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Un Dvd e un libro per raccontare una storia da non dimenticare: la Rivolta di Reggio. E' ancora una volta il giornalista Domenico Calabrò l'autore dell'iniziativa editoriale dal titolo: "Reggio: dalla rivolta alla riconciliazione". Ma stavolta Calabrò non si è limitato a recuperare le più belle foto della Rivolta (nel libro di 140 pagine ne pubblica cento!), ma è andato oltre ed ha raccolto la prefazione di Marcello Veneziani e dello storico Pasquale Amato che ha tracciato un preciso saggio introduttivo. L'opera è corredata da due dipinti del "pittore del caffè Greco", Stellario Baccellieri che illustra con la sua arte la repressione ad opera dei carri armati inviati per sedare la ribellione per il capoluogo e da una testimonianza della vedova del leader della Rivolta di Reggio, Ciccio Franco. Desta molta attenzione anche l'intervista a un "celerino-pentito" che a quaranta anni dai fatti di Reggio racconta e ammette: "la violenza della polizia contro i reggini non era giustificata".
Nella rivisitazione che il giornalista della "Gazzetta del Sud" ha voluto fare, non poteva mancare l'analisi critica chiesta alla stampa. E così il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Jacopino, chiede - a nome della categoria - scusa alla città per quella disinformazione organizzata con cui i cronisti dell'epoca hanno svolto il loro compito per minimizzare e farala apparire come rivolta fascista, una autentica ribellione di popolo. Nei 55 minuti di filmati d'epoca sono contemplate anche le interviste, datate, al capo dei "Boia chi molla", Ciccio Franco, all'industriale del caffè Demetrio Mauro e all'armatore Amedeo Matacena, accusati di avere finanziato la rivolta.
Ma ciò che è da considerarsi un autentico scoop giornalistico è la lunga intervista che Calabrò ha realizzato con il presidente del Consiglio che di fatto nel 1970, decretò Catanzaro capoluogo: Emilio Colombo.
Alla domanda dell'intervistatore: Presidente, lei si pente di ciò che ha fatto contro Reggio? La risposta è stata: "No! Non ho fatto nulla contro Reggio, ma per Reggio, la città di mio padre e dove ho vissuto anch'io, dopo il terremoto del 1908, nelle baracche di Reggio Campi". L'intervista è caratterizzata da battibecchi tra Calabrò e Colombo. Calabrò alla fine dirà: le risposte del presidente Colombo, hanno contribuito ulteriormente a farmi convincere che quella Rivolta di popolo fu sacrosanta e chi l'ha fatta deve esserne fiero. Importanti università italiane hanno chiesto al giornalista Calabrò di presentare e illustrare il suoi lavoro che l'altra sera è stato presentato a Taormina "perchè la Rivolta di Reggio è patrimonio di tutto il Meridione" - ha detto il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo - "e il libro-dvd ripristina la storia mistificata sulla più grande ribellione di popolo". Il Corriere canadese ha pubblicato un'intera pagina con intervista a Calabrò; e la prossima settimana si interessa anche una popolare trasmissione Rai. Richieste anche da molte associazioni di calabresi nel mondo che vorrebbero organizzare un incontro per rievocare quelle giornate di storia da non dimenticare.
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20 Agosto 2010
Posted in
La Cultura Calabrese
Nella rivisitazione che il giornalista della "Gazzetta del Sud" ha voluto fare, non poteva mancare l'analisi critica chiesta alla stampa. E così il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Jacopino, chiede - a nome della categoria - scusa alla città per quella disinformazione organizzata con cui i cronisti dell'epoca hanno svolto il loro compito per minimizzare e farala apparire come rivolta fascista, una autentica ribellione di popolo. Nei 55 minuti di filmati d'epoca sono contemplate anche le interviste, datate, al capo dei "Boia chi molla", Ciccio Franco, all'industriale del caffè Demetrio Mauro e all'armatore Amedeo Matacena, accusati di avere finanziato la rivolta.
Ma ciò che è da considerarsi un autentico scoop giornalistico è la lunga intervista che Calabrò ha realizzato con il presidente del Consiglio che di fatto nel 1970, decretò Catanzaro capoluogo: Emilio Colombo.
Alla domanda dell'intervistatore: Presidente, lei si pente di ciò che ha fatto contro Reggio? La risposta è stata: "No! Non ho fatto nulla contro Reggio, ma per Reggio, la città di mio padre e dove ho vissuto anch'io, dopo il terremoto del 1908, nelle baracche di Reggio Campi". L'intervista è caratterizzata da battibecchi tra Calabrò e Colombo. Calabrò alla fine dirà: le risposte del presidente Colombo, hanno contribuito ulteriormente a farmi convincere che quella Rivolta di popolo fu sacrosanta e chi l'ha fatta deve esserne fiero. Importanti università italiane hanno chiesto al giornalista Calabrò di presentare e illustrare il suoi lavoro che l'altra sera è stato presentato a Taormina "perchè la Rivolta di Reggio è patrimonio di tutto il Meridione" - ha detto il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo - "e il libro-dvd ripristina la storia mistificata sulla più grande ribellione di popolo". Il Corriere canadese ha pubblicato un'intera pagina con intervista a Calabrò; e la prossima settimana si interessa anche una popolare trasmissione Rai. Richieste anche da molte associazioni di calabresi nel mondo che vorrebbero organizzare un incontro per rievocare quelle giornate di storia da non dimenticare.
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