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di Vincenzo Pitaro
Nel vederlo così disinvolto e «pieno di sé», sul mitico palcoscenico dell'Ariston di Sanremo, già al tempo di «Ti lascio una canzone» (la trasmissione di Raiuno condotta da Antonella Clerici), una giornalista - tra il serio e il faceto - gli chiese: «Scusa Ernestino, ti senti già un divo?». E lui, senza scomporsi più di tanto, ma con la giusta dose di ironia, rispose: «Un divo, io? Ma dai, semmai un divino!»
Un dirigente Rai, che assisteva a quella intervista, fece un piccolo balzo, con gli occhi quasi fuori dalla testa per lo stupore. Lì per lì non capì e pensò che il piccolo fosse incorso in un lapsus. Invece Ernestino, furbescamente, aveva trovato il modo (con un gioco di parole) di rendere pan per focaccia a quella intervistatrice che gli aveva posto una domanda semiseria e apparentemente provocatoria. Per «divino», infatti, intendeva dire «piccolo divo», vista la sua giovanissima età, e non certo di essere opera di chissà quali disegni divini o di possedere facoltà e poteri sovrumani. Anche se, a pensarci bene, con buona pace di tutti, in questo ragazzo di Chiaravalle Centrale (paese delle Preserre catanzaresi) che continua ad estasiare il pubblico televisivo, in Italia e anche oltre, qualcosa di «divino» è probabile che ci sia davvero. Non a caso, Ernesto Schinella (per tutti, ormai, semplicemente solo Ernestino) già a tre anni cominciava a sorprendere mamma e papà, canticchiando dentro casa. Nel 2002 poi si classificò ai primi posti al 45° Zecchino d'Oro, con la canzone «Il ramarro con tre erre»; interpretazione che gli valse anche il premio «zecchino d'argento». E non finì qui. Nel luglio del 2003, all'età di sei anni, continuò a mietere altri successi. Durante la finalissima di una manifestazione canora, svoltasi a Rimini e intitolata «Bene Bravo Bimbo», si piazzò al secondo posto facendosi notare da alcuni discografici. Sempre in quell'anno tornò all'Antoniano di Bologna per il «Premio Mariele Ventre», ottenendo un ulteriore riconoscimento.
Appena compiuti gli undici anni, poi. arrivò addirittura a fare il mattatore al fianco di Pupo (al secolo Enzo Ghinazzi) nelle sei puntate di «Volami nel cuore» andate in onda di sabato, in prima serata, su Raiuno. Anzi fu proprio lui, il piccolo Ernestino, ad accentrare con bravura (su di sé e sull’intera trasmissione) l’attenzione maggiore del pubblico televisivo da un sabato all'altro. L'«enfant prodige» Schinella, in quella trasmissione, fece di tutto: cantò, suonò il pianoforte, ballò, presentò e riuscì persino ad intrattenersi con personaggi famosi del calibro di Flavio Briatore.
Un vero piccolo-grande artista, insomma, che con piacere abbiamo nuovamente rivisto cantare assieme ai ragazzi di «Ti lascio una canzone» sul palcoscenico di Sanremo nella serata finale del Festival 2010.
Che dire? Siamo veramente estasiati dal bravo Ernestino. Un artista dalla spensierata fanciullezza che non pensa affatto, in questo periodo della sua vita, cosa potrebbe diventare, un domani, per la musica leggera. D'altronde, non lo pensava neanche Mozart che fin da ragazzo ebbe modo di stupire i suoi contemporanei con i primi saggi di composizione (risalenti a quando aveva appena tre anni) e col suo primo minuetto, scritto all’età di sei.
Vincenzo Pitaro
www.vincenzopitaro.it
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Sul piccolo Ernesto Schinella, il giornalista Vincenzo Pitaro, di Gagliato, ha pubblicato vari articoli. A beneficio di quanti intendessero effettuare eventuali ricerche sul dodicenne artista catanzarese, ne menzioniamo qui uno apparso su Gazzetta del Sud:
1) Vincenzo Pitaro: «Quell’Ernestino che il sabato sera affascina su Raiuno», Gazzetta del Sud, pag. Arte Cultura Spettacolo in Calabria, di giovedì 9 Ottobre 2008.
