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di Vincenzo Pitaro
Fino a poco tempo addietro, nella città di Toronto, insegnava italiano ai ragazzi delle scuole medie. «Non mi sentivo tanto realizzato», dice. «Ero solo un semplice “tiger”, un professore costretto a ripetere di volta in volta gli stessi programmi scolastici e quindi a lottare sistematicamente con la monotonia. I giorni, i mesi, gli anni, mi apparivano sempre uguali. Ora, finalmente, posso dire di sentirmi realizzato. Chiuso ogni rapporto con la scuola, sto cominciando a tirare fuori tutto quello che avevo dentro di me, riuscendo ad esprimere le mie vere potenzialità attraverso la musica che mi accompagna fin da piccolissimo assieme al canto. Il contatto col pubblico, peraltro, mi dà calore, mi rende davvero felice».
A parlare così, con l'entusiasmo alle stelle, è Fortunato Grattà, 57 anni ben portati (nato Gagliato, in provincia di Catanzaro) e oggi italo-canadese a tutti gli effetti o, come egli stesso ama definirsi: «Calabrese in Canada». Si trova a Toronto dal lontano 1971, anno in cui lasciò il suo paese per andare a vivere con la famiglia. A Gagliato non c'è persona della sua età che non lo ricorda quando, ancora giovanissimo e con la chitarra in mano, era solito intonare con gli amici brani dei suoi cantanti preferiti.  Oggi, nella metropoli d'oltreoceano, è un vero e proprio showman e se qualcuno dei suoi alunni, riconoscendolo, si azzarda per caso a chiamarlo «professore», lui quasi quasi si arrabbia. «Acqua passata», esclama sorridendo, «La mia vera vita è questa! La vita è adesso!».
È davvero un divo per i nostri connazionali, che non perdono occasione di seguirlo nei suoi spettacoli (ben 150 serate da gennaio ad oggi) che tiene con la sua band - composta da un fisarmonicista italiano, Maurizio Carnovale, e da musicisti cileni - nei centri più rinomati della città: da Villa Colombo al Quenn's Park. Lo conoscono tutti col suo nome d'arte: «L'Italiano», preso in prestito da una nota canzone di Toto Cutugno, col quale ha spesso duettato. Il genere che però predilige è quello popolare italiano, oltre ai successi anni '60, impreziositi musicalmente da lui stesso, e ai ritmi latini. Nel suo repertorio non manca ovviamente la «Calabrisella» in stile disco-dance, molto piacevole da ballare e richiestissima durante i suoi concerti. Per di più, Fortunato Grattà ora è anche conduttore e deejay, ruoli che ultimamente lo hanno rilanciato nel pubblico televisivo canadese, facendo scoprire - oltre alla sua grande voce - pure la vena ironica e il suo acume. Quest'«Italiano», insomma, che sulle plance appare fotografato accanto alla vecchia Fiat 500, attualmente è una delle sorprese più brillanti dello spettacolo canadese. In questo periodo, fra l'altro, sta lavorando in studio per la registrazione di un cd che dovrebbe uscire prossimamente anche in Italia.

Vincenzo Pitaro
www.vincenzopitaro.it

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