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“Un vaso rotto, un verme di terra, una pietra scartata”: così si definiva Natuzza Evolo, la mistica di Paravati che oggi però è davvero diventata, da pietra scartata, “testata d’angolo, una meraviglia ai nostri occhi”, secondo le profetiche parole bibliche. A darne testimonianza, una gremita platea all’Auditorium “Casalinuovo” di Catanzaro che ha ospitato l'incontro dedicato alla presentazione del libro scritto da Luciano Regolo dal titolo ''Natuzza Evolo. Il miracolo di una vita', edito da Mondadori. La presidente della Fidapa di Catanzaro, Marisa Fagà, organizzatrice dell’evento, ha sottolineato come l’iniziativa sia nata non solo dal forte legame spirituale con “Mamma Natuzza”, ma dalla necessità più che mai prioritaria, nella nostra società “liquida” e intrisa di relativismo etico, di trovare una salda cultura di valori.
E in questa prospettiva, mons. Antonio Ciliberti ha espresso il suo plauso all’iniziativa che permette di riflettere su come la finalità della nostra vita sia la santificazione: somigliare sempre di più a Cristo, “cristificarsi”, come ha fatto anche Natuzza, fino a quando possiamo dire con S. Paolo :<< Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. La presidente della provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, ha evidenziato come l’Amministrazione Provinciale abbia già aderito alla “Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati “ (VV), e come intenda promuoverne l’attività. Un’ attività che, ha continuato la Ferro, ha rivolto una particolare attenzione ai giovani, in un mondo dove proprio il disagio giovanile è fortissimo, tanto che un capitolo del libro si intitola proprio “Lasciate che i giovani vengano a me” . Il volume si compone di 450 pagine tra cui testimonianze fotografiche, racconti di incontri speciali e approcci scientifici al fenomeno mistico, guarigioni del corpo e dell'anima. L'opera è già alla quinta edizione. Apprezzamento per il convegno promosso dalla Fagà è stato espresso da Maria Rao del Comitato nazionale Fidapa, mentre Betty Calabretta, moderatrice dell’incontro, ha presentato Natuzza Evolo come icona di riscatto e speranza del popolo calabrese al numeroso e qualificato pubblico, a dimostrazione che ovunque si parli di Natuzza Evolo, centinaia di persone si riuniscono per rivisitare con rievocazioni e ricordi diversi ed appassionanti un personaggio a dir poco straordinario. Un emozionato Paolo Abramo, presidente della Camera di Commercio, ha presentato una diretta testimonianza dei suoi incontri con la mistica, che sempre lo ha accompagnato con le sue preghiere e la sua efficace intercessione. Così anche Tommasina Lucchetti, assessore al comune di Catanzaro, ha portato la propria toccante testimonianza di come la mistica di Paravati sia riuscita a dare un senso anche al dolore.
Luciano Regolo, autore della poderosa biografia, ha raccontato il suo primo incontro con la Evolo, che gli profetizzò la sua attività di scrittore, ed ha sottolineato come episodi e circostanze della propria vita erano perfettamente conosciuti da ''Mamma Natuzza”; poi si è soffermato sul suo libro e sul senso che un racconto del genere vuole avere, cioè quello di far conoscere il valore di questa donna, di comunicare il suo potentissimo messaggio, ma al tempo stesso di essere un valido sostegno per tutte le attività della Fondazione, a cui l’autore ha devoluto i suoi diritti. Il presidente della Fondazione, Don Pasquale Barone, dopo un suo ricordo personale , ha voluto sottolineare come al centro del mondo interiore di Natuzza non ci sia stato solo Dio, ma Dio e l’uomo: e che, per grazia di Dio, questa mistica non è venuta dal mondo del convento, ma dal mondo della famiglia, il mondo, oggi, dei problemi. Cosicchè questa grande “aristocratica dello spirito”, ma anche mamma di famiglia, ha potuto realmente essere vicina a Dio e all’uomo insieme. Don Pasquale ha poi illustrato ai partecipanti quelle che sono le attività della Fondazione ed i progetti in corso come la costruzione della Chiesa, che una volta terminata potrà accogliere oltre tremila fedeli, ed il centro per l'accoglienza dei malati terminali. La sensazione di molti partecipanti all'evento è stata quella di un senso di pace e di gioia sotto lo sguardo calmo e soave di Natuzza Evolo, una donna il cui mistero di da più di ottanta anni avvolge le colline di Paravati,nel cuore di una Calabria dolente che vive, comunque, anche grazie a questa donna, nel segno della speranza e della fede: lo testimoniano le centinaia di migliaia di persone che hanno raggiunto Paravati per ricevere da lei quello sguardo di bontà e di consolazione che i suoi occhi non hanno mai negato a nessuno.
