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(Ernesto Guiraldes, medico e professore universitario cileno)
Le poesie di Benny Nonasky sono fresche e pieni d' esuberante candore, lucidità ed esaltata sensibilità, ed allo stesso tempo, essi esprimono un alto grado di maturità e mostrano un lato intensamente pessimista. La giovinezza dell’autore è usata a vantaggio della freschezza del testo, che suggerisce, però un approccio alla vita caratterizzato di una vena esistenzialista propria di un uomo cosmopolita, saggio e piuttosto disincantato.
Il linguaggio di queste poesie è molto evoluto e ricco, rivelando una sensibilità raffinatamente dotata. Spesso ci imbattiamo in molte stupende metafore e frasi incantevoli che rendono immagini le parole, che rendono vivi i versi.
In diverse poesie l'autore si rivela accusatorio e infiammato contro la corruzione diffusa, la discriminazione, il razzismo e la guerra. Riconosce la realtà, la interpreta e rende la sua visione un macabro sintomo che in molti nascondo o tentano di non riconoscere. Ma, in nessun luogo, questo grido disperato per la giustizia diventa più efficace che quando l'autore si intreccia e si snoda con alcuni bellissimi versi d'amore romantico o di candida carnalità e l'orizzonte si restringe ad una sola persona amata o si fissa in un determinato essere umano addolorato.
L'amore è l'unica via di uscita. Ma quello vero. Quello umano.
(Ottavio Rossani, poeta e collaboratore del “Corriere della Sera”)
Inusuali composizioni, queste di Benny Nonasky. Andamento narrativo tra denuncia alla sudamericana (traccia chiara è la poesia dedicata a Pablo Neruda) e le ballate popolari dell'est europeo. C'è anche qualche influenza del Medio Oriente. non esplicite; come sentori di particolari effluvi provenienti da molto lontano. Composizioni in qualche modo ingenue e nello stesso tempo astute. Di Nonasky (questo sembrerebbe uno pseudonimo) si sa che è giovanissimo ed è al secondo libro di poesia. Nato a Caulonia (1987), si agita parecchio tra la passione della scena e l'animazione culturale. Non fa letture di poesie, fa performance. Questa raccolta dal titolo fantasioso Nelle trasparenze caotiche di nuvola perpetua alterna versi lunghi ed efficaci a versi brevi e ridondanti (alcune volte il contrario). Serviva forse usare un po' le forbici. Nel complesso però ci sono immagini molto interessanti, provocatorie. C'è anche una forma di denuncia civile che passa attraverso il "lamento" spesso irrazionale, passionale, come un coro che proviene da lontano. Ma soprattutto c'è l'abbandono all'amore come formula di vita e di salvezza. Romanticismo e furbizia: è possibile coniugare queste due specie di rivestimenti mentali? Forse sì, sempre che si accompagnino ad un'ironia non dichiarata, festosa e magari supponente, come nella poesia dedicata a Mahmoud Derwish Siamo Uno (ecco uno stralcio: "Ti stupirò oggi sorella mia,/ oggi che siamo indelebili/ come questi versi/ che hanno la stessa pasta del nostro sangue/ e vivono col nostro vivere/ come/ la luna con la luce del sole/ come/ la punta di una matita". Propongo alla lettura la poesia Requiem, dedicata a Pablo Neruda.
(Valentina Incardona, professoressa genovese)
Sulle orme della più consistente produzione poetica novecentesca, i versi di Nonasky eliminano le paratie atte a distinguere i generi di poesia tradizionali, ma anche i generi letterari in senso più ampio, date le evidenti contaminazioni fra poesia e teatro. Escursioni verso il basso, inserti dialettali, precisa rinuncia a un'organica grammaticalità incidono sulle possibilità espressive, che risultano dilatate. Un pericolo costante e non sempre evitato è la caduta di tensione del discorso, che può sfilacciare il tessuto connettivo e la trama stessa di un medesimo componimento in frammenti poco amalgamati; più incisivi ed efficaci appaiono pertanto i testi in sé conclusi e sviluppati, con concisione, attorno a una tematica precisa e unitaria.
