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Il Movimento Cristiano Lavoratori di Catanzaro, presieduto da Silvestro Giacoppo, ha voluto dare contenuto sociale alla ricorrenza della giornata della donna: la dirigente dell’Osservatorio per le Pari Opportunità, Anna Rotundo(in foto con Cesare Mulè), ha infatti riunito i componenti dello stesso Osservatorio, di cui fa parte anche l’A.GE.V, per una disamina attenta e propositiva della situazione delle donne lavoratrici, in particolare riguardo la carenza di politiche di sostegno alle famiglie e volte a favorire la conciliazione.
La partecipazione delle donne al mercato del lavoro- ha sottolineato Anna Rotundo- è infatti ancora oggi costellata da difficoltà notevoli che ostacolano la realizzazione nell’ambito lavorativo di quel “genio femminile” di cui tanto ci parla il Santo Padre: difficoltà nell’accesso, nella permanenza e nel rientro nel mercato del lavoro dalla maternità, che, per quanto evento di massima gioia per ogni donna, continua a rappresentare un fattore fortemente discriminante e l’origine principale dello scivolamento verso l’inattività. La nascita di un figlio si configura, ancora per numerose donne, come la principale causa di abbandono temporaneo o definitivo del mercato del lavoro: molte donne, costrette a questa scelta, sacrificano le prospettive di carriera ed il livello retributivo proprio oltre a quello familiare. L’Osservatorio ha quindi ampiamente discusso della questione, individuando alcune soluzioni: una di queste può essere quella del part-time, anche se troppo spesso la qualità e la remunerazione di questa forma lavorativa è penalizzante rispetto al lavoro a tempo pieno.
Altre soluzioni: gli incentivi per la nascita dei figli; le ferie di maternità e paternità pagate con diverse dinamiche di rientro al lavoro; i bonus bebè; la flessibilità degli orari di lavoro; la crescita dei figli in asili nido, anche aziendali, peraltro quasi totalmente assenti a Catanzaro ; gli incentivi alle amministrazioni pubbliche e alle imprese private ad accrescere la quota di personale femminile, soprattutto nelle posizioni dirigenziali; la riduzione delle tasse per gli stipendi delle donne; l’interscambiabilità paritaria dei ruoli maschile/femminile nel lavoro di cura di bambini e anziani ; la presenza di servizi sociali assicurati dallo stato; i sussidi economici (borse di studio per i figli, microcrediti, gestione del risparmio, piani d’investimento).
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come i dati statistici continuino a confermare che i paesi in cui le donne sono ben presenti in politica, sono gli stessi in cui le donne lavorano di più, hanno anche più figli, e sono i paesi economicamente e socialmente più avanzati.
Puntare sulle donne, quindi, conviene - ha sintetizzato Rotundo- e puntare sul lavoro delle donne conviene ancora di più.
Nel proseguio dell’incontro, Cesare Mulè ha richiamato all’attenzione la celebrazione ormai prossima del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, soffermandosi sull’apporto delle donne allo snodarsi degli eventi e dei moti che contrassegnarono l’ultima fase significativa del Risorgimento. Nello specifico, Mulè ha ricordato quanto avvenne a Catanzaro nel 1860, allorchè le donne si prodigarono nel sostenere la Spedizione garibaldina non soltanto incoraggiando e confortando i loro sposi e figli a lottare con le armi, ma anche provvedendo alla raccolta di risorse finanziarie per sostenere i patrioti. –Ho sotto gli occhi- ha sottolineato Mulè- l’elenco delle dame e delle popolane che con uguale sentire versarono contributi in denaro con una colletta alla quale parteciparono 13 donne che nel mese di agosto, sino agli inizi di settembre, diedero complessivamente 483 ducati. Dobbiamo ricordare i loro nomi per onorarle dimostrando gratitudine: Maria Antonia Poerio, Saveria Albano, Rosina Cacia, Rosina Foresta, Maddalena Venturi Ferrari, vedova Giuseppe Raffaelli, Agata Susanna, Giulia Sanseverino, Giulia Le Piane, Sorelle Scoglio, Marianna De Paola, Maria Veraldi, Felicia Fazzari. Le oblazioni variarono da 50 a 2 ducati. Sappiamo anche – ha concluso Mulè- dell’apporto etico e culturale dato da Giovanna De Nobili, che nel suo salotto riuniva patrioti ed intellettuali per fomentare la lotta antiborbonica.