ANNA ROTUNDO
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23 Luglio 2010
Posted in
La Cultura Calabrese
“Un vaso rotto, un verme di terra, una pietra scartata”: così si definiva Natuzza Evolo, la mistica di Paravati che oggi però è davvero diventata, da pietra scartata, “testata d’angolo, una meraviglia ai nostri occhi”, secondo le profetiche parole bibliche. A darne testimonianza, una gremita platea all’Auditorium “Casalinuovo” di Catanzaro che ha ospitato l'incontro dedicato alla presentazione del libro scritto da Luciano Regolo dal titolo ''Natuzza Evolo. Il miracolo di una vita', edito da Mondadori. La presidente della Fidapa di Catanzaro, Marisa Fagà, organizzatrice dell’evento, ha sottolineato come l’iniziativa sia nata non solo dal forte legame spirituale con “Mamma Natuzza”, ma dalla necessità più che mai prioritaria, nella nostra società “liquida” e intrisa di relativismo etico, di trovare una salda cultura di valori.
E in questa prospettiva, mons. Antonio Ciliberti ha espresso il suo plauso all’iniziativa che permette di riflettere su come la finalità della nostra vita sia la santificazione: somigliare sempre di più a Cristo, “cristificarsi”, come ha fatto anche Natuzza, fino a quando possiamo dire con S. Paolo :<< Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. La presidente della provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, ha evidenziato come l’Amministrazione Provinciale abbia già aderito alla “Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati “ (VV), e come intenda promuoverne l’attività. Un’ attività che, ha continuato la Ferro, ha rivolto una particolare attenzione ai giovani, in un mondo dove proprio il disagio giovanile è fortissimo, tanto che un capitolo del libro si intitola proprio “Lasciate che i giovani vengano a me” . Il volume si compone di 450 pagine tra cui testimonianze fotografiche, racconti di incontri speciali e approcci scientifici al fenomeno mistico, guarigioni del corpo e dell'anima. L'opera è già alla quinta edizione. Apprezzamento per il convegno promosso dalla Fagà è stato espresso da Maria Rao del Comitato nazionale Fidapa, mentre Betty Calabretta, moderatrice dell’incontro, ha presentato Natuzza Evolo come icona di riscatto e speranza del popolo calabrese al numeroso e qualificato pubblico, a dimostrazione che ovunque si parli di Natuzza Evolo, centinaia di persone si riuniscono per rivisitare con rievocazioni e ricordi diversi ed appassionanti un personaggio a dir poco straordinario. Un emozionato Paolo Abramo, presidente della Camera di Commercio, ha presentato una diretta testimonianza dei suoi incontri con la mistica, che sempre lo ha accompagnato con le sue preghiere e la sua efficace intercessione. Così anche Tommasina Lucchetti, assessore al comune di Catanzaro, ha portato la propria toccante testimonianza di come la mistica di Paravati sia riuscita a dare un senso anche al dolore. Luciano Regolo, autore della poderosa biografia, ha raccontato il suo primo incontro con la Evolo, che gli profetizzò la sua attività di scrittore, ed ha sottolineato come episodi e circostanze della propria vita erano perfettamente conosciuti da ''Mamma Natuzza”; poi si è soffermato sul suo libro e sul senso che un racconto del genere vuole avere, cioè quello di far conoscere il valore di questa donna, di comunicare il suo potentissimo messaggio, ma al tempo stesso di essere un valido sostegno per tutte le attività della Fondazione, a cui l’autore ha devoluto i suoi diritti. Il presidente della Fondazione, Don Pasquale Barone, dopo un suo ricordo personale , ha voluto sottolineare come al centro del mondo interiore di Natuzza non ci sia stato solo Dio, ma Dio e l’uomo: e che, per grazia di Dio, questa mistica non è venuta dal mondo del convento, ma dal mondo della famiglia, il mondo, oggi, dei problemi. Cosicchè questa grande “aristocratica dello spirito”, ma anche mamma di famiglia, ha potuto realmente essere vicina a Dio e all’uomo insieme. Don Pasquale ha poi illustrato ai partecipanti quelle che sono le attività della Fondazione ed i progetti in corso come la costruzione della Chiesa, che una volta terminata potrà accogliere oltre tremila fedeli, ed il centro per l'accoglienza dei malati terminali. La sensazione di molti partecipanti all'evento è stata quella di un senso di pace e di gioia sotto lo sguardo calmo e soave di Natuzza Evolo, una donna il cui mistero di da più di ottanta anni avvolge le colline di Paravati,nel cuore di una Calabria dolente che vive, comunque, anche grazie a questa donna, nel segno della speranza e della fede: lo testimoniano le centinaia di migliaia di persone che hanno raggiunto Paravati per ricevere da lei quello sguardo di bontà e di consolazione che i suoi occhi non hanno mai negato a nessuno.
ANNA ROTUNDO
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Abbito all'estero, posso effetuare l'acquisto via web ?
Grazie della vostra risposta.
Grazie.