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17 Giugno 2009
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Approfondimenti
Per l’UNITRE Svizzera è tempo di bilanci. In tutte le sedi si è chiuso o sta per chiudersi l’anno accademico 2008/2009. E il bilancio è senz’altro positivo, sia per numero di corsi offerti che per partecipazione.
Quando venne avviata la prima struttura operativa dell’UNITRE Svizzera, nel 2005 a Lucerna, scrissi che questa istituzione doveva considerarsi «una pietra miliare nella storia della collettività italiana in Svizzera, che s’iscrive a buon diritto nell’albo d’oro delle più importanti realizzazioni socioculturali dell’immigrazione italiana in Svizzera».
A distanza di qualche anno confermo quel giudizio perché l’UNITRE si è affermata in tutta la Svizzera come una delle innovazioni culturali più importanti e dinamiche degli ultimi decenni. Il moltiplicarsi delle sedi, l’interesse suscitato in diverse parti della Svizzera e la riuscita dei corsi testimoniano che la formula adottata risponde bene agli interessi degli utenti.
Le attività dell’UNITRE si svolgono ormai in 9 località, tra sedi principali e sedi distaccate, che diventeranno 11 questo autunno. Il numero dei corsi offerti è impressionante: ben 168 nel 2008/2009, tenuti generalmente da professionisti qualificati. La progressione delle adesioni (organizzatori, insegnanti e allievi) non lascia dubbio sulla dinamica dell’istituzione: sono infatti passate da 230 (2005/2006) e 1230 (2008/2009) e se ne prevedono circa 1400 nel prossimo anno accademico.
La riuscita dell’UNITRE è stata confermata l’anno scorso anche da un importante riconoscimento nel quadro dei progetti di formazione continua per persone giovani, adulte e della terza età. In un concorso federale organizzato dalla «Federazione svizzera per la formazione continua» (SVEB), su un centinaio di progetti presentati, quello dell’UNITRE è stato ritenuto il più meritevole. Un bel riconoscimento!
Il riconoscimento più ambito e raggiunto è tuttavia quello della soddisfazione non solo degli organizzatori, ma anche degli insegnanti, tutti volontari, e specialmente degli allievi dei corsi. Ben a ragione si registra in tutta la Svizzera un grande interesse per questa istituzione che cerca di coniugare al meglio l’incontro tra sapere, apprendimento e socialità.
L’UNITRE Svizzera smentisce così clamorosamente il pessimismo di chi negli anni scorsi riteneva esaurita la spinta creativa e solidale della collettività italiana in Svizzera e testimonia la capacità del volontariato di rispondere adeguatamente agli interessi immateriali di molte persone, anche al di fuori delle grandi istituzioni cosiddette di «rappresentanza» e senza la spinta e l’intervento dello Stato.
Giovanni Longu
Berna 17.6.2009
Quando venne avviata la prima struttura operativa dell’UNITRE Svizzera, nel 2005 a Lucerna, scrissi che questa istituzione doveva considerarsi «una pietra miliare nella storia della collettività italiana in Svizzera, che s’iscrive a buon diritto nell’albo d’oro delle più importanti realizzazioni socioculturali dell’immigrazione italiana in Svizzera».
A distanza di qualche anno confermo quel giudizio perché l’UNITRE si è affermata in tutta la Svizzera come una delle innovazioni culturali più importanti e dinamiche degli ultimi decenni. Il moltiplicarsi delle sedi, l’interesse suscitato in diverse parti della Svizzera e la riuscita dei corsi testimoniano che la formula adottata risponde bene agli interessi degli utenti.
Le attività dell’UNITRE si svolgono ormai in 9 località, tra sedi principali e sedi distaccate, che diventeranno 11 questo autunno. Il numero dei corsi offerti è impressionante: ben 168 nel 2008/2009, tenuti generalmente da professionisti qualificati. La progressione delle adesioni (organizzatori, insegnanti e allievi) non lascia dubbio sulla dinamica dell’istituzione: sono infatti passate da 230 (2005/2006) e 1230 (2008/2009) e se ne prevedono circa 1400 nel prossimo anno accademico.
La riuscita dell’UNITRE è stata confermata l’anno scorso anche da un importante riconoscimento nel quadro dei progetti di formazione continua per persone giovani, adulte e della terza età. In un concorso federale organizzato dalla «Federazione svizzera per la formazione continua» (SVEB), su un centinaio di progetti presentati, quello dell’UNITRE è stato ritenuto il più meritevole. Un bel riconoscimento!
Il riconoscimento più ambito e raggiunto è tuttavia quello della soddisfazione non solo degli organizzatori, ma anche degli insegnanti, tutti volontari, e specialmente degli allievi dei corsi. Ben a ragione si registra in tutta la Svizzera un grande interesse per questa istituzione che cerca di coniugare al meglio l’incontro tra sapere, apprendimento e socialità.
L’UNITRE Svizzera smentisce così clamorosamente il pessimismo di chi negli anni scorsi riteneva esaurita la spinta creativa e solidale della collettività italiana in Svizzera e testimonia la capacità del volontariato di rispondere adeguatamente agli interessi immateriali di molte persone, anche al di fuori delle grandi istituzioni cosiddette di «rappresentanza» e senza la spinta e l’intervento dello Stato.
Giovanni Longu
Berna 17.6.2009
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