Anna Rotundo
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08 Marzo 2010
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Il Movimento Cristiano Lavoratori di Catanzaro, presieduto da Silvestro Giacoppo, ha voluto dare contenuto sociale alla ricorrenza della giornata della donna: la dirigente dell’Osservatorio per le Pari Opportunità, Anna Rotundo(in foto con Cesare Mulè), ha infatti riunito i componenti dello stesso Osservatorio, di cui fa parte anche l’A.GE.V, per una disamina attenta e propositiva della situazione delle donne lavoratrici, in particolare riguardo la carenza di politiche di sostegno alle famiglie e volte a favorire la conciliazione.La partecipazione delle donne al mercato del lavoro- ha sottolineato Anna Rotundo- è infatti ancora oggi costellata da difficoltà notevoli che ostacolano la realizzazione nell’ambito lavorativo di quel “genio femminile” di cui tanto ci parla il Santo Padre: difficoltà nell’accesso, nella permanenza e nel rientro nel mercato del lavoro dalla maternità, che, per quanto evento di massima gioia per ogni donna, continua a rappresentare un fattore fortemente discriminante e l’origine principale dello scivolamento verso l’inattività. La nascita di un figlio si configura, ancora per numerose donne, come la principale causa di abbandono temporaneo o definitivo del mercato del lavoro: molte donne, costrette a questa scelta, sacrificano le prospettive di carriera ed il livello retributivo proprio oltre a quello familiare. L’Osservatorio ha quindi ampiamente discusso della questione, individuando alcune soluzioni: una di queste può essere quella del part-time, anche se troppo spesso la qualità e la remunerazione di questa forma lavorativa è penalizzante rispetto al lavoro a tempo pieno.
Altre soluzioni: gli incentivi per la nascita dei figli; le ferie di maternità e paternità pagate con diverse dinamiche di rientro al lavoro; i bonus bebè; la flessibilità degli orari di lavoro; la crescita dei figli in asili nido, anche aziendali, peraltro quasi totalmente assenti a Catanzaro ; gli incentivi alle amministrazioni pubbliche e alle imprese private ad accrescere la quota di personale femminile, soprattutto nelle posizioni dirigenziali; la riduzione delle tasse per gli stipendi delle donne; l’interscambiabilità paritaria dei ruoli maschile/femminile nel lavoro di cura di bambini e anziani ; la presenza di servizi sociali assicurati dallo stato; i sussidi economici (borse di studio per i figli, microcrediti, gestione del risparmio, piani d’investimento).
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come i dati statistici continuino a confermare che i paesi in cui le donne sono ben presenti in politica, sono gli stessi in cui le donne lavorano di più, hanno anche più figli, e sono i paesi economicamente e socialmente più avanzati.
Puntare sulle donne, quindi, conviene - ha sintetizzato Rotundo- e puntare sul lavoro delle donne conviene ancora di più.
Nel proseguio dell’incontro, Cesare Mulè ha richiamato all’attenzione la celebrazione ormai prossima del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, soffermandosi sull’apporto delle donne allo snodarsi degli eventi e dei moti che contrassegnarono l’ultima fase significativa del Risorgimento. Nello specifico, Mulè ha ricordato quanto avvenne a Catanzaro nel 1860, allorchè le donne si prodigarono nel sostenere la Spedizione garibaldina non soltanto incoraggiando e confortando i loro sposi e figli a lottare con le armi, ma anche provvedendo alla raccolta di risorse finanziarie per sostenere i patrioti. –Ho sotto gli occhi- ha sottolineato Mulè- l’elenco delle dame e delle popolane che con uguale sentire versarono contributi in denaro con una colletta alla quale parteciparono 13 donne che nel mese di agosto, sino agli inizi di settembre, diedero complessivamente 483 ducati. Dobbiamo ricordare i loro nomi per onorarle dimostrando gratitudine: Maria Antonia Poerio, Saveria Albano, Rosina Cacia, Rosina Foresta, Maddalena Venturi Ferrari, vedova Giuseppe Raffaelli, Agata Susanna, Giulia Sanseverino, Giulia Le Piane, Sorelle Scoglio, Marianna De Paola, Maria Veraldi, Felicia Fazzari. Le oblazioni variarono da 50 a 2 ducati. Sappiamo anche – ha concluso Mulè- dell’apporto etico e culturale dato da Giovanna De Nobili, che nel suo salotto riuniva patrioti ed intellettuali per fomentare la lotta antiborbonica.
Anna Rotundo
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