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25 Giugno 2009
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Notizie
Ha riscosso un importante successo la manifestazione dedicata a Fabrizio De André svoltasi al Teatro della Fede di Grottaglie, per la regia di Alfredo Traversa, con la presenza di Pierfranco Bruni.
Una serata tra parole e musiche per non dimenticare il linguaggio poetico di un personaggio che ha recitato la tradizione della cultura mediterranea attraverso le parole e i suoni.
A raccontare questo percorso è stato Pierfranco Bruni, autore del saggio “Fabrizio De André. Il cantico del sognatore mediterraneo”, ed esperto del MiBAC di culture etniche in Italia.
La serata tra lettura di versi e musica ha avuto un fascino particolare in una sala gremita.
A leggere i brani sono stati Tano Chiari e Roberto Burano. Mentre le meravigliose voci di Dina Spagnulo e Annamaria Calandro, accompagnate al pianoforte da Gennaro D’Amicis e al contrabbasso da Francesco Mariella, hanno proposto un De André straordinario e accattivante.
De Andrè rappresenta una chiave di lettura fondamentale per capire la trasformazione che hanno vissuto la poesia e la musica italiana nel corso degli anni Sessanta. Su tre coordinate si è svolto, invece, il dibattito e i percorsi tracciati da Pierfranco Bruni. I personaggi, la religiosità e le contaminazioni. Più volte Bruni è tornato sul tema delle riscoperte etniche e sulle contaminazioni dei linguaggi che si vivono in De André.
Bruni, studioso di minoranze linguistiche ed esperto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in materie di etnie e di etno – letteratura nelle presenze minoritarie in Italia, ha sviluppato con coerenza istituzionale la problematica delle culture altre che è uno dei riferimenti nei testi di De André. Tanto che in un suo libro, pubblicato per conto del Ministero riguardante i compiti istituzionali che svolge, ha inserito un capitolo sulla peculiarità etnica in De André.
Da qui l'osservazione di un De André profondamente legato alla letteratura. Pierfranco Bruni ha sottolineato, nel suo studio sul cantautore genovese, l'importanza della canzone d'autore in un momento particolare della letteratura contemporanea e Fabrizio De Andrè è uno di quei "poeti" che ha offerto, forse involontariamente, un ritorno alla tradizione dei linguaggi e dei contenuti attraverso una proposta di quei temi che hanno caratterizzato intere generazioni e che tocca modelli riguardanti l’etno – letteratura e l’etno – linguistica.
Una serata tra parole e musiche per non dimenticare il linguaggio poetico di un personaggio che ha recitato la tradizione della cultura mediterranea attraverso le parole e i suoni.
A raccontare questo percorso è stato Pierfranco Bruni, autore del saggio “Fabrizio De André. Il cantico del sognatore mediterraneo”, ed esperto del MiBAC di culture etniche in Italia.
La serata tra lettura di versi e musica ha avuto un fascino particolare in una sala gremita.
A leggere i brani sono stati Tano Chiari e Roberto Burano. Mentre le meravigliose voci di Dina Spagnulo e Annamaria Calandro, accompagnate al pianoforte da Gennaro D’Amicis e al contrabbasso da Francesco Mariella, hanno proposto un De André straordinario e accattivante.
De Andrè rappresenta una chiave di lettura fondamentale per capire la trasformazione che hanno vissuto la poesia e la musica italiana nel corso degli anni Sessanta. Su tre coordinate si è svolto, invece, il dibattito e i percorsi tracciati da Pierfranco Bruni. I personaggi, la religiosità e le contaminazioni. Più volte Bruni è tornato sul tema delle riscoperte etniche e sulle contaminazioni dei linguaggi che si vivono in De André.
Bruni, studioso di minoranze linguistiche ed esperto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in materie di etnie e di etno – letteratura nelle presenze minoritarie in Italia, ha sviluppato con coerenza istituzionale la problematica delle culture altre che è uno dei riferimenti nei testi di De André. Tanto che in un suo libro, pubblicato per conto del Ministero riguardante i compiti istituzionali che svolge, ha inserito un capitolo sulla peculiarità etnica in De André.
Da qui l'osservazione di un De André profondamente legato alla letteratura. Pierfranco Bruni ha sottolineato, nel suo studio sul cantautore genovese, l'importanza della canzone d'autore in un momento particolare della letteratura contemporanea e Fabrizio De Andrè è uno di quei "poeti" che ha offerto, forse involontariamente, un ritorno alla tradizione dei linguaggi e dei contenuti attraverso una proposta di quei temi che hanno caratterizzato intere generazioni e che tocca modelli riguardanti l’etno – letteratura e l’etno – linguistica.
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