FORA: Garibaldi

di Nicola Zitara -  Siderno, 24 Giugno 2007

Mi spiace ripetermi, ma è opportuno ricordarlo ancora una volta. Lo sbandierato pentimento di Garibaldi a proposito della conquista del Suditalia è identico alle lacrime del coccodrillo che – si afferma - piange dopo aver mangiato. Garibaldi fu un mercenario del re del Piemonte, che anelava a ingrandire il suo regno.
Nei monumenti piazzati sulle piazze d’Italia, a cominciare dalla Macchina da Scrivere eretta a Roma in onore del Vittorio, e ultimamente riimbiancata a spese nostre, lui e il predetto Vittorio brandiscono una spada. Ma contro chi, se non contro i meridionali?

Le tele che hanno per oggetto la battaglia di Calatafimi rappresentano lo stesso tema.
Disonore per i nostri avi e per noi! Doppio disonore per chi si compiace del suo disonore.


Roma capitale

Nell’assetto futuro della Penisola, i toscopadani faranno di tutto per ammollare Roma al Sud. Sarebbe un disastro se riuscissero nell’intento. Come tutte le capitali, Roma mangia sul resto della nazione, ma diversamente da altre capitali, per esempio Londra o New York, non restituisce servizi in proporzione, anzi non restituisce alcunché.
La Capitale del paese degli italici è storicamente Napoli. In passato Napoli non fu un esempio di generosità verso la provincia. Divorò molto più di quel che dette. Nel nostro paese tornato all’indipendenza politica, Napoli tornerà capitale, ma dovrà esserlo in modo nuovo, solidale con il resto del paese.

Fonte: Eleaml


FORA di Nicola Zitara - La rubrica riproposta da Calabresi.net

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