La maniera surrealista si rivela assai feconda per il Poeta; la letteratura, intesa come una forma di rivoluzione permanente dello spirito, promuove una concezione dell'esistenza in cui la vita e la morte, il reale e l'immaginario, l'alto e il basso, il comunicabile e l'incomunicabile non sono percepiti come categorie contraddittorie. Dall'irrazionale sono attinte immagini oltremodo nitide e, via via, «nel drappeggiare» dei versi, si affaccia una crisi esistenziale profonda che travaglia l'espressione poetica. In un angoscioso senso di solitudine, mentre «la disperazione ulula», affiora un intimo sradicamento, che diviene quasi un disgusto e un rifiuto per tutto ciò che circonda il Poeta in «un mondo che si sgretola, arrugginisce», dove «un filo spinato... divide ogni uomo». Numerosi sono i componimenti di occasione intonati a temi di attualità e a fatti che offendono la coscienza di quanti confidano in un domani migliore. Fra sdegno e provocazione, Nonasky ritrae il decadimento di una società che, pur «nel calmo filare del tempo», «frana senza uscite d'emergenza» e nella quale l'indolenza, la consuetudine con la morte e il sentore dell'oblio potrebbero rendere vano qualsiasi interrogativo sul senso dell'esistenza.
Il geloso ripiegamento del Poeta nello spazio interiore è spesso avvolto da un alone di crepuscolo, ma è segnato anche da un'ebbrezza lussuriosa, fatta di gesti, alla quale il linguaggio viene ancorato per sprofondare talvolta in una dimensione esclusivamente estetica.
Poesia estratta dal libro: Mama
Non andrò oltre l'orizzonte
a chiamare il sole per il mio ritorno
e non andrò verso le stelle
a incidere nuovi sogni,
scenderò quieto dalla punta più alta
dell'Aspromonte e quieto
resterò ad osservarti Mamma.
Resterò ad osservare casa mia
che si suicida nel cemento
o che si ciba di mundizza,
menzogne, apatia e melograni,
melograni spappolati e carti,
briscula e trissetti, scupa, e more
con fiori di ginestra calpestati
da verdi rovi e vicoli e strade
ricoperti da gambi di gelsomino
mozzati alla testa che sanguinano,
sanguinano su coste e valli,
abbracciando fiumare
che corrono corrono
sotto piedi
che pigiano pigiano
uva acerba che dorme nelle gole
di uomini che hanno sonno.
(Cadono sul letto come piume dal cielo,
ma sono serpenti allegri nell'ombra di un bar)
Calabrisella mia facimmu amuri mò,
ora che in notte danza Mamma
con gli strilli dei cummari,
il secco pestare di una zappa,
il belare di una capra
e il ronzio di mosche
e il colpo di lupara
inferto su d'un'infedele.
Calabrisella mia,
cadono sul letto come piume dal cielo.
Calabrisella,
non devo andare a cena di nessuno
per vedere un pezzo di pane accoltellato.
Casa mia; gambi di gelsomino mozzati.
(Tu moriri mi fà)
Danza Mamma
Oilì, Oilà
BREVE NOTA BIOGRAFICA:
Benny Nonasky (1987) poeta e musicista.
Calabrese, finalista e vincitore di diversi premi (come il primo premio nel “Premio Internazionale di Poesia, Poseidonia-Paestum”) e presente in diverse antologie in Italia e all’estero (finalista al 50esimo Festival d’Atene). Attore e scrittore di teatro, presente come performance di letture poetiche in diverse manifestazioni in Italia come il Festival Internazionale di Poesia a Genova o Poesia a Strappo a Crema.
Ha da poco pubblicato la sua prima silloge intitolata “Nelle trasparenze caotiche di nuvola perpetua” Ed. Montag e un quaderno poetico “Vestito a nozze, carne e trenta lamette” GDS Edizioni.
