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A cura di: Dott.ssa Assunta Verrone
Membro del Comites di Hannover - Referente della commissione cultura
"Non soltanto in quanto città di Leibniz, Hannover sta acquistando anno per anno un posto rilevante nel paesaggio filosofico tedesco: una facoltà di filosofia, l'Archivio di Leibniz, un'università popolare dedicata al martire filosofo Theodor Lessing, due istituti privati di Filosofia (Reflex e Fiph), giornalisti filosofi sull'esempio del caro Volpi, consulenze filosofiche, le giornate di Hannah Arendt, scolari e studenti interessatissimi che rimpiangono il ruolo marginale assegnato alla filosofia nel sistema scolastico tedesco e soprattutto grazie al suo "Festival der Philosophie". Esso incomincia a coinvolgere tutti i cittadini e visitatori, di tutte le età e di tutti i settori lavorativi. Ognuno vi può trovare qualcosa che va bene per lui. E' cosa già risaputa: senza filosofia non funziona proprio nulla nella cultura e nell'arte, la filosofia è il motore laico con cui scrivere canovacci di film, romanzi, concepire mostre, addirittura vendere prodotti.
Pensare è gratuito e libera la fantasia: permette incontri e amicizie nuove, discussioni accese, fa crescere idee e progetti. Chi l'ha detto che la filosofia non cambia la realtà? Certamente uno che non ha capito nulla della storia. Noi testimoni oculari di due rivoluzioni esangui: la liberalizzazione del mercato russo e cinese abbiamo ben visto che politici intelligenti possono rivoluzionare la storia senza violenza. La violenza non è la sola levatrice di una società gravida di una società nuova, la filosofia è la levatrice "per eccellenza" come Socrate ci ha dimostrato, il figlio della levatrice.

E noi italiani lo raccomandiamo spesso: quando non possiamo dire altro diciamo "...e prendila con Filosofia!". E funziona! La filosofia è il lubrificante che ci permette di superare gli attriti della vita quotidiana, di accettare il capo ufficio burbero e "le lune" dei colleghi, la pubertà dei nostri ragazzi, e la mediocrità dei nostri politici: tanto prima o poi la ragione vincerà.

"Ecosostenibilità e città migliore in est e ovest" sono i temi del "Festival der Philosophie" che si terrà ad Hannover dall'8 all'11 aprile di quest'anno. Ecosostenibilità era anche il tema dell'Expo 2000 a Hannover e "città migliore" sarà il tema dell'expo 2010 a Shanghai. Salvare il pianeta azzurro nell'epoca post-fossile è un compito che ci fa crescere umanamente; confini, frontiere devono poter essere superati con i sentimenti giusti. Il rapporto "uomo, natura, tecnica", dieci anni dall’ Expo Hannover viene affrontato in modo inverso: dalla critica della dittatura tecnica si passa all'augurio di una tecnica "debole", al concetto di natura e a quello che rimane oggi dell'uomo.

L'italianità del Festival di Hannover culmina in alcuni eventi tutti particolari: venerdì 9 aprile ore 17 il piccolo "concilio delle donne" nella chiesa dell'architetto italiano Sartorio: St. Johannis-Kirche. Cinque relatrici di spicco, studiose del ruolo dell'"amore" nella storia del pensiero e della musica illustreranno la potenzialità di questo sentimento secondo il motto con cui Dante chiude la divina Commedia: "l'Amore muove il sole e le altre stelle". Nelle righe vuote tra millenni di storia scritta al maschile viene alla luce lo sforzo e l'energia del legame più stretto tra esseri umani. Chi viene per ascoltare delle vicende d'amore di Leibniz e Spinoza (Dr. Antonella Balestra) o Beethoven (Prof. Erika Schuchardt) ne rimane in primo momento forse deluso, ma troverà qualcosa d'altro di ancora più durevole e edificante. Agli amori negati di Leibniz, Spinoza, Beethoven segue quello profano della cortigiana Tullia d'Aragona (Monika Antes) che comunque aspira a una forma più alta. La Dottssa Sabine Meine presenterà il legame Amore e Musica e la dott.ssa Chiara Piazzesi la trasformazione delle forme d'amore d'oggi. Amore è comunicazione, mediazione non è soltanto al femminile, per cui questo Piccolo Concilio vuole coinvolgere anche gli uomini e anche chi non ama abbastanza per convincerlo che non c'è altra energia che possa conservare la vita su questo pianeta.

