YouTube Channel Calabresi.net
Video, films, corti, trailer e documentari dei Calabresi
Loading...

WebTV Calabresi.net - YouTube Video

WebRadio/Tv Calabresi

Sponsor


Vota e condividi questo articolo nel Social Network: Bookmark and Share
I proverbi e le sentenze popolari in dialetto gagliatese sono pressoché quelli in uso in tutta la regione, e quindi omettiamo qui di farne menzione. Ne riportiamo alcuni che riguardano particolarmente il paese di Gagliato.
Quello che è il più conosciuto per tutta la Calabria, e che, per la sua seconda parte, fa venire la mosca al naso a più d’uno (specialmente fra i giovani) è il seguente: «Si vua 'mu ti mariti va’ a Gagghjiatu, / ammìenzu Chjiaravadhi e Santu Vitu» (Se ti vuoi sposare va’ a Gagliato, al centro tra Chiaravalle e San Vito sullo Jonio). Fin qui nulla di grave, si direbbe. Se non che il seguito appare irriguardoso e, ahinoi!, lesivo della buona reputazione di cui invece godono le ragazze da marito gagliatesi. I versi successivi quasi certamente aggiunti da qualche buontempone di un paese vicino, chissà?, forse perché non corrisposto da qualche fanciulla dei tempi andati, è la seguente: «All’ùottu jùorni scindi a Suvaratu, ti pigghji la patenti di curnutu» (Dopo otto giorni puoi scendere nella vicina Noverato per prenderti la patente di cornuto).
Ciò che non rispecchia per nulla lo stato d’animo e la predi-sposizione umana del gagliatese, nel momento in cui gli si chiede qualcosa, è l’altro proverbio che dice: «Gagghjiatu, nemicu di Cristu, mancu lavàtu trùovu mu mi prìestu» (Gagliato, nemica di Cristo, non trovi neppure un po’ di lievito, fatto in casa per la preparazione del pane, da chiedere in prestito).
Nel comprensorio di Serra San Bruno, infine, ad una ospite che freme di prender cappello, gli viene ingiunto: «E chi? Venisti cùomu lu suli di Gagghjiatu?» (E che? Sei venuto come il sole di Gagliato?)
Locuzione che deriva dalla convinzione popolare (piuttosto errata) che il sole a Gagliato avrebbe una eclittica breve; nel senso che esso sorgerebbe e tramonterebbe in un brevissimo intervallo di tempo.

Altri proverbi Gagliatesi

Moltissimi altri proverbi e modi di dire sono stati raccolti – nel corso degli anni - dalla viva voce degli anziani del paese dal giornalista e scrittore Vincenzo Pitaro ed inseriti in vari volumi. Oggi, molti di essi sono in disuso, se non addirittura sconosciuti dalle nuove generazioni, e ciò è un vero e proprio peccato perché rappresentano un autentico patrimonio di antica saggezza popolare che merita, senza dubbio, di essere conservato non solo per gli studiosi di dialettologia o per gli antropologi ma per tutti coloro che – ben consci del fatto che senza passato non ci potrà mai essere futuro – hanno capito l’importanza che riveste questa tematica. Eccone alcuni:

Si chjova ntro misi d’agustu,
si fha ùogghju, manna e mustu

Se piove nel mese di agosto,
si produce olio, fieno e mosto (vino)

Sant’Andrìa porta la nova
ca ‘u quattro è de Varvàra,
‘u sia è de Nicola, l’ùottu è de Maria,
‘u tridici è de Lucia
e ‘u venticincu dô Veru Messìa

Sant’Andrea apostolo, fratello di San Pietro, che la Chiesa ricorda il 30 di novembre, è considerato – nella civiltà contadina – come l’annunciatore ufficiale delle imminenti festività dicembrine: Sant’Andrea porta la notizia che il quattro è di Santa Barbara, il sei è di San Nicola, l’otto è dell’Immacolata, il tredici di Santa Lucia e il venticinque del Messia.

‘E Santu Nicola l’annu vacia u vola

Dal giorno in cui si festeggia San Nicola (prima domenica di dicembre) in poi, l’anno si appresta a tramontare

Cu ‘i rumbi ‘e marzu si rivigghjanu i scorzuni
Con i tuoni di marzo si svegliano i serpenti

Tamarri e nani
non portano pastrani.

La gente rozza e i nani (o in genere tutti coloro che sono piccoli di statura) non indossano cappotti lunghi.

‘A pinna ti jetta, cchjù d’a scupetta
La penna uccide più del fucile

‘U jumbarùsu ammìenzu ‘i strati,
va’ vidìendu ‘a jumba ‘e l’atri

Il gobbo, o chi è pieno di difetti, va guardando nelle strade la gobba degli altri. Nel caso non riuscisse a trovarne una maggiore, inventerebbe difetti agli altri nel tentativo di trovare consolazione.

Pô cìecu, tuttu ‘u mundu è scuru
Per il cieco, tutto il mondo è scuro, buio

‘U cascettuni, quandu non canta, caccia canzuni

Il delatore, quando non canta, inventa storielle

Quando dui si mbrìganu,
i ‘mpami si ‘nzuppanu ‘u pana

Quando due persone litigano,
gli infami, i nemici, s’inzuppano il pane. Ne godono.

Commenti
Nuovo Cerca RSS
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
IMPORTANTE: Si rende noto che l'uso di questo form implica l'accettazione delle regole di privacy e delle condizioni di uso di questo sito, inoltre si evidenzia che i dati immessi nei vari campi se non espressamente indicato potrebbero venire pubblicati nella pagina corrente, in quanto questo servizio rimane ad uso esclusivo di comunicazioni pubbliche inerenti il trattamento delle tamatiche affrontate nell'articolo di testa. Si impone di evitare l'uso di questo form per comunicazioni private con gli autori dell'articolo o i responsabili del sito, per queste comunicazioni si consiglia di usare i recapiti presenti alla pagina contatti e non il servizio commenti.
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

Offerte di lavoro

Sponsor

Riconoscimenti

Si ringrazia per il contributo ed il sostenimento di questo progetto il portale turistico Tropea & Capo Vaticano .biz ed il portale omonimo dei Campani nel Mondo.

Calabresi.net, è un progetto dedito alla promozione dell'immagine della Calabria e dei Calabresi nel Mondo, realizzato:
 


Si ringrazia il Circolo Culturale Vivarium per aver riconosciuto e premiato Calabresi.net con il Peperoncino D'Oro con la seguente motivazione:

"Per l'impegno e la dedizione con cui promuovono l'immagine della Calabria nel Mondo. Per mantenere vive le tradizioni della nostra terra, proiettata verso la modernizzazione
"

Facebook

WebTV Calabresi.net