Il «Magna Grecia Film Festival» di Soverato e i suoi progetti futuri

di VINCENZO PITARO

L’edizione 2010 del «Magna Græcia Film Festival» di Soverato è ormai in archivio. Ora è tempo di bilanci e di programmi per il futuro.
Quali sono state le nostre «sensazioni tattili» (ma perché «tattili»? Semmai: visive, uditive e gustative) sulla settima edizione?
Bene, è presto detto. A riflettori spenti, avremmo potuto tranquillamente titolare così: «Una sfida in parte riuscita e in parte prigioniera di se stessa».
Faremmo notte, ovviamente, se ci mettessimo ad elencare in questa rubrica tutti gli angoli che sul fronte puramente tecnico-organizzativo – a nostro avviso – andrebbero un po’ limati, se non completamente smussati. In questa circostanza, perciò, preferiamo soffermarci soltanto sulla data di svolgimento della kermesse e su qualche altro aspetto altrettanto importante. 

Dal punto di vista turistico, perché no?, diciamolo subito, avremmo visto ancor più di buon occhio questo evento in uno dei mesi cosiddetti «vuoti» dell’anno (e non sotto la calura di fine luglio, in una Soverato già di per sé gremita di turisti e quindi piuttosto caotica), considerato che ormai il «Magna Græcia Film Festival» sembra avere tutte le carte in regola per far convogliare in città un gran numero di persone anche negli altri mesi.
Per di più, qualche idea nuova ed originale che possa contribuire a fare uscire questo giovane festival dal solito cliché (ormai cristallizzato), riuscendo cioè a caratterizzarlo, a contraddistinguerlo, rispetto a tanti altri suoi «confratelli» sparsi un po’ ovunque nella Penisola, oddio, non sarebbe poi tanto male.
All’energico Gianvito Casadonte, comunque, le idee non mancano. Non gli manca neppure la tenacia, lo spirito da combattente, e lo ha dimostrato tirando dritto per la sua strada, anche quando più d’uno diceva che questa sua manifestazione era così, era cosà, che mancava di questo, che era carente di quell’altro, ecc.
Bravo, Gianvito, è così che bisogna andare avanti! La «sfida», però – come dicevamo – è riuscita solo in parte. D’ora in poi Soverato, naturalmente, pretenderà di più.
Quest’anno, sì, erano molte le novità di rilievo che la kermesse soveratese presentava al proprio pubblico e che lo stesso «patron» ostentava quale vezzoso fiore all’occhiello. In primo luogo, la presenza di RaiTrade e lo speciale che la Rai manderà in onda il 28 agosto. Poi c’erano quei grandi nomi che il pubblico ha salutato con entusiasmo e calore. Spiccavano su tutti, Ettore Scola e Ugo Gregoretti, due personaggi alquanto prestigiosi per il loro passato punteggiato di successi e di gratificanti obiettivi raggiunti nel campo della celluloide. Gli ingredienti per un premio cinematografico sempre più all’altezza dello spirito con cui è stato animato sette anni fa, insomma, non sono per niente mancati. Perché allora quelle smagliature?
Il semplice spettatore, certo, anche il più attento che stava seduto in platea, non se ne sarà neppure accorto, non ci avrà fatto caso, ma chi invece un po’ di esperienza in questo settore ce l’ha, sicuramente le avrà notate. La collega di «Repubblica» ch’era in veste di giurato, volendo, potrà confermare.
Come calabresi (convinti assertori della Calabresità, sempre più sicuri che la Calabria non è seconda a nessuno, che tutti i treni del mondo camminano in pianura e che Soverato non è affatto distante anni luce da Venezia) teniamo moltissimo che questo festival aumenti di spessore ogni anno di più. Ecco perché vedremmo di buon occhio una piccola revisione della formula fin qui adottata, con l’aggiunta di qualcosa di esclusivo e di più originale che possa interessare e stimolare la Stampa italiana (quella specializzata), molti altri cineasti di prestigio e determinate reti televisive.
Il bravo e intraprendente giovane patron Gianvito Casadonte, che quest’anno è venuto fuori come il vero trionfatore per ciò che ha saputo creare e portare avanti, dunque, dovrebbe tenere bene in mente tutto questo e, se del caso, imporre delle regole – più o meno simili a quelle di tanti altri Concorsi italiani – pretendendo che vengano rispettate da tutti. Questo e tant’altro, perché il «Magna Grecia Film Festival» di Soverato cresca e si affermi sempre di più.

Vincenzo Pitaro
www.vincenzopitaro.it

Nessun commento ancora

Lascia un commento