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Libro: I disregolatori endocrini ambientali: una correlazione tra dieta e tumori

di Girolamo Giannotta
PRESENTAZIONE. Verosimilmente, nessun altro argomento scientifico necessità di essere così dettagliatamente descritto e collocato in una precisa dimensione spazio-temporale, come lo è questo. La difficoltà nel portare in porto quest'idea è duplice: da un lato l'argomento è ancora poco conosciuto, ed è imperiosa la necessità di esporlo con la docuta semplicità e chiarezza; e dall'altro, l'imponenza e l'entità dell'impatto sulla salute di tutti gli esseri viventi non consentono altre dilazioni temporali.
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di VINCENZO PITARO
Una spiaggia, una focaccia, una birra e un po’ di luna. L’estate giovane, da Botricello a Soverato, da Davoli a Sant’Andrea Marina fino a Guardavalle, è tutta qui?
«No, c’è dell’altro», dicono alcuni giovani di Squillace Lido, «ma noi siamo contenti così: stiamo insieme, facciamo gruppo e ci divertiamo».
Poco distante, stessi ingredienti. Sono gli adulti a tenere banco, con un tocco di iniziativa «manageriale», un’organizza­zione dettagliata che permette qualche comodità: tavolini e sedie pieghevoli, frigo portatili («per l’anguria che va mangiata freschissima»), termos pieni dell’ottimo vino bianco locale e un immancabile falò.
Poi, piatti di spaghetti al profumo di mare, pesce rosolato sul piccolo barbecue da campeggio e, per concludere, solenni scorpac­ciate di anguria.
Si gioca, si canta e si passa la notte in riva al mare. La «Costa dei Saraceni», o la «Riviera di Nausicaa» (come qualcuno anni addietro amava definirla), dunque, vive la sua calda estate «by night» lungo la spiag­gia. «Quest’anno» - sostengono gli aficionados della cosiddetta movida “on the beach” - «ci siamo organizzati meglio, per far fronte alle ondate di caldo torrido, a quelle tipiche nottate in cui è davvero difficile riuscire a dormire. Sicché abbiamo preparato una “dotazione di emergenza” e quando il gran caldo si fa avanti si dà un colpetto di telefono a parenti ed amici, si carica la macchina e di corsa tutti in spiaggia».
Una specie di «family force», si direbbe, che da queste parti entra in azione come «pronto intervento» per l’emergenza «tropica­le».
Ecco uno dei tanti motivi per il quale i turisti, in particolar modo stranieri, sembrano preferire l’agriturismo.
Qualche struttura sulla strada per Guardavalle, infatti, ospita già olan­desi e austriaci. «Ci piace il contatto diretto con la natura, una cena sotto le stelle», dice Jankees Ouwerkerk, 36 anni, professoressa di Biologia, di Friesland, nell’Olanda del Nord. E aggiunge: «A noi piace anche il vostro patrimonio cultu­rale. Abbiamo girato a lungo qui, per contemplare Soverato antica, la basilica normanna di Roccelletta di Borgia, l’architettonico centro di Badolato. Veniamo ogni anno in Italia ma questa è la prima volta che ci troviamo nella splendida Calabria». Salvatore Giampietro, pensionato milanese di 60 anni, invece, è proprio un «aficionado» del turismo verde. Era già venuto negli anni passati in Calabria ed è tornato, riuscendo a trascinarsi dietro altri amici lombardi. «Gli ho detto, venite giù con me che vi faccio conoscere delle specialità che non avete mai assaggiato», racconta il signor Giam­pietro, «e così gli ho fatto conoscere la cucina e i dolci cala­bresi... Mi piace il senso di libertà e l’atmosfera familiare di questi posti, perciò mi sono fermato volentieri. Sono rimasto sorpreso soprattutto dall’ospitalità, dall’affetto dei calabresi. Certo, se ci fosse qualche attrattiva in più...».
Già, l’attrattiva. Visto che il mare è pulito e che le spiagge pullulano di bagnanti, ci verrebbe voglia di dire: dateci qualche «attrattiva in più» e... solleve­remo il mondo!
Soverato, Copanello di Stalettì con Caminìa e Pietragrande, Montauro, Montepaone Lido, ecc., d’al­tronde, non costituiscono già di per sé delle attrattive naturali? Il loro fascino non basta? Avrebbero potuto costruire maggiori fortune turistiche e non l’hanno fatto?
Beh, queste meraviglie della natura avrebbero senz’altro meritato maggiore fortuna. Su questo concordano tutti: giovani, meno giovani e anziani. Questo lembo di mar Ionio, il mare di Ulisse tanto decantato da Pindaro, si presenta ancora inconta­minato e i suoi colori riescono a sedurre il turista. Ce lo fa capire anche la trentaquattrenne Maya Castelletti, milanese in soggiorno con la famiglia a Pietragrande, leggendoci alcuni versi che, proprio in questi giorni, in riva al mare, il cuore le ha dettato. «Lunghe pennellate di sole / sulle ampie scogliere di Pietragrande / che cingolano il mare / ora azzurro, ora verde, ora turchino...».
Appaiono così, questi leggendari luoghi a Maya ed a molti altri turisti che si fermano sui suoi lidi alla ricerca di una vacanza tranquilla. Sono luoghi che hanno fatto e che conti­nuano a far sognare. Basta davvero poco. E, con un po’ di fanta­sia, si può sognare anche quello che non c’è.

© Vincenzo Pitaro
www.vincenzopitaro.it

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