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il ritrovamento del vecchio documentario dell'Istituto Luce dedicato alla mistica di Paravati
di Franco Vallone
Un film vecchio del 1948, uno spezzone in bianco e nero di pochi minuti di girato che si è rivelato di grande interesse storico e antropologico. I titoli di testa del vecchio documentario in bianco e nero aprono con il cappello che pone una domanda precisa: “Fenomeni soprannaturali?”, poi segue il titolo: “Col sangue la donna di Paravati disegna”. Segue il nome della rubrica “la settimana INCOM”, l’informazione, di quel lontano venti febbraio del 1948, veniva proiettata nelle sale cinematografiche. Ed ècco il testo del breve reportage dalla Calabria:– “Paravati, è una frazione di Mileto, in Calabria, a tredici chilometri da Vibo Valentia. Camminando per queste strade, anni fa, per la prima volta il piede di Natuzza Evolo sudò sangue. Il parroco preferirebbe non parlare della prodigiosa pecorella del suo gregge. Nostra intervista - Ecco la casa, Natuzza racconta: ha ventiquattro anni, è sposata con un falegname, non ha conosciuto il padre morto in America, lontano dalla madre perché non era buona. Dal giorno che sulla sua pelle senza ferite comparve il primo sangue, quanti fazzoletti disegnati spontaneamente in figure sacre da quel sangue. Non può allattare il suo secondo bambino perché l’essudazione vi si manifesta dappertutto. Fenomeno vasomotorio che dilatando i tessuti fa uscire il rosso madore ma come spiegare allora il dono dell’ubiquità. Qui, alla presenza di giornalisti e testimoni ,Natuzza Evolo dà la prova di realmente disegnare col sangue. Quelle gocciole scrivono anche parole che Natuzza, analfabeta, non saprebbe tracciare con le mani. Ingenui segni religiosi aprono, tra corone di stelle, la porta del paradiso”.

