Turismo Rurale in Calabria

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Turismo Rurale e la tradizione dell’accoglienza calabrese

Il fenomeno Agriturismo e Turismo rurale, da un punto di vista antropologico e sociologico–culturale, mette in evidenza la cultura contadina della “ospitalità” nelle aziende l’ospite è il benvenuto, ad accoglierlo troverà sempre il titolare dell’impresa o un suo familiare. L’ospitalità è improntata ad uno stile semplice, amichevole e cordiale: secondo la tradizione contadina calabrese, l’ospite deve sentirsi subito a proprio agio e sarà accolto con un segno di benvenuto.

La cultura contadina dell’ospitalità rivive nell’attività agrituristica in Calabria

Ospitalità ed accoglienza riferite alle varie consuetudini popolari derivanti dalle varie dominazioni straniere che nel corso dei secoli si sono succedute in Calabria e che hanno lasciato quell’enorme patrimonio culturale che è entrato a far parte della cultura e delle tradizioni popolari calabresi.

L’ospitalità rurale” proprio perché parliamo di un fenomeno economico, in passato scarsamente rilevante, aveva la ragion d’essere nel transito, soprattutto a scopi commerciali, che si verificava in alcune località attraversate da importanti strade di collegamento, tali da richiamare villeggianti dalla città o dai paesi vicini.
In quei luoghi si sviluppò, quindi, la consuetudine “dell’ospitalità pagata”, che è entrata a far parte della cultura locale.
In Europa non c’è stata la volontà di distinguere tra turismo rurale (il turismo di campagna) e agriturismo, inteso come attività complementare ed integrativa del reddito delle aziende agricole.

In Italia, invece, questa distinzione, è stata operata e l’agriturismo trova una sua precisa disciplina sia a livello nazionale che regionale.
La realtà calabrese ed in particolare quella che ricade lungo l’appennino calabro, rappresenta la zona con la maggiore concentrazione di aziende agrituristiche; dove sono dislocate in tutta la Calabria che si estende dal massiccio del Pollino, a nord, a gran parte della Sila, a sud, comprendendo le Serre, l’altopiano del Monte Poro e le due fasce litoranee sul mare Tirreno e sullo Jonio, fino alle ultime propaggini della penisola calabra, l’Aspromonte.

Le caratteristiche ricettive e culturali di alcune aziende agrituristiche, le quali, insieme alle altre, presentano notevoli potenzialità a livello non solo organizzativo – strutturale: ospitalità nella casa dell’agricoltore, mangiare alla stessa mensa i pasti che si possono anche preparare insieme, partecipare alle feste, sacre e profane, andare a visitare scavi archeologici, ma soprattutto offrono itinerari turistici di notevole bellezza.

Agriturismo concepito, dunque, come un insieme armonico di iniziative e attività agricole, turistiche, ricreative e folkloristiche–culturali, ispirate al rispetto dell’ambiente naturale e del patrimonio paesaggistico e storico del mondo rurale; la valorizzazione delle potenzialità ricettive espresse dalle famiglie coltivatrici e dalle tipiche e genuine produzioni agricole – alimentari ed artigianali, nonché dalle tradizioni rurali e delle colture locali.

I viaggiatori che nei secoli hanno visitato la Calabria, hanno evidenziato e descritto nei loro racconti aspetti antropologici e sociologici della cultura calabrese.
Il “fenomeno” spesso viene definito come “turismo alternativo”, oppure “turismo verde”, o ancora “turismo sostenibile”. L’ immagine è quella della Calabria agrituristica che vuole essere divulgata attraverso le sue risorse naturali e i prodotti tipici calabresi. Pertanto si è cercato di evidenziare la tradizione legata non solo ai “prodotti tipici calabresi” e al loro ingresso nella cultura alimentare calabrese, ma tutto ciò che va al di là di questo, cioè l’aspetto antropologico legato all’alimentazione intesa come “fatto culturale”.

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