cu’ carrìa.
Nullu si sedi, appoia o staci a lettu,
cu’ ‘nfurna e sfurna e nullu si sazia.
Abbentu nun c’è cchiù, nun c’è ricettu
pe’ lu spendiri tantu e la fatica.
(Da: La Calabria - Libro sussidiario di cultura regionale, G. Carabba Ed. - Lanciano, 1926).
Per il contadino, come si rileva, fervevano i lavori del grano che, dopo la mietitura e la trebbiatura, veniva conservato nei sacchi, donde il proverbio:
A giugnu ‘u ranu ‘n pugnu; a giugnettu ‘u ranu è nettu. (A luglio il grano, già in pugno, si presenta pulito). E si apprestava la panificazione: A lugliu ‘u pani jè ‘nto furnu. (A luglio il pane è nel forno).
Con il caldo conviene alleggerire le coperte del letto: A giugnettu leva i panni di lu lettu. Se ci si imbatte in un luogo fresco è gradevole sostare: A giugnettu tènimi ca mi jettu. (A luglio trattienimi perché mi butto).
E’ tempo di frutta, specialmente di fichi: Pe’ Sant’Anna ‘u ficu jè c’’a zzanna. (Per il 26 luglio, ricorrenza dei ss. Anna e Gioacchino, il fico è maturo). Un detto in lingua ricorda, ancora, che per le feste di S. Giacomo (25 luglio) e di S. Anna si comincia a formare il frutto della castagna: Per San Giacomo e Sant’Anna, entra l’anima nella castagna.
Ricorrenze storiche:
Cosoleto - Il 17 luglio 1703, con la morte del principe Giuseppe, si estinse la linea maschile dei feudatari Francoperta che diedero lustro alla città.
Melicucco - Con l’istituzione dei Comuni (legge del 1811) la città divenne una frazione di Polistena. L’8 giugno 1936, con decreto di Vittorio Emanuele III, passò a Comune e il 14 luglio dello stesso anno si ebbe l’inaugurazione ufficiale.
Rosarno - Il 4 luglio 1822, completata la bonifica da parte del generale Vito Nunziante, il Comune incamerò le terre vicine.
S. Ferdinando - Il 16 luglio 1894 il villaggio venne distrutto da un incendio. Fu ricostruito, in seguito, per volontà di Luigi Nunziante.
Così il poeta Pasquale Rombolà ha descritto l’evento:
U misi ‘i lugliu, ‘nto novantaquattru,
lu jornu dedicatu a lu Carmelu,
‘nta lu paisi fattu di pagghiara
avvinni lu sdillòggiu e lu spacelu.
Pu’ celu si livò ‘na gran fumata,
la fiamma linguiandu sciattiava.
- Aiutu! Aiutu! Matri ‘Mmaculata -
dicìa la ggenti chi scampu circava. [...]
Capiru allura tutti li marchisi
ca cu’ lu focu no’ si chiacchiarìa;
tutti li muraturi a motu misi
facendu casi vasci allifiria.
(Da: P. Rombolà, I pittaruna - Ed. L’Impatto - RC, 1991).
Cosenza - I fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, mazziniani veneti, giunti in Calabria per aiutare gli insorti, vennero scambiati per banditi e catturati. Quindi, malmenati e spogliati dei loro averi, il 25 luglio 1844 furono fucilati nel vallone di Rovito assieme ad altri sette compagni.
Un contributo al Risorgimento nazionale:
Sprazzi di luce risorgimentale si verificarono anche nei nostri paesi. Così, «con Laureana erano sedi principali della Carboneria Rosarno, Varapodio, Sinopoli, Palmi, Calanna, S. Stefano, ... tanto che il generale Vito Nunziante scriveva al Ministero di Polizia: “Sarebbe assai più agevole di contare gli individui non infetti che quelli attaccati al Carbonarismo”. Ogni piccola società segreta formava la “baracca” o “vendita di carbone”; e come il carbone serve per purificare l’aria e l’acqua, come si accende nei boschi per tenere lontane le bestie feroci, così la setta dei Carbonari doveva purificare l’Italia dalle oppressioni straniere e tener lontani tutti i feroci tiranni. In tale setta partecipavano anche le donne col nome di giardiniere, esse erano molto utili e si prodigavano tacitamente in importanti servizi di comunicazione». (Da: Fedele Fonte, Laureana di Borrello - Frama Sud, Chiaravalle C. - CZ, 1983).