Qualche tempo fa abbiamo fatto pervenire il riversamento di questo filmato alla mistica attraverso le mani di P. Michele Cordiano e lei ha potuto così rivedere e rivivere scene, tempi e luoghi lontani oltre sessanta anni. Da anni Paravati è legato al nome di Natuzza, un nome che apre le porte ad un vero e proprio universo di misticismo. Questa di Natuzza sembra una storia lunga e lontana centinaia di anni ed invece ci rendiamo conto che nasce ed inizia nel Novecento e si trova oggi ad essere storia di vita del duemila, storia attuale che, comunque, fuoriesce da ogni tipo di umana visione. Via Umberto I di Paravati, è qui che ha sede una fondazione molto particolare che porta il titolo di “Cuore Immacolato di Maria - Rifugio delle Anime”. Abbiamo letto l’atto costitutivo e lo statuto dell’associazione, possiamo constatare che è l’unica associazione al mondo a riportare nel suo atto costitutivo alcune frasi che arrivano direttamente dalla Madonna. Il notaio che a suo tempo ha redatto l’atto passerà certamente alla storia per questo! Arriviamo a Paravati in una giornata di pioggia, i pullman dei pellegrini, parcheggiati lungo la strada a destra e sinistra, arrivano fino a Mileto, che dista alcuni chilometri. La polizia, i carabinieri, i vigili urbani e i numerosi volontari faticano a dare al traffico un indirizzo accettabile e sostenibile. Chiediamo a dei vigili alcune indicazioni per arrivare al centro del paese, ci indicano una stretta stradina di campagna che segue i confini esterni del paese. In piazza la scena che si presenta ai nostri occhi è incredibile: gente, gente, gente… gente dappertutto e ovunque in attesa di vedere Natuzza. Gente richiamata da ogni parte del mondo. Vediamo, tra la folla colorata, alcuni stendardi dei cenacoli di preghiera, uno porta il nome di New York, un altro segna il gruppetto di pellegrini dell’Australia. È impressionante il modo in cui seguono lo sguardo verso questa piccola figura sul palco, una signora con gli occhiali, un poco tremolante, sorretta dal marito e dal figlio. Natuzza rivolge un saluto alla gente e dice che prega per tutti. Poi dopo la messa, presieduta dal vescovo della diocesi, Natuzza entra in auto scortata dalla polizia di stato di Vibo Valentia e parte verso casa transitando tra due ali di folla immensa. Ci affrettiamo a raggiungere il centro di Natuzza immerso nel verde, assieme a noi migliaia di persone cercano rifugio e ristoro presso il giardino, per continuare a pregare, per mangiare un panino o semplicemente per un attimo di riposo. Decine di volontari offrono aiuto, altri supportano i banchi vendita di souvenir, riviste e pubblicazioni su Natuzza, crocifissi, medagliette ed ogni altro oggetto sacro ed è a questo punto che ci accorgiamo che Paravati è diventato luogo eletto anche per il mercato della fede come era già accaduto per San Giovanni Rotondo, Pompei, Polsi. Ci parlano della fondazione nata in nome di Natuzza e vogliamo approfondire questo interessante aspetto. Dopo un po’ entriamo nell'auditorium del centro ed incontriamo il collega giornalista Vincenzo Varone, direttore responsabile della rivista “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” ed oggi sindaco della città di Mileto, padre Michele Cordiano e il sacerdote Pasquale Barone, presidente della fondazione. Nella grande sala, intanto, Natuzza è seduta tra la gente in quarta fila, accanto ad un pilastro. La cosa strana è che la gente non si era accorta della sua presenza in platea. Appena questo si realizza tutti si stringono attorno alla mistica di Paravati per salutarla. Ci avviciniamo anche noi, le stringiamo la mano ed è questo un momento emozionante pensando a quelle famose emografie prodotte da quelle mani e riprodotte in migliaia di illustrazioni nei volumi monografici. Natuzza è un personaggio misterioso e straordinario ma nel contempo di una semplicità estrema ed è proprio lei l'ispiratrice di questo grande progetto che si chiama "Cuore Immacolato di Maria -Rifugio delle Anime". Tutto è nato anni fa, precisamente il 4 dicembre del 1986. Natuzza Evolo incontra il parroco e lo sollecita ad occuparsi della realizzazione di un'opera spirituale e sociale nella sua Paravati. "Non è stata una mia volontà", ripeterà più volte Natuzza. "Io sono solo la messaggera di un desiderio manifestatomi dalla Madonna nel 1944, quando è apparsa nella mia casa, dopo che ero andata in sposa a Pasquale Nicolace. Quando l'ho vista, Le ho detto ((Vergine Santa, come vi ricevo in questa casa brutta?)), Lei mi ha risposto: ((Non ti preoccupare, ci sarà una nuova e grande chiesa che si chiamerà "Cuore Immacolato di Maria -Rifugio delle anime" e una casa per alleviare le necessità di giovani, di anziani e di quanti si trovino nel bisogno". "Da allora, ogni volta che io vedevo la Madonna, Le chiedevo quando ci sarebbe stata questa nuova casa, e la Madonna mi rispondeva: ((Ancora non è giunta l'ora)). Quando l'ho vista nel 1986 mi ha detto: ((L'ora è giunta)). Io, vedendo tutti i problemi delle persone, che non c'è posto dove ricoverarli, ho parlato con alcuni miei amici che conoscevo e con il parroco don Pasquale, e allora loro stessi hanno formato l'Associazione". Sono parole destinate a non conoscere l'usura del tempo ed a restare impresse per sempre nel cuore e nell'anima.

Don Pasquale Barone informa il Vescovo del tempo, monsignor Domenico Tarcisio Cortese, di questa richiesta. Da lì a poco, l'Ordinario diocesano dà il suo assenso alla realizzazione del progetto, come strumento operativo di una volontà di Bene. Il cammino è avviato. L'associazione "Cuore Immacolato di Maria - Rifugio delle Anime" nasce ufficialmente nel 1987. Precisamente il 13 maggio, davanti al notaio Nunzio Naso ed alla presenza del Vescovo. Da quel 13 maggio inizia un'esperienza unica e irripetibile, destinata a fare memoria, che in tutti questi anni ha coinvolto migliaia di persone, di ogni età, di ogni luogo, di ogni ceto sociale.

Paravati è diventato "il paese dell'anima" con la "Cittadella della carità".

"Tutto questo nasce e si sviluppa sotto il carisma di Natuzza che sostiene l'iniziativa con la preghiera, con l'offerta della sofferenza, con la semplicità della vita e con la forza consolatrice della parola".

