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saluti
- Salvatore PERUGINI, Sindaco di Cosenza
- Maria Rosa VUONO, Assessore Attività Economiche e Produttive - Comune di Cosenza
- Renzo CALIGIURI, Presidente “ TORRE di MEZZO ”
- Carmela PECORA, Presidente Ordine Agronomi e Forestali - Cosenza
- Pietro TARASI, Presidente Provinciale Coldiretti - Cosenza
presentazione del film:
La vita le opere e le storie di Filomena Longo
(così passavamo il tempo)
di Tonino Principe
seguirà:
“ Passaggi di Memorie tra Suoni ed Atmosfere ”
di Cinzia Minotti e Giuseppe Ponzo
interventi
- Fulvia CALIGIURI, Amministratrice “ TORRE di MEZZO ”
- Fabiola CENISIO, Spec. Scienza e Tecnica delle Piante Medicinali
- Ermanno CRIBARI, Accademia Alimentare Italiana
- Gemma-Anaïs PRINCIPE, Storico dell’Arte
- Nello COSTABILE, Regista Teatrale
modera Francesco CANGEMI, Giornalista Calabria Ora
Consegna targa ricordo alla signora Giuseppina Bosco
Promosso da
Comune di Cosenza - Assessorato Attività Economiche e Produttive
Il film racconta la vita di Filomena Longo, nata a Fiumefreddo Bruzio nel 1909 e trasferita a Mendicino nel 1912, insieme alla famiglia. Racconta la sua infanzia e quella delle sorelle, tra le quali mia madre. E’, anche, la storia di una parte della mia infanzia, quando, appena liberi da impegni scolastici, lasciavamo Cosenza e con la famiglia trascorrevamo a Merenzate di Mendicino, in casa dei nonni materni, le festività di Natale, di Pasqua e le vacanze estive. Nel film la narrazione si svolge intorno all’intervista realizzata negli anni 1993-94. E’ narrata la vita di una donna, come tantissime altre, vissute nell’anonimato. Il racconto è segnato dal ricordo degli avvenimenti più significativi che attraversano la sua vita. Il brutto ricordo delle due guerre mondiali e, giorno dopo giorno, per tutta la durata dell’anno agrario, il saggio e paziente lavoro nei campi, contrappuntato dalla descrizione degli usi e dei costumi che accompagnavano le attività del mondo contadino. L’attività agraria non si interrompe, soltanto brevi pause in occasione della partecipazione alle manifestazioni della tradizione religiosa. Dotata di una forte determinazione, Filomena Longo vive la vita familiare con semplici regole che le indicano un preciso scopo: la produttività e l’economia nel bilancio familiare e nella testa un pensiero essenziale: la sana alimentazione del corpo e dello spirito.
Dice Filomena Longo:
“se si perde l'uso delle provviste si perde l'uso delle mani... si lavora col cervello, con le mani, con la mente, ci ricordiamo delle cose che facevano le nonne, le mamme... noi impariamo ai nostri figli, ai nipoti”
e aggiunge:
“questo film è importantissimo perchè mi ha fatto ricordare tutte le cose da bambina, da grande... di mia madre... mio padre... io ti ho raccontato poco della mia vita ma se potessi raccontare, ogni giorno, un giorno della vita passata... camperei altri 85 anni”.
Filomena Longo muore nel 1999.
Il film si può annoverare tra i primi esempi di quel cinema che tempo fa, molto tempo fa, ho voluto definire “cinema del rispetto”.
Tonino Principe 13 Marzo 2010
|
09 Marzo 2010
Posted in
Eventi e Manifestazioni
sabato 13 marzo 2010, ore 17
Cinema Teatro “Italia” – Cosenza
Cinema Teatro “Italia” – Cosenza
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- Maria Rosa VUONO, Assessore Attività Economiche e Produttive - Comune di Cosenza
- Renzo CALIGIURI, Presidente “ TORRE di MEZZO ”
- Carmela PECORA, Presidente Ordine Agronomi e Forestali - Cosenza
- Pietro TARASI, Presidente Provinciale Coldiretti - Cosenza
presentazione del film:
La vita le opere e le storie di Filomena Longo
(così passavamo il tempo)
di Tonino Principe
seguirà:
“ Passaggi di Memorie tra Suoni ed Atmosfere ”
di Cinzia Minotti e Giuseppe Ponzo
interventi
- Fulvia CALIGIURI, Amministratrice “ TORRE di MEZZO ”
- Fabiola CENISIO, Spec. Scienza e Tecnica delle Piante Medicinali
- Ermanno CRIBARI, Accademia Alimentare Italiana
- Gemma-Anaïs PRINCIPE, Storico dell’Arte
- Nello COSTABILE, Regista Teatrale
modera Francesco CANGEMI, Giornalista Calabria Ora
Consegna targa ricordo alla signora Giuseppina Bosco
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Il film racconta la vita di Filomena Longo, nata a Fiumefreddo Bruzio nel 1909 e trasferita a Mendicino nel 1912, insieme alla famiglia. Racconta la sua infanzia e quella delle sorelle, tra le quali mia madre. E’, anche, la storia di una parte della mia infanzia, quando, appena liberi da impegni scolastici, lasciavamo Cosenza e con la famiglia trascorrevamo a Merenzate di Mendicino, in casa dei nonni materni, le festività di Natale, di Pasqua e le vacanze estive. Nel film la narrazione si svolge intorno all’intervista realizzata negli anni 1993-94. E’ narrata la vita di una donna, come tantissime altre, vissute nell’anonimato. Il racconto è segnato dal ricordo degli avvenimenti più significativi che attraversano la sua vita. Il brutto ricordo delle due guerre mondiali e, giorno dopo giorno, per tutta la durata dell’anno agrario, il saggio e paziente lavoro nei campi, contrappuntato dalla descrizione degli usi e dei costumi che accompagnavano le attività del mondo contadino. L’attività agraria non si interrompe, soltanto brevi pause in occasione della partecipazione alle manifestazioni della tradizione religiosa. Dotata di una forte determinazione, Filomena Longo vive la vita familiare con semplici regole che le indicano un preciso scopo: la produttività e l’economia nel bilancio familiare e nella testa un pensiero essenziale: la sana alimentazione del corpo e dello spirito.
Dice Filomena Longo:
“se si perde l'uso delle provviste si perde l'uso delle mani... si lavora col cervello, con le mani, con la mente, ci ricordiamo delle cose che facevano le nonne, le mamme... noi impariamo ai nostri figli, ai nipoti”
e aggiunge:
“questo film è importantissimo perchè mi ha fatto ricordare tutte le cose da bambina, da grande... di mia madre... mio padre... io ti ho raccontato poco della mia vita ma se potessi raccontare, ogni giorno, un giorno della vita passata... camperei altri 85 anni”.
Filomena Longo muore nel 1999.
Il film si può annoverare tra i primi esempi di quel cinema che tempo fa, molto tempo fa, ho voluto definire “cinema del rispetto”.
Tonino Principe 13 Marzo 2010
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Commenti
Ho 39 anni, ma condivido a pieno il pensiero della mia omonima.
Mi piacebbe incontrare i figli di questa semplice e intelligente signora.
Con affetto
FILOMENA LONGO