L’insurrezione dei tenenti Silvati e Morelli (ai quali si unirono il generale Guglielmo Pepe, altri ufficiali e soldati), costrinse il re Ferdinando di Borbone a concedere la Costituzione. «Questa si ebbe il 13 luglio 1820 che permise di eleggere i diversi deputati. Così nei singoli paesi del Circondario di Laureana si cominciò a fare intervenire i cittadini venticinquenni per eleggere un elettore su duecento capi di famiglia. Tali elettori circondariali si raccoglievano a Laureana, capoluogo, per eleggere a loro volta, un elettore di secondo grado da ogni tre di loro stessi. Gli eletti di secondo grado, adunati poi a Reggio C., sceglievano in quella città i deputati da inviare in Parlamento, e non poteva essere più di uno per ogni settantamila abitanti a scrutinio di lista». (Da: F. Fonte, op. cit.).
Domenico Caruso
S. Martino di Taurianova (Reggio Cal.)
|
14 Luglio 2008
Posted in
La Cultura Calabrese
Luglio
di Domenico Caruso
«Io contemplo con cuore innamorato questa stupenda vallata del Monte S. Elia che sovrasta la città di Palmi e sito a 500 metri sul mare; il suo incanto mi attrae e mi estasia lo spirito, giacché è uno spettacolo impareggiabile questa sublime vista di boschi, di ulivi, di vigneti che rivestono i fianchi della vallata, in cospetto all’azzurro e sereno mare Tirreno. [...] Qui tutto conferisce all’anima umana fresche ali per i suoi voli superni, poiché nulla profana l’incanto nel gran sorriso del sole che abbaglia i nostri occhi». Carmine Isola, dal Monte S. Elia, 10 luglio 1957. (Da: Panorami d’Italia - vol. I - Ed. Arti Grafiche G. Corrao - Trapani, 1962).
Il mese e i proverbi:
Luglio, che cambiò il nome Quinctilis (cioè quinto, essendo allora l’anno diviso in dieci mesi) in Iulius in onore di Giulio Cesare nato il 12/VII/101 a.C., per il popolo è quasi una continuazione del mese precedente: Giugnettu, cioè piccolo Giugno. Anche i francesi hanno Juillet e una forma antica Juignet, corrispondente al nostro termine. Riporta Corrado Alvaro:
Chiamami Lugliu, chiamami Giugnettu,Il mese e i proverbi:
Luglio, che cambiò il nome Quinctilis (cioè quinto, essendo allora l’anno diviso in dieci mesi) in Iulius in onore di Giulio Cesare nato il 12/VII/101 a.C., per il popolo è quasi una continuazione del mese precedente: Giugnettu, cioè piccolo Giugno. Anche i francesi hanno Juillet e una forma antica Juignet, corrispondente al nostro termine. Riporta Corrado Alvaro:
cu’ spagghia, cu’ cerni, cu’ carrìa.
Nullu si sedi, appoia o staci a lettu,
cu’ ‘nfurna e sfurna e nullu si sazia.
Abbentu nun c’è cchiù, nun c’è ricettu
pe’ lu spendiri tantu e la fatica.
(Da: La Calabria - Libro sussidiario di cultura regionale, G. Carabba Ed. - Lanciano, 1926).
Per il contadino, come si rileva, fervevano i lavori del grano che, dopo la mietitura e la trebbiatura, veniva conservato nei sacchi, donde il proverbio:
A giugnu ‘u ranu ‘n pugnu; a giugnettu ‘u ranu è nettu. (A luglio il grano, già in pugno, si presenta pulito). E si apprestava la panificazione: A lugliu ‘u pani jè ‘nto furnu. (A luglio il pane è nel forno).
Con il caldo conviene alleggerire le coperte del letto: A giugnettu leva i panni di lu lettu. Se ci si imbatte in un luogo fresco è gradevole sostare: A giugnettu tènimi ca mi jettu. (A luglio trattienimi perché mi butto).
