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Il Sindaco Brizzi: «L’azione dell’Asl di Locri è illegittima, ricorriamo  al Consiglio di Stato affinché si dia esecuzione alla sentenza del Tar»

Continua la battaglia del sindaco di S. Ilario dello Ionio Pasquale Brizzi contro i tagli alle postazioni del servizio sanitario continuativo che ha riguardato pure il piccolo centro della ionica. Il primo cittadino ha inoltrato, tramite i legali, regolare ricorso al Consiglio di Stato contro l’impugnativa dell’Asl 9 di Locri con cui l’azienda sanitaria si opponeva alla sentenza 329/2010 del Tar di Reggio Calabria che dava ragione ai comuni ricorrenti e, di fatto, annullando gli atti dell’Asl, ordinava la riapertura delle sette postazioni chiuse.  Dopo le dure prese di posizione in seno all’assemblea dei sindaci della Locride e il ricorso al Tar di Reggio Calabria, Brizzi – insieme ai colleghi di Antonimina, S. Giovanni di Gerace, Careri e Stignano – si appella al supremo organo della giustizia amministrativa affinché si pronunci sull’impugnativa del direttore generale dell’Asl di Locri che – come riportato nell’esposto diretto al Consiglio di Stato – aveva deliberato di procedere all’impugnativa della sentenza 329/2010 asserendo che la riapertura delle postazioni chiuse avrebbe costituito un pesante aggravio finanziario.
<<La sentenza del Tar di Reggio Calabria è chiarissima ed accoglie pienamente le nostre ragioni, mentre appare illegittimo il ricorso del direttore dell’Asl di Locri – dichiara il sindaco Brizzi - Analoga sentenza contro i tagli al servizio di continuità assistenziale si era avuta, da parte del Tar del Lazio, su istanza di alcuni medici di Reggio Calabria e, in tale occasione, non si era registrata alcuna impugnativa da parte dell’Asl del capoluogo di provincia. Non possiamo perciò non rilevare, tra le altre cose, come la medesima Asl (visto che Locri da marzo è ormai accorpata a Reggio Calabria) abbia usato per identiche situazioni due linee di condotta del tutto differenti, scegliendo di intervenire in un caso e non nell’altro. Chiediamo perciò l’integrale conferma della sentenza del Tar, vista anche l’assoluta carenza di potere in capo al direttore dell’Asl 9, nel momento in cui ha impugnato la stessa, essendo l’azienda di Locri in regime di commissariamento e non avendo egli stesso altre facoltà se non quelle di amministrazione ordinaria per condurre all’accorpamento>>.
L’impugnativa dell’Asl 9 risulta, inoltre, gravemente carente anche sotto il profilo formale, in quanto nella stessa non è stato chiesto – come invece dovrebbe essere – che si fissi un’udienza per la discussione della sospensiva dell’atto impugnato. Rimane così esecutiva la sentenza di primo grado del Tar e i legali hanno presentato contro la stessa azienda sanitaria un atto stragiudiziale di diffida ad adempiere, per cui decorsi trenta giorni l’ente pubblico sarà costretto, con una nuova pronuncia del Tar, ad eseguire quanto ordinato.
Brizzi ha avversato sin dall’inizio il piano di ristrutturazione dell’Asl, ritenendolo lesivo del diritto alla salute costituzionalmente garantito e gravemente pregiudicante la già precaria situazione dei lavoratori della Calabria e della Locride in particolare. Si attende per settembre una risoluzione definitiva dell’annosa questione.

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