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UNA PUBBLICAZIONE DEL CENTRO STUDI E RICERCHE “FRANCESCO GRISI”
Nelle edizioni NEMAPRESS
Una analisi che intreccia l’anima filosofica del Futurismo con le arti
Un percorso dentro la cultura e la lingua dell’Italia
Lo studio è curato da Pierfranco Bruni e si arricchisce di contributi scientifici di studiosi, critici letterari e giornalisti

Il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, diretto da Pierfranco Bruni, in occasione del Centenario del Manifesto sul Futurismo, pubblica un volume dedicato completamente ai temi e alle problematiche relative alle culture del Futurismo: dall’arte alla filosofia, dalla letteratura ai Futurismi. Il testo vede la collaborazione della Casa editrice Nemapress e della rivista “Il Cerchio” diretta da Giulio Rolando.

Il titolo va oltre ogni schematismo e si inserisce in un profilo originale e metodologicamente adatto ad un approccio sistematico sui percorsi posti dal progetto futurista stesso. “Futurismo oltre i Futuristi”. In copertina un lavoro di Francesco Grisi: “Per uno studio sui Futurismi”.

Lo studio è stato proposto come modello metodologico per la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.

Il saggio è curato da Pierfranco Bruni che firma tutta la prima parte del saggio con vari capitoli che affrontano i seguenti argomenti:
 
“Il Futurismo e la sua anima filosofica”; “Il Futurismo come modello rivoluzionario”; “Futurismo e Futuristi”; “L’importanza dei Manifesti”; “Il Manifesto ai giovani meridionali. Un progetto di poesia”.

Dopo questa prima parte il lavoro si articola con argomentazioni come:

“Tra caos e lampi d’avanguardia. Un’officina di canaglie a caccia della vita” di Gerardo Picardo; “Il Futurismo della piazza nel teatro. La parola come rivoluzione del linguaggio” di Marilena Cavallo; “La presenza Futurista nella letteratura albanese e nella cultura armena” di Micol Bruni; “Futurismo: persistente efficacia di una provocazione” di Silvano Trevisani; “Segni Futuristi e Futuristici” di Carmen De Stasio; “Futuristicamente donne” di Neria De Giovanni.

“Cosa è stato il Futurismo? Come si colloca? Non bisogna perdere di vista alcune considerazioni, sostiene Pierfranco Bruni, che risultano significative sia dal punto di vista letterario che strettamente storico. Non ci sono dubbi che il Futurismo è stato un movimento rivoluzionario. Rivoluzione come fantasia e come misterioso che si incarna nel presento che va oltre. Filippo Tommaso Marinetti ha incantato con il suo rivoluzionario sentire e agire la cultura italiana a cominciare dai Manifesti. Ma dietro ai Manifesti stessi c’è una precisa filosofia che va da Papini, grande scrittore italiano, a Soffici, da D’Annunzio al primo Ungaretti”.

Il Futurismo, si avverte in questo studio, attraversa tutta la cultura italiana del primo Novecento caratterizzando non solo le tematiche ma soprattutto il linguaggio. C’è una lingua italiana del Futurismo. Al 1909 risale il Manifesto Futurista. Una data con la quale si avvia una sprovincializzazione profonda della cultura europea. Una data. Ma anche un tracciato sul quale le diverse culture si dovranno, nel corso degli anni e degli avvenimenti, confrontare. In questo tracciato la poesia contemporanea (o meglio l’itinerario poetico contemporaneo) si è trovata non solo a fare i conti con se stessa, ma di volta in volta ha dovuto crearsi nuovi spazi.

“Futurismo e Futuristi, osserva Pierfranco Bruni il curatore del saggio, è una chiave di lettura che ci permette di riconsiderare non solo le poetiche del futurismo e i manifesti ma soprattutto l’idea di un essere futurista nel Novecento attraverso la letteratura, le arti, la filosofia e i costumi. Si parla spesso di avanguardie rimosse, che hanno attraversato il nostro secolo. Si presentano a noi, sottolinea ancora Pierfranco Bruni, non solo con la parvenza della testimonianza storica e del documento da registrare nella memoria della cultura del Novecento, ma costituiscono una avanguardia da rileggere per una maggiore non solo consapevolezza ma comprensione della letteratura e delle arti del terzo millennio”.

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