Corigliano Calabro – Al convegno dell’
Olio D’autore ha partecipato un partner d’eccezione, sotto il leit motiv della Coldiretti che ha tracciato, per l’occasione, un percorso dal cleim
“salvaguardare il consumatore”. Il giallo e gustoso olio è stato l’attore principale del convegno dal titolo
“Olio D’Autore: risorsa per il territorio, opportunità per il sistema delle imprese olivicole Calabresi” a cui hanno partecipato molti esponenti del mondo politico, associativo, produttivo.
L’olio d’oliva è stato celebrato come merita e la
cittadina Jonica di Corigliano Calabro è stata l’artefice principale perché ha una vasta produzione così come molti comuni della piana. Ormai la Coldiretti è divenuta il leit motiv di molte
manifestazioni in piazza, dice il
presidente Pietro Tarasi - finalmente c’è un lessico diverso perché si vede l’agricoltura con l’ottica dell’impresa ma che deve tenere fede alla qualità per il consumatore di cui, negli anni, siamo divenuti i garanti.
E poi – conclude
Tarasi – creando una filiera di prodotti di qualità, riusciremo a dare un pezzo di
storia della nostra terra. Un chiaro segnale di attenzione arriva anche dal governo centrale. Il deputato
Giovanni Dima, componente della commissione agricoltura e da sempre sensibile verso il territorio Jonico, ha dichiarato che sono stati erogati 10 milioni di euro al settore olivicolo, sicuramente non molto, ma un primo piccolo passo è stato fatto.
Oltre 200 frantoi di tutta Italia in zone Dop/Igp sono stati coinvolti e l’Olearia Geraci ha mostrato un look all’avanguardia, un’azienda che porta alto l’orgoglio Calabrese sia per l’innovato frantoio che per la qualità dell’olio. Bisogna guardare i dati sulle nostre produzioni che non sono per nulla confortanti – afferma il presidente della
Provincia di Cosenza Mario Oliverio – dobbiamo adoperarci perché, malgrado la legge sulle etichette, spesso non contengono le
notizie che dovrebbero rassicurare il consumatore e visto che l’olio è da considerarsi un ingrediente importante per la dieta mediterranea usata ormai in tutto il mondo, i controlli devono essere rigidi.
Ormai – conclude Mario Oliverio - lavoriamo da tempo in sinergia con la Coldiretti su un
progetto ambizioso che mira a creare un distretto agroalimentare di qualità su tutta la fascia Jonica, siamo sicuri di valorizzare presto questo immenso patrimonio che è l’olivicoltura. Un ringraziamento unanime dal tavolo della presidenza è andato
al direttore Coldiretti Cosenza Salvatore Loffreda, deus ex machina della
manifestazione rimasto seduto in platea durante i lavori convegnistici.
Anche il mondo scientifico si è schierato a tutela delle
cultivar regionali, Giovanni Sindona del dipartimento di chimica dell’Unical ha illustrato come da due anni, insieme al suo team stanno portando avanti analisi organoletti - che in grado di valutare scientificamente la provenienza dell’oro giallo. Solo Cosenza riesce a produrre ogni anno 500 mila quintali di olio e di questo solo il 13% troviamo commercializzato con etichette nostre, il resto è ad appannaggio di altri marchi nazionali.
E’
Massimo Gargano, Presidente Nazionale Unaprol ad affermare con vigore che “questa è una di quelle occasioni giuste per dare un po’ di numeri, l’olio che si riesce a produrre nella costa jonica è della stessa quantità della Toscana, purtroppo l’olivicoltura ha tanti primati ma non ha quello del reddito”.
Oggi -
conclude Gargano - si vive purtroppo una slealtà, assistiamo a situazioni che hanno dell’inverosimile, si riesce a trovare negli scaffali olio a 2 euro e 99 centesimi a litro. Non è possibile, visto che questo è il costo che affronta il produttore per produrlo.
Durante la festa dell’olio sono state presentate 14 aziende che insistono nel cosentino seguite dalla
Coldiretti, dalla concimazione fino all’imbottigliamento dell’oro giallo. Inoltre, l’amministratore dell’olearia Giuseppe Geraci lancia un appello a leggere bene le etichette, optando per la tracciabilità del prodotto made in Italy, con il valore aggiunto della provenienza calabrese. Solo conoscendo le realtà produttive di olio della nostra terra, il consumatore potrà sceglierlo per portarlo sulla tavola e nella sua dieta mediterranea.
Il video: "La Regina dello Scoglio"
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