La Bioetica nella… VALLE DEL MELA !!!

Il caso di Eluana, sta animando un grosso confronto nazionale, è giusto o non è giusto interrompere l’alimentazione in presenza di morte cerebrale?

Quanti di Voi, sarebbero in grado di sottoscrivere il documento autorizzativo per la interruzione dell’alimentazione?

Coloro i quali, sentono dentro di sé questa problematica sono a manifestare, gli altri commentano senza sentire il peso della responsabilità.
Ma oltre al caso di Eluana, vi sono altre realtà, altrettanto gravi di cui non si dibatte con la stessa intensità ad esempio, noi conosciamo i casi di tumori e di malattie croniche CAUSATE dalla pessima qualità ambientale della Valle del Mela, ed ancora non si era parlato della MSC (Sensibilità Chimica Multipla), in Italia vi sono 500 casi di cui solo 40 in Sicilia e di cui solo 4 tra Barcellona e Milazzo, (in modo più diligente, ci occuperemo più avanti), tali persone non possono bere neanche l’acqua potabile né tanto meno lavarsi, in quanto contiene il cloro.

Stessa gravità, dicasi per i casi SLA .-

Allora che differenza c’è, tra autorizzare un protocollo di interruzione alimentare ed autorizzare delle industrie ad immettere quantità rilevanti di veleni in ambiente e causare malattie letali?

Noi non troviamo differenze particolari di qualità etica e bioetica, se guardiamo bene, il caso di Eluana, si caratterizza per la perdita irreversibile della funzionalità organica integrata, e le macchine surrogano, virtualmente tutte le funzioni di integrazione proprie del cervello stesso, il problema sta nel fermare le macchine o non fermarle. Negli altri casi invece si muore e basta, dopo una lacerante sofferenza, il problema sta nell’applicare la normativa in vigore e nel porre i necessari interventi, per il ripristino degli equilibri ambientali o no?

Il ricorso etico pare evidente, ed è la concezione moderna del principio di Ippocrate : "Primum non nocere".

La bioetica invece, evidenzia le questioni morali come per gli aspetti di: clonazione, utilizzo delle cellule staminali, ingegneria genetica, procreazione assistita, sperimentazione clinica dei farmaci, trapianti d'organo nell'uomo, IVG, accanimento terapeutico, eutanasia, problematiche ambientali da compromissione dell'equilibrio biologico, screening generalizzato.

La sacralità della vita umana è alla base della bioetica cristiana. In particolare la bioetica cattolica insiste su questo concetto, non concedendo nessuna apertura alla cultura laica, a differenza di ciò che fanno i valdesi ed i luterani. La bioetica cattolica, si basa sui seguenti principi:

  • la vita umana va difesa dal concepimento alla morte;
  • la libertà è sacrosanta ma viene dopo la vita;
  • l'auto-conservazione e la totalità dell'organismo umano sono lo scopo della medicina;
  • il principio della socialità afferma che la vita è un bene della persona ma anche della società;
  • il principio di sussidiarietà sostiene l'obbligo da parte dello Stato di intervenire in aiuto di chi è in stato di necessità;
  • beneficialità - autonomia - giustizia, sono collegate in ordine gerarchico;
senza negare l'importanza e il valor del progresso scientifico e tecnologico, si deve insistere sulla priorità della persona umana;

Ora, se tutto questo ci coinvolge, non si capisce perché nei processi di grande trasformazione non si tiene conto del valore della vita, delle problematiche della nostra quotidianità.

La dimensione etica, nella nostra pratica quotidiana, è avere dentro di sé l’istanza dell’ altro, non sentirsi mai unici, separati, assoluti, perché questo condurrebbe a un delirio di onnipotenza. Se io non interiorizzo l’altro in me, se non mi sento parte, inevitabilmente mi sento tutto, e quindi, anche senza volerlo, sono distruttivo, perché credo di avere il diritto su tutto. (tratto da un’intervista a Salvatore Natoli del 1999)

Quanto ci piacerebbe che tale principio animasse coloro i quali sono chiamati responsabilmente a decidere sulle questioni che hanno rilevante incidenza sul nostro ambiente e sulla nostra qualità di vita, eppure ciò sembra non accadere, altrimenti come si spiegherebbero i rilevanti danni ambientali della Valle del Mela, le conseguenze sulla salute ed il degrado fisico del nostro territorio ?

Ma guardando avanti, occorre anche pensare, che il progresso scientifico e lo sviluppo industriale come sistema di produzioni di beni utili all’uomo non può essere avverso l’uomo stesso, tale aspetto esprime la contraddizione, che con uno sforzo possiamo definire industriale, della attuale realtà della Valle del Mela .

Non solo, sembra che rivendicare il rispetto dei valori intorno all’uomo, sia come agire contro la prassi politica, contro gli interessi degli addetti che lavorano in quelle industrie, e che le scelte di questi ultimi tempi, pongono come valore assoluto, le esigenze di questo sistema, allora come può conciliarsi la dimensione etica descritta dall’irripetibile S. Natoli, con quanto accade nella “Valle del Mela”?

La speculazione economica può sovrastare l’aspetto bioetica ? (This is the Question)

Allora, ci rivolgiamo :

  • all’On.le F. Stagno D’Alcontres, che pare (ci piacerebbero smentite,) vada promettendo ai comuni coinvolti dall’attraversamento dell’elettrodotto ad altissima tensione da 380 KV, forme di finanziamento per opere comunali, che nulla hanno a che vedere con la riqualificazione, mentre la stessa Terna dice di elargire, (circa € 500.000,00/cad/Comune) come compensazione;- Se ciò fosse vero, significa che la natura etica del pensare, non si congiunge con l’agire;
  • Al Presidente della Provincia Regionale di Messina che dinnanzi a tali fatti, Elettrodotto Terna, Centrale di Compressione Gas SNAM a Monforte Marina, HMU3 della Raffineria di Milazzo, rimane silente e forse anche “disinteressato”, quando invece dovrebbe agire, per porre le questione dei valori intorno all’uomo (Bioetica) e garantire a mezzo del principio della precauzione il rispetto delle norme e leggi in vigore come la 351/99;
  • Ai Sindaci: della Valle del Mela ed in particolare a quello di San Filippo del Mela, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, Milazzo di “valutare attentamente” , prima di sottoscrivere qualsiasi documento, anche sotto forma preliminare, e che certe forme di consociativismo non rientrano nel principio della prevenzione (limitazione di rischi oggettivi e provati);
  • Ai responsabili Regionali, vorremo dire tanto ma non diciamo nulla , …. forse dopo.
Noi non vogliamo insegnare niente a nessuno, ma il fatto che non abbiamo prove di ciò che “si dice”, non significa che il fatto non possa sussistere.
Milazzo lì 9 Febbraio 2009
Il Vice Presidente TAT
Arch. Salvatore Crisafulli

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