Dalida, la calabrese di Parigi

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DALIDA "La Calabrese di Parigi", si chiamava in realtà Jolanda Cristina Gigliotti, nasce il 17 gennaio 1933 a Choubrah, un modesto sobborgo de Il Cairo (Egitto) da genitori italiani di origine calabrese (Serrastretta, Catanzaro) che vivevano in Egitto.
Il nonno Giuseppe Gigliotti di Serrastretta (CZ), un sarto, lascia il paese natio nel 1893 per l’Egitto, insieme a tanti altri calabresi che avrebbero contribuito alla costruzione del Canale di Suez.
Il padre Pietro diventa primo violino dell’Orchestra del Cairo e trasmette alla piccola Jolanda la passione per il mondo dell’arte.
Ha due fratelli: uno più grande di lei (Orlando) ed uno più piccolo (Bruno) che in seguito sarà suo manager ed erede universale.

Successivamente nel 1954, di nascosto dalla sua famiglia, si iscrive anche al concorso di Miss Egitto e con suo stesso stupore lo vince.
Jolanda ha appena 21 anni e grazie al titolo conquistato per lei iniziano a spalancarsi le porte del cinema.
Tra una ripresa e l’altra Yolanda canta continuamente ed è proprio il regista de Gastyne che, affascinato dal suo timbro di voce, le consiglia di andare a cercare fortuna a Parigi.

E’ il 24 dicembre 1954 quando Dalida prende un aereo e si trasferisce a Parigi ed inizia la sua carriera musicale, che in breve tempo la porterà a diventare la cantante più amata di Francia.
Anche in Italia la sua fama si diffonde rapidamente.
Nel 1962 DALIDA ha 29 anni quando si reca in visita nel paese di origine dei suoi genitori, Serrastretta (Catanzaro), e canta in uno spettacolo il cui incasso viene devoluto in beneficenza ai gestori di un orfanotrofio locale. Serrastretta le conferirà, il 7 di aprile, il titolo di cittadina onoraria oltre che la carica di madrina della squadra di calcio.

Nel 1964 è la prima donna a vincere il disco di platino per aver venduto più di 10 milioni di dischi.

Secondo Daniel Lesueur, autore del libro L’argus Dalida, dal 1955 al 2004, la cantante ha venduto più di 125 milioni di dischi premiati da oltre settanta dischi d’oro in sette lingue, numerosi dischi di platino e quello di diamante (creato appositamente per lei).

Tra i molteplici riconoscimenti che le sono stati attribuiti figurano due Oscar mondiali della canzone – ricevuti nel 1963 e nel 1974 per Gigi l’amoroso – nonché, nel 1975, il Premio dell’Académie du Disque français per il brano Il venait d’avoir 18 ans (ispirato al romanzo di Colette Le Blé en herbe, è stato uno fra i suoi brani più conosciuti in Italia con il titolo 18 anni).

Insieme a Edith Piaf, Dalida è senza ombra di dubbio la cantante che ha maggiormente contrassegnato la musica leggera transalpina del XX secolo.

Il suo pubblico l’adora e ne fa una vera e propria icona.

La sua vita personale è tormentata e spesso infelice: dopo un matrimonio finito male, nel 1966 si innamora di Luigi Tenco, un amore stroncato dal suicidio del cantante nel 1967.
E’ il 26 gennaio del 1967 quando Dalida, a 34 anni, partecipa al Festival di Sanremo accanto a Luigi Tenco con sua la canzone "Ciao amore ciao".
Tenco la cantò in italiano e Dalida in francese ma con titolo e ritornello in lingua madre.

In realtà Tenco era fortemente indeciso sull’opportunità di presenziare la manifestazione canora ma Dalida era talmente affascinata dal brano che convinse Tenco a gareggiare.
Gli stessi organizzatori, in un primo momento, avevano scartato il pezzo ma poi dovettero fare un passo indietro quando Dalida minacciò di disertare il Festival: erano anni che invocavano una sua presenza a San Remo e non volevano perdere questa occasione.
Ma la giuria elimina la canzone al primo turno e Tenco, ritenendola una cosa assolutamente ingiusta, rimane profondamente deluso e turbato.
Per questo il 27 gennaio, nella sua camera dell’Hotel Savoy, si toglie la vita con un colpo di pistola alla tempia.
Quella sera Dalida era a cena in un ristorante sanremese ma si teneva in costante contatto con l’albergo perchè preoccupata per Tenco .
Questa preoccupazione le fa abbandonare prematuramente il ristorante per recarsi all’Hotel Savoy dove però scopre il corpo senza vita di Tenco.

Da quel momento Dalida alterna il successo con momenti di grande depressione, che la portano a tentare il suicidio due volte.

E’ domenica 3 maggio del 1987 quando, nella sua villa in rue d’Orchamps a Montmartre, Dalida viene trovata senza vita.
Accanto a lei un biglietto: Perdonatemi, la vita mi è insopportabile.
Ai funerali lo storico Claude Manceron parla per conto del presidente Mitterand ed in nome di una nazione sconvolta e la saluta dicendo: Yolanda arrivederci, Dalida grazie.
Adesso Dalida riposa nel cimitero di Montmartre di Parigi e sulla sua tomba,  è stata eretta una statua che la raffigura in tutta la sua raffinatezza.
 
In Calabria:
L’associazione "Dadila" di Serrastretta, che è nata con l’obiettivo di stimolare la crescita del paese e conservarne le tradizioni, nel nome dell’artista, l’ha celebratao in modo speciale, puntando soprattutto su due grandi eventi: l’apertura di una casa-museo, la "Casa Dalida" e la posa di un’opera bronzea (di Francesco Gallo) con il volto della cantante nell’Anfiteatro Dalida in piazza Aldo Moro.
Nella casa-museo, tre sale ricche di reperti, fotografie, l’atto di nascita che l’artista ha richiesto al Comune di Serrastretta per sposarsi, il telegramma del Presidente Napoletano all’associazione, 33 e 45 giri e spartiti musicali appartenuti alla cantante.
Ci sono gli oggetti personali che ha portato l’amica storica Luciana Gaggio da Milano e poi i pezzi della collezione propria di Demetrio Papagni da Firenze e ancora materiale spediti da Roma e dalla Francia; insomma, amici e appassionati riconoscono alla casa-museo di Serrastretta il diritto di conservare la memoria di Dalida; come a dire:"è qui che sono le sue origini, è qui che deve essere ricordata".

3 Comments

  1. ancora con queste menzogne???
    Le 5 prove dell’omicidio di Luigi Tenco

    http://luigitenco60s.forumfree.net/?t=26753305

    Dalida sa bene perchè Luigi è morto. Se continuate a pubblicare menzogne, la verità non verrà mai fuori.

    Luigi Tenco 60’s – La verde isola
    http://www.luigitenco60s.it

  2. Tenco è stato ucciso
    Smettetela di menzionare Luigi Tenco come suicida e la falsa storia d’amore fra i due. La verità è che Luigi è stato ucciso e Dalida sapeva tutto. Il suo primo tentativo di suicidio non era dettato dalla morte di Luigi ma dal rimorso.

  3. Giuseppe Gigliotti

    Anche mio nonno era di Serrastretta ed era nato nel1886. E verante strano che una persona cosi brava nel suo genere , forse unica , famosa in tutto il mondo nella regione di origine e nel suo paese nessuno gli abbia dedicato una via ,o una Piazza La Calabria e Cosi non aprezza le persone che sono grandi e riescono a realzzarsi.Giuseppe Gigliotti

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