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I lavoratori del porto di Gioia Tauro nella giornata di ieri, a seguito dell’assordante silenzio istituzionale, hanno deciso di attivare una clamorosa forma di protesta occupando una delle gru del terminal al fine sensibilizzare il Governo Berlusconi ad aprire un tavolo sull’emergenza dei porti italiani che sta vedendo Gioia Tauro soccombere, con la richiesta della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per 400 lavoratori, non soltanto a causa della crisi ma anche e soprattutto a causa dell’assenza di un progetto di sviluppo complessivo della portualità nazionale.
Il Coordinamento Regionale Calabria “La Cgil che vogliamo” condivide la lotta dei lavoratori del porto di Gioia Tauro esprimendo la propria vicinanza e solidarietà agli otto lavoratori che hanno deciso di attivare questa dura forma di lotta almeno sino alla convocazione ufficiale di un tavolo di trattativa al Ministero. Nel contempo, esprimono la loro solidarietà a tutti i lavoratori del porto che, aderendo alla protesta in atto, si sono riuniti spontaneamente in assemblea permanente, di fatto bloccando l’operatività dello scalo per dare maggiore forza ad una vertenza che potrà far uscire dalla crisi il porto di Gioia Tauro solo attraverso un serio progetto industriale che preveda le azioni e gli investimenti necessari per consolidare e rilanciare lo scalo gioiese.
Noi della “Cgil che vogliamo” saremo a fianco dei lavoratori sino al raggiungimento dell’obiettivo.
Catanzaro, 3 febbraio 2010
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04 Febbraio 2010
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Il Coordinamento Regionale Calabria “La Cgil che vogliamo” condivide la lotta dei lavoratori del porto di Gioia Tauro esprimendo la propria vicinanza e solidarietà agli otto lavoratori che hanno deciso di attivare questa dura forma di lotta almeno sino alla convocazione ufficiale di un tavolo di trattativa al Ministero. Nel contempo, esprimono la loro solidarietà a tutti i lavoratori del porto che, aderendo alla protesta in atto, si sono riuniti spontaneamente in assemblea permanente, di fatto bloccando l’operatività dello scalo per dare maggiore forza ad una vertenza che potrà far uscire dalla crisi il porto di Gioia Tauro solo attraverso un serio progetto industriale che preveda le azioni e gli investimenti necessari per consolidare e rilanciare lo scalo gioiese.
Noi della “Cgil che vogliamo” saremo a fianco dei lavoratori sino al raggiungimento dell’obiettivo.
Catanzaro, 3 febbraio 2010
Coordinamento Regionale Calabria
“La Cgil che vogliamo”
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