Franco Vallone

Commenti
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Domenico Caruso  - Mettiamo in atto i consigli di Natuzza   |2009-11-03 19:18:23
E' veramente suggestivo il film su Natuzza. Rendiamo grazie a chi l'ha saputo conservare.
Ero già a conoscenza della sua notorietà: persino Mussolini (come riporta lo scrittore Salvaneschi) si era interessato di lei.
I più noti studiosi di parapsicologia hanno studiato a fondo i fenomeni della mistica di Paravati. Anch'io ne ho scritto su "L'Aurora" di Camerino.
Ma ora è tempo che si mettano in atto i suoi consigli.
Natuzza lo merita e la Calabria pure!
Domenico Caruso
Franco Vallone  - Richiesta   |2009-11-04 07:41:22
Gentile dott. Caruso
vorrei approfondire questa sua informazione sull'interessamento di Mussolini.
grazie
Franco Vallone
Domenico Caruso  - Sul caso Natuzza   |2009-11-04 19:01:47
Caro Franco,
ti riporto, qui di seguito dal mio sito, un brano riguardante Natuzza. La notizia di Mussolini l'ho letta in Salvaneschi (ritengo nel libro citato): cercherò di trovare la fonte per maggiore precisione.
Ecco il brano:
Del "caso Evolo" si sono interessati da sempre i personaggi più autorevoli. Basta citare il prestigioso scrittore dell'Ottanta Nino Salvaneschi, il quale nel suo ultimo libro di pensieri: "Questa vita che tanto ci innamora" - (Dall'Oglio ed. - Milano - 1969) - ci offre un flash su "Natuzza dei morti". "La chiamavano così perché cadendo in trance all'infuori della sua volontà, vedeva i morti e parlava con loro. Talvolta sudava sangue e questo scriveva sui fazzoletti parole religiose. L'emografia e i colloqui con i morti della brava popolana analfabeta…furono studiati da medici e teologi. Anche da Puca, direttore del manicomio di Aversa, e da Padre Gemelli, rettore dell'Università Cattolica di Milano. Nel paese di Paravati accorrevano folle di curiosi dell'aldilà e si era aperto un nuovo ufficio postale per la copiosissima corrispondenza. Natuzza, sempre cordiale, rispondeva a tutti rifiutando ogni compenso…".
Cordialmente.
Domenico
Domenico Caruso  - Precisazione su Natuzza   |2009-11-04 20:05:23
Caro Franco,
ricercando fra i miei numerosi scritti su Natuzza, ti riporto un particolare pubblicato su "Questacittà" di Taurianova nell'ottobre 1992: "Persino Padre Gemelli dell'Università Cattolica di Milano s'interessò di lei e Nino Salvaneschi, nel suo ultimo libro di pensieri del 1969, a proposito della Evolo riferisce: "Per la cronaca, una volta mi disse: - I Morti sono tranquilli e ci vedono. Ognuno ha la sua pena. Re Vittorio e Mussolini sono salvi, in purgatorio".
La memoria mi ha tradito (non fu Mussolini ad interessarsi), ma è importante sapere che due grandi personaggi - come lo scrittore dell'Ottanta Salvaneschi (noto perché all'età di 38 anni fu colpito da cecità) e Padre Gemelli - abbiano fatto il punto sulla mistica di Paravati.
Ricevi i più cordiali saluti.
Domenico
Piero  - dignita' e credulita'   |2009-11-08 15:39:20
l'isteria collettiva in una regione che preferisce chiedere la grazia anzicche' combattere per la dignita', ci sta pure bene.
Meno bene vedo l'impiego di risorse come la polizia di stato ed i vigili del paesello.
Adesso mi raccomando, un bel megasantuario come quello di padre pio, su cui far mangiare tutti i farisei, quelli nella chiesa, e quelli esterni. Scommettiamo che sara' realizzato coi soldi dell'8x1000 e con quelli degli oneri di urbanizzazione, anzicche' destinare quei soldi a strade, fognature, acquedotto, insomma, alla dignita'?
Michele  - @ Piero   |2009-11-09 18:35:49
partendo da presupposto che ognuno è libero di delirare per come meglio crede, ci tengo a far notare all'amico Piero che i fondi dell' 8*1000 destinati alla chiesa cattolica, sono da utilizzarsi per gli scopi che la chiesa si prefigge che non mi risulta siano strade e fogne, semmai provi a mettere in mezzo gli amministratori che ha votato, o dovrei dire a cui ha chiesto la grazia?
Distintamente
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