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Il 2008 ha offerto l’occasione per ricordare non pochi anniversari importanti in riferimento alla storia dell’immigrazione italiana in Svizzera: il centenario della disgrazia del Lötschberg, i sessant’anni dell’Accordo di emigrazione del 1948, il 43° anniversario della tragedia di Mattmark, i 140 anni del «Trattato di domicilio e consolare tra la Svizzera e l’Italia» del 1868.

Quest’ultima ricorrenza, a parte un articolo apparso ai primi di agosto, non ha suscitato alcun interesse né nelle istituzioni né nelle organizzazioni di rappresentanza. Eppure il «Trattato di domicilio e consolare tra la Svizzera e l’Italia», firmato a Berna il 22 luglio 1868 e tuttora in vigore a distanza di 140 anni, anche se ormai desueto, ha avuto un’importanza fondamentale per l’immigrazione italiana in Svizzera e per le relazioni italo-svizzere fino ad oggi.

Dispiace pertanto che si sia persa questa occasione e non sia stata organizzata da parte delle istituzioni e delle grandi organizzazioni dell’immigrazione italiana in Svizzera alcuna rievocazione, né un incontro, una conferenza stampa o anche solo un comunicato. I politici, si sa, sono in ben altre faccende affaccendati e i vari CGIE e Comites hanno altro a cui pensare.

Si dice talvolta che la storia è magistra vitae, maestra di vita; ma evidentemente della storia della nostra immigrazione in Svizzera si preferisce ricordare solo qualche frammento, complice il tempo che col suo inesorabile scorrere sbiadisce la forza del ricordo. Complice anche il succedersi delle generazioni, che crea sempre un distacco se non addirittura una rottura col passato. Già la seconda generazione si sente alquanto estranea alla problematica migratoria, mentre dalla terza in poi, perfettamente integrate e assimilate nel contesto locale, le origini migratorie appaiono sempre più lontane e impercettibili.

Eppure, i 140 anni dell’amicizia italo-svizzera corrispondono esattamente ai 140 anni dell’immigrazione italiana «regolare» in Svizzera, 140 anni della nostra storia, che continua. Questa straordinaria avventura italiana in Svizzera s’iscrive fin dall’inizio nella cornice di un rapporto di amicizia tra i due Paesi, che in questo lungo arco di tempo è stato a volte contrastato, ma che ha saputo superare i molti ostacoli, anche grazie alla presenza in Svizzera di decine e centinaia di migliaia di italiani.

Ora che i flussi migratori dall’Italia sono terminati, il 140° anniversario del Trattato del 1868 poteva rappresentare un’occasione da non perdere per organizzare una riflessione comune sui rapporti italo-svizzeri in generale e in particolare su quel che è stata e su quel che è la comunità italiana in Svizzera. Una riflessione che non può essere affidata solo agli storici e ai ricercatori, ma che merita un’ampia partecipazione, tanto più che numerosi protagonisti sono ancora presenti e sarebbe sicuramente interessante e utile confrontare il passato col presente.

All’insegna del motto «non è mai troppo tardi», il 19 dicembre 2008, alle ore 18.00 presso la Missione Cattolica Italiana di Berna si terrà una conferenza sul tema: «140 anni di collaborazione e amicizia tra la Svizzera e l’Italia». L’ingresso è libero.

Giovanni Longu

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