E’ tempo di frutta, specialmente di fichi: Pe’ Sant’Anna ‘u ficu jè c’’a zzanna. (Per il 26 luglio, ricorrenza dei ss. Anna e Gioacchino, il fico è maturo). Un detto in lingua ricorda, ancora, che per le feste di S. Giacomo (25 luglio) e di S. Anna si comincia a formare il frutto della castagna: Per San Giacomo e Sant’Anna, entra l’anima nella castagna.
Ricorrenze storiche:
Cosoleto - Il 17 luglio 1703, con la morte del principe Giuseppe, si estinse la linea maschile dei feudatari Francoperta che diedero lustro alla città.
Melicucco - Con l’istituzione dei Comuni (legge del 1811) la città divenne una frazione di Polistena. L’8 giugno 1936, con decreto di Vittorio Emanuele III, passò a Comune e il 14 luglio dello stesso anno si ebbe l’inaugurazione ufficiale.
Rosarno - Il 4 luglio 1822, completata la bonifica da parte del generale Vito Nunziante, il Comune incamerò le terre vicine.
S. Ferdinando - Il 16 luglio 1894 il villaggio venne distrutto da un incendio. Fu ricostruito, in seguito, per volontà di Luigi Nunziante.
Così il poeta Pasquale Rombolà ha descritto l’evento:
U misi ‘i lugliu, ‘nto novantaquattru,
lu jornu dedicatu a lu Carmelu,
‘nta lu paisi fattu di pagghiara
avvinni lu sdillòggiu e lu spacelu.
Pu’ celu si livò ‘na gran fumata,
la fiamma linguiandu sciattiava.
- Aiutu! Aiutu! Matri ‘Mmaculata -
dicìa la ggenti chi scampu circava. [...]
Capiru allura tutti li marchisi
ca cu’ lu focu no’ si chiacchiarìa;
tutti li muraturi a motu misi
facendu casi vasci allifiria.
(Da: P. Rombolà, I pittaruna - Ed. L’Impatto - RC, 1991).
Cosenza - I fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, mazziniani veneti, giunti in Calabria per aiutare gli insorti, vennero scambiati per banditi e catturati. Quindi, malmenati e spogliati dei loro averi, il 25 luglio 1844 furono fucilati nel vallone di Rovito assieme ad altri sette compagni.
Un contributo al Risorgimento nazionale:
Sprazzi di luce risorgimentale si verificarono anche nei nostri paesi. Così, «con Laureana erano sedi principali della Carboneria Rosarno, Varapodio, Sinopoli, Palmi, Calanna, S. Stefano, ... tanto che il generale Vito Nunziante scriveva al Ministero di Polizia: “Sarebbe assai più agevole di contare gli individui non infetti che quelli attaccati al Carbonarismo”. Ogni piccola società segreta formava la “baracca” o “vendita di carbone”; e come il carbone serve per purificare l’aria e l’acqua, come si accende nei boschi per tenere lontane le bestie feroci, così la setta dei Carbonari doveva purificare l’Italia dalle oppressioni straniere e tener lontani tutti i feroci tiranni. In tale setta partecipavano anche le donne col nome di giardiniere, esse erano molto utili e si prodigavano tacitamente in importanti servizi di comunicazione». (Da: Fedele Fonte, Laureana di Borrello - Frama Sud, Chiaravalle C. - CZ, 1983).
L’insurrezione dei tenenti Silvati e Morelli (ai quali si unirono il generale Guglielmo Pepe, altri ufficiali e soldati), costrinse il re Ferdinando di Borbone a concedere la Costituzione. «Questa si ebbe il 13 luglio 1820 che permise di eleggere i diversi deputati. Così nei singoli paesi del Circondario di Laureana si cominciò a fare intervenire i cittadini venticinquenni per eleggere un elettore su duecento capi di famiglia. Tali elettori circondariali si raccoglievano a Laureana, capoluogo, per eleggere a loro volta, un elettore di secondo grado da ogni tre di loro stessi. Gli eletti di secondo grado, adunati poi a Reggio C., sceglievano in quella città i deputati da inviare in Parlamento, e non poteva essere più di uno per ogni settantamila abitanti a scrutinio di lista». (Da: F. Fonte, op. cit.).
Domenico Caruso
S. Martino di Taurianova (Reggio Cal.)
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