(www.myspace.com/bennynonasky)
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10 Febbraio 2010
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Eventi e Manifestazioni
(Ernesto Guiraldes, medico e professore universitario cileno)Le poesie di Benny Nonasky sono fresche e pieni d' esuberante candore, lucidità ed esaltata sensibilità, ed allo stesso tempo, essi esprimono un alto grado di maturità e mostrano un lato intensamente pessimista. La giovinezza dell’autore è usata a vantaggio della freschezza del testo, che suggerisce, però un approccio alla vita caratterizzato di una vena esistenzialista propria di un uomo cosmopolita, saggio e piuttosto disincantato.
Il linguaggio di queste poesie è molto evoluto e ricco, rivelando una sensibilità raffinatamente dotata. Spesso ci imbattiamo in molte stupende metafore e frasi incantevoli che rendono immagini le parole, che rendono vivi i versi.
In diverse poesie l'autore si rivela accusatorio e infiammato contro la corruzione diffusa, la discriminazione, il razzismo e la guerra. Riconosce la realtà, la interpreta e rende la sua visione un macabro sintomo che in molti nascondo o tentano di non riconoscere. Ma, in nessun luogo, questo grido disperato per la giustizia diventa più efficace che quando l'autore si intreccia e si snoda con alcuni bellissimi versi d'amore romantico o di candida carnalità e l'orizzonte si restringe ad una sola persona amata o si fissa in un determinato essere umano addolorato.
L'amore è l'unica via di uscita. Ma quello vero. Quello umano.
(Ottavio Rossani, poeta e collaboratore del “Corriere della Sera”)
Inusuali composizioni, queste di Benny Nonasky. Andamento narrativo tra denuncia alla sudamericana (traccia chiara è la poesia dedicata a Pablo Neruda) e le ballate popolari dell'est europeo. C'è anche qualche influenza del Medio Oriente. non esplicite; come sentori di particolari effluvi provenienti da molto lontano. Composizioni in qualche modo ingenue e nello stesso tempo astute. Di Nonasky (questo sembrerebbe uno pseudonimo) si sa che è giovanissimo ed è al secondo libro di poesia. Nato a Caulonia (1987), si agita parecchio tra la passione della scena e l'animazione culturale. Non fa letture di poesie, fa performance. Questa raccolta dal titolo fantasioso Nelle trasparenze caotiche di nuvola perpetua alterna versi lunghi ed efficaci a versi brevi e ridondanti (alcune volte il contrario). Serviva forse usare un po' le forbici. Nel complesso però ci sono immagini molto interessanti, provocatorie. C'è anche una forma di denuncia civile che passa attraverso il "lamento" spesso irrazionale, passionale, come un coro che proviene da lontano. Ma soprattutto c'è l'abbandono all'amore come formula di vita e di salvezza. Romanticismo e furbizia: è possibile coniugare queste due specie di rivestimenti mentali? Forse sì, sempre che si accompagnino ad un'ironia non dichiarata, festosa e magari supponente, come nella poesia dedicata a Mahmoud Derwish Siamo Uno (ecco uno stralcio: "Ti stupirò oggi sorella mia,/ oggi che siamo indelebili/ come questi versi/ che hanno la stessa pasta del nostro sangue/ e vivono col nostro vivere/ come/ la luna con la luce del sole/ come/ la punta di una matita". Propongo alla lettura la poesia Requiem, dedicata a Pablo Neruda.
(Valentina Incardona, professoressa genovese)
Sulle orme della più consistente produzione poetica novecentesca, i versi di Nonasky eliminano le paratie atte a distinguere i generi di poesia tradizionali, ma anche i generi letterari in senso più ampio, date le evidenti contaminazioni fra poesia e teatro. Escursioni verso il basso, inserti dialettali, precisa rinuncia a un'organica grammaticalità incidono sulle possibilità espressive, che risultano dilatate. Un pericolo costante e non sempre evitato è la caduta di tensione del discorso, che può sfilacciare il tessuto connettivo e la trama stessa di un medesimo componimento in frammenti poco amalgamati; più incisivi ed efficaci appaiono pertanto i testi in sé conclusi e sviluppati, con concisione, attorno a una tematica precisa e unitaria.