Altri particolari, negli archivi di: www.gazzettadelsud.it o nel website del giornalista: www.vincenzopitaro.it
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22 Febbraio 2010
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La Cultura Calabrese
di Vincenzo PitaroUn dirigente Rai, che assisteva a quella intervista, fece un piccolo balzo, con gli occhi quasi fuori dalla testa per lo stupore. Lì per lì non capì e pensò che il piccolo fosse incorso in un lapsus. Invece Ernestino, furbescamente, aveva trovato il modo (con un gioco di parole) di rendere pan per focaccia a quella intervistatrice che gli aveva posto una domanda semiseria e apparentemente provocatoria. Per «divino», infatti, intendeva dire «piccolo divo», vista la sua giovanissima età, e non certo di essere opera di chissà quali disegni divini o di possedere facoltà e poteri sovrumani. Anche se, a pensarci bene, con buona pace di tutti, in questo ragazzo di Chiaravalle Centrale (paese delle Preserre catanzaresi) che continua ad estasiare il pubblico televisivo, in Italia e anche oltre, qualcosa di «divino» è probabile che ci sia davvero. Non a caso, Ernesto Schinella (per tutti, ormai, semplicemente solo Ernestino) già a tre anni cominciava a sorprendere mamma e papà, canticchiando dentro casa. Nel 2002 poi si classificò ai primi posti al 45° Zecchino d'Oro, con la canzone «Il ramarro con tre erre»; interpretazione che gli valse anche il premio «zecchino d'argento». E non finì qui. Nel luglio del 2003, all'età di sei anni, continuò a mietere altri successi. Durante la finalissima di una manifestazione canora, svoltasi a Rimini e intitolata «Bene Bravo Bimbo», si piazzò al secondo posto facendosi notare da alcuni discografici. Sempre in quell'anno tornò all'Antoniano di Bologna per il «Premio Mariele Ventre», ottenendo un ulteriore riconoscimento.
Appena compiuti gli undici anni, poi. arrivò addirittura a fare il mattatore al fianco di Pupo (al secolo Enzo Ghinazzi) nelle sei puntate di «Volami nel cuore» andate in onda di sabato, in prima serata, su Raiuno. Anzi fu proprio lui, il piccolo Ernestino, ad accentrare con bravura (su di sé e sull’intera trasmissione) l’attenzione maggiore del pubblico televisivo da un sabato all'altro. L'«enfant prodige» Schinella, in quella trasmissione, fece di tutto: cantò, suonò il pianoforte, ballò, presentò e riuscì persino ad intrattenersi con personaggi famosi del calibro di Flavio Briatore.
Un vero piccolo-grande artista, insomma, che con piacere abbiamo nuovamente rivisto cantare assieme ai ragazzi di «Ti lascio una canzone» sul palcoscenico di Sanremo nella serata finale del Festival 2010.
Che dire? Siamo veramente estasiati dal bravo Ernestino. Un artista dalla spensierata fanciullezza che non pensa affatto, in questo periodo della sua vita, cosa potrebbe diventare, un domani, per la musica leggera. D'altronde, non lo pensava neanche Mozart che fin da ragazzo ebbe modo di stupire i suoi contemporanei con i primi saggi di composizione (risalenti a quando aveva appena tre anni) e col suo primo minuetto, scritto all’età di sei.
Vincenzo Pitaro
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Sul piccolo Ernesto Schinella, il giornalista Vincenzo Pitaro, di Gagliato, ha pubblicato vari articoli. A beneficio di quanti intendessero effettuare eventuali ricerche sul dodicenne artista catanzarese, ne menzioniamo qui uno apparso su Gazzetta del Sud:
1) Vincenzo Pitaro: «Quell’Ernestino che il sabato sera affascina su Raiuno», Gazzetta del Sud, pag. Arte Cultura Spettacolo in Calabria, di giovedì 9 Ottobre 2008.
Altri particolari, negli archivi di: www.gazzettadelsud.it o nel website del giornalista: www.vincenzopitaro.it
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