Roccella Jonica, la nanotecnologia illustrata da Ferrari

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di Vincenzo Pitaro

Un appuntamento all’insegna della Nanotecnologia applicata alla medicina. Una giornata davvero straordinaria per Roccella Jonica.
Su iniziativa della locale Fidapa, presieduta dalla dottoressa Caterina Franco Saraco, lo scienziato Mauro Ferrari, dell’Università di Houston, ha tenuto presso la sala conferenze del Convento dei Minimi, una «lectio magistralis» sulla «medicina del Terzo millennio», la biotech che in futuro potrebbe dire addio al vecchio bisturi.
L’incontro è servito ad illustrare l’evolutivo percorso scientifico sui cosiddetti «nanofarmaci intelligenti», con il compito di sensibilizzare anche il paziente, specie se si tiene conto che allo stato attuale, in Italia (ad eccezione di qualche sporadico caso) questo tipo d’intervento «soft» sembra ancora piuttosto lontano da un decollo definitivo, proprio a causa della scarsa informazione che i cittadini hanno in questo settore. 

Nella giornata roccellese, dunque, si è parlato di interventi laparoscopici, di asportazioni di organi eseguite senza bisturi, di nano-pillole che scrutano dentro il corpo umano come una telecamera, riuscendo a vedere l’invisibile, di microfarmaci, ecc.
I messaggi venuti fuori dalla relazione del nanotecnologo Ferrari sono stati considerati dall’uditorio oltremodo interessanti. L’informazione sui vantaggi di questo ramo della scienza applicata e della tecnologia, d’altronde, non riguarda solo i medici ma anche – se non soprattutto – i cittadini. Spesso, infatti, la gente affetta da patologia tumorale è totalmente disorientata, disinformata, e, nei casi di necessità, trova molte difficoltà a poter scegliere l’intervento migliore, anche perché chirurghi e medici oncologici, a quanto pare, non orienterebbero i loro pazienti verso la soluzione meno invasiva, come – ad esempio – la chirurgia laparoscopica.
Quella di Roccella Jonica, insomma, proprio per questi motivi, ha rappresento una valida occasione per i cittadini, intenzionati a documentarsi su questi rivoluzionari biochip che dovrebbero far compiere nel campo medico enormi progressi.
Nel gruppo di ricerca texano del prof. Mauro Ferrari, infatti, sono in avanzata fase di studio congegni che riprendono il principio di quelli tradizionali riportando il tutto su una scala di migliaia di volte più piccola del millimetro e dalle prestazioni un tempo impensabili. Si tratta di nano-computer che dovrebbero riuscire ad entrare in una cellula, captare migliaia di informazioni e modificarla laddove è necessario, consentendo di riconoscere anche nel sangue le singole proteine rilasciate dalle cellule tumorali grazie all’impiego di nano-anticorpi.
I lavori di Roccella si sono avvalsi anche della collaborazione dell’«Accademia delle Scienze» di Gagliato e dell’Associazione «Magica Gagliato», coordinata dal prof. Antonio Ambrogio Sinopoli.

Vincenzo Pitaro
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