La maniera surrealista si rivela assai feconda per il Poeta; la letteratura, intesa come una forma di rivoluzione permanente dello spirito, promuove una concezione dell'esistenza in cui la vita e la morte, il reale e l'immaginario, l'alto e il basso, il comunicabile e l'incomunicabile non sono percepiti come categorie contraddittorie. Dall'irrazionale sono attinte immagini oltremodo nitide e, via via, «nel drappeggiare» dei versi, si affaccia una crisi esistenziale profonda che travaglia l'espressione poetica. In un angoscioso senso di solitudine, mentre «la disperazione ulula», affiora un intimo sradicamento, che diviene quasi un disgusto e un rifiuto per tutto ciò che circonda il Poeta in «un mondo che si sgretola, arrugginisce», dove «un filo spinato... divide ogni uomo». Numerosi sono i componimenti di occasione intonati a temi di attualità e a fatti che offendono la coscienza di quanti confidano in un domani migliore. Fra sdegno e provocazione, Nonasky ritrae il decadimento di una società che, pur «nel calmo filare del tempo», «frana senza uscite d'emergenza» e nella quale l'indolenza, la consuetudine con la morte e il sentore dell'oblio potrebbero rendere vano qualsiasi interrogativo sul senso dell'esistenza.
Il geloso ripiegamento del Poeta nello spazio interiore è spesso avvolto da un alone di crepuscolo, ma è segnato anche da un'ebbrezza lussuriosa, fatta di gesti, alla quale il linguaggio viene ancorato per sprofondare talvolta in una dimensione esclusivamente estetica.
Poesia estratta dal libro: Mama
Non andrò oltre l'orizzonte
a chiamare il sole per il mio ritorno
e non andrò verso le stelle
a incidere nuovi sogni,
scenderò quieto dalla punta più alta
dell'Aspromonte e quieto
resterò ad osservarti Mamma.
Resterò ad osservare casa mia
che si suicida nel cemento
o che si ciba di mundizza,
menzogne, apatia e melograni,
melograni spappolati e carti,
briscula e trissetti, scupa, e more
con fiori di ginestra calpestati
da verdi rovi e vicoli e strade
ricoperti da gambi di gelsomino
mozzati alla testa che sanguinano,
sanguinano su coste e valli,
abbracciando fiumare
che corrono corrono
sotto piedi
che pigiano pigiano
uva acerba che dorme nelle gole
di uomini che hanno sonno.
(Cadono sul letto come piume dal cielo,
ma sono serpenti allegri nell'ombra di un bar)
Calabrisella mia facimmu amuri mò,
ora che in notte danza Mamma
con gli strilli dei cummari,
il secco pestare di una zappa,
il belare di una capra
e il ronzio di mosche
e il colpo di lupara
inferto su d'un'infedele.
Calabrisella mia,
cadono sul letto come piume dal cielo.
Calabrisella,
non devo andare a cena di nessuno
per vedere un pezzo di pane accoltellato.
Casa mia; gambi di gelsomino mozzati.
(Tu moriri mi fà)
Danza Mamma
Oilì, Oilà
BREVE NOTA BIOGRAFICA:
Benny Nonasky (1987) poeta e musicista.
Calabrese, finalista e vincitore di diversi premi (come il primo premio nel “Premio Internazionale di Poesia, Poseidonia-Paestum”) e presente in diverse antologie in Italia e all’estero (finalista al 50esimo Festival d’Atene). Attore e scrittore di teatro, presente come performance di letture poetiche in diverse manifestazioni in Italia come il Festival Internazionale di Poesia a Genova o Poesia a Strappo a Crema.
Ha da poco pubblicato la sua prima silloge intitolata “Nelle trasparenze caotiche di nuvola perpetua” Ed. Montag e un quaderno poetico “Vestito a nozze, carne e trenta lamette” GDS Edizioni.
(www.myspace.com/bennynonasky)
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