Anche le mostre d'arte sono improntate al concetto italiano del coinvolgimento all'impegno sociale. Mostrare per muovere qualcosa, un'arte non ripiegata su se stessa, che nasce dalla contemplazione delle proprie crisi, non un'arte che libera l'artista e intristisce lo spettatore ma un'arte che indica una strada al cambiamento personale e sociale. Così nella Marktkirche, la chiesa più grande della città, possiamo dare un volto agli "Angeli delle Città" di cui si parla all'inizio dell'Apocalisse. La mostra viene inaugurata il 7 aprile alle ore 19 e dura fino al 23 aprile. E’ aperta dalle ore alle 18.Angeli mezzi caduti, fragili, depressi, distratti sono quelli che dovrebbero custodire le nostre città, e soprattutto i più deboli delle nostre città. Dov'era l'angelo di New York l'11 Settembre? Dov'è l'Angelo della Porta d'Europa a Lampedusa? Quadri enigmatici come quello dell'Angelo della colonna nel quadro di Bruno Bruni che si diletta a pensare (bene o male non si sa) mentre in primo piano un nudo femminile aspetta paziente e forse anche invano, non si sa, qualcuno che forse non arriverà. Nell'ozio di un pomeriggio mediterraneo si consuma un dramma privato, che nega il sociale ed è al tempo stesso sociale: perché una città oggi è somma di inidividui che pensano individualmente.



Nel ristorante "Gallo nero" il Comites Hannover ha organizzato una piccola mostra di pittori internazionali su „Le città invisibili“ del meraviglioso romanzo di Italo Calvino. Ogni città ha la sua identità e funziona secondo una logica particolare, è da ammirare e in qualche modo anche da superare. Soltanto viaggiando usciamo dagli schemi, dalle leggi intrinseche alle sue strutture. Soltanto viaggiando impariamo come un nuovo Marco Polo ad apprezzare il buono di una città e a relativizzarne il male, riusciamo a giudicare e a salvare nella memoria.

Espongono: Shura Born-Kraeff, Svetlana Bertram-Belash, Margret Costantini, Emilio Dettori, Francesco Lamazza, Tengezar Marini, Giuseppe Scigliano, Robert Titze.

La Vernissage è l’11 aprile alle 17 e la mostra dura fino al 14 maggio.



Anche il programma musicale è vario e internazionale. Xiao Xiao Zhu famoso giovane pianista, figlio di un compositore, ci conduce dall’occidente all’oriente. La voce del soprano Nan Li nel „piccolo Concilio delle donne“ ci rapisce verso la Cina e mostra come suona lì l’amore. Non era semplice per Hannah Arendt essere donna e Musa, ebrea e tedesca, allieva e amante del più grande (solo in Germania?) Pensatore dell’ultimo secolo. Per il carteggio di quest’amore così difficle Ines Lütge ha messo in note proprio per il festival delle brevi composizioni che saranno interpretate per la prima volta da Viola da Gamba (Roland Baumgarten) e Fisarmonica (Tatjana Bulava) sabato 10 Aprile alle ore 22 nel Künstlerhaus.



E il tema Uomo, natura, tecnica e durevolezza nella musica non possono non farci pensare al grande genio di Bethoven e alla difficilissima Hammerklaviersonate. Essa verrà suonata a conclusione del festival l’11 aprile alle 17 in Künstlerhaus da Constantin Barzantny.

Non ci rimane che dirVi: Vi aspettiamo nella piccola città verde sulle rive del Leine!

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