L’eroe della Valle

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In ricordo di Stefano Gioia: un amico, un eroe

Non molto tempo fa, nella Valle nacque un giovane di belle speranze.

Paffutello al punto giusto, aveva un sorriso destinato a lasciare il segno in chiunque incontrasse.

I primi anni di vita trascorsero tra divertimento e sollazzi tipici dell’età, poi giunse il tempo di andare a scuola: nuovi amici, nuove avventure e tanti compiti che lasciavano comunque spazio al pallone e alle lezioni di pianoforte.

Gli anni galoppavano velocemente, così dalle elementari alle medie agli studi accademici…

Quel giovane paffutello era diventato ormai uomo: irriconoscibile, se non per quell’inconfondibile sorriso.

Un giorno, mentre passeggiava in riva al fiume, capì improvvisamente che la sua strada era un’altra: la piena felicità poteva essere raggiunta seguendo, però, un altro percorso. Si fermò a rimirare lo scorrere delle acque e si sentì come rapito dal fascino selvaggio di quel rio, che diventò per lui unica ragione di vita.

Cominciò a misurarsi con le sue acque, seguendone e sfidandone le correnti, per poi godere delle sue paradisiache visioni… Quel figlio di Madre Natura gli parlava, lo spronava a ‘scorrere’, a lambire terre lontane e sconosciute, alla ricerca di ulteriori espressioni del creato, di nuovi amici, di nuovi sorrisi da ricambiare.

Decise, così, di seguire quel richiamo, quell’istinto e cominciò a viaggiare per le più remote terre del pianeta, sempre a caccia di nuovi corsi d’acqua con i quali misurarsi, dai quali trarre motivazione, auto-controllo, severità e dolcezza. Nuove terre, nuove esperienze con la costante di quel sorriso schietto, semplice, profondo…Il fiume catturava la sua anima e il suo sorriso quella altrui.

Poi l’imprevisto, l’inatteso. Il fiume capovolge l’imbarcazione: la furia della corrente, il panico, la difficoltà… Il giovane vede tutto e senza neanche un briciolo di timore, si tuffa e accorre in aiuto dell’equipaggio. Una, due volte…

Sono tutti salvi.

‘Ce l’ha fatta! Ce l’ha fatta!’ – urlano sulle sponde del fiume.

Ce l’aveva fatta per davvero, aveva portato a termine l’ardua impresa, ma la Natura, Madre benevola quanto severa, lo volle per sé. Per sempre.

Così, quello stesso rio divenne un fiume di lacrime, di tutti coloro che, baciati dal sorriso di Stefano, non potevano capacitarsi di non poterlo scorgere più.

Furono giorni cupi, tristi…i più dolorosi che la Valle avesse mai conosciuto. Sguardi bassi, voci roche, lacrime amare…

Poi, dopo interminabili giorni oscuri, un raggio di sole illuminò la vallata: tutti rivolsero lo sguardo al cielo e videro un arcobaleno che terminava nelle acque del fiume, cheto dopo giorni di piena. Quell’iride inatteso riuscì a rasserenare i cuori: ora tutti sapevano che Stefano era ancora con loro, il suo spirito aleggiava sulle acque del fiume proprio come quell’arcobaleno, maestoso, brillante, vivo.

Per la prima volta, dopo giorni e giorni di afflizione, gli abitanti della Valle sentirono il desiderio di sorridere, proprio com’era solito fare Stefano, che oltre all’amico di tutti, era ormai diventato un indiscusso eroe, l’eroe della Valle.


Stefano Gioia, 32 anni, rafter esperto originario di Laino Borgo (CS), ha perso la vita nelle acque del fiume Futaleufù, nel tentativo, riuscito, di mettere in salvo l’intero equipaggio del gommone (6 persone) che stava conducendo in escursione lungo il corso d’acqua cileno.

Rossella Regina
Giornalista O.d.G. Calabria

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