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Il Comitato per la riattivazione della centrale Enel del Mercure si è riunito oggi presso l’impianto elettrico e prende parte al consiglio comunale congiunto convocato dai Comuni di Rotonda e Viggianello per denunciare l’inaudita situazione che da oltre otto anni blocca l’entrata in funzione della centrale con seri danni a tutta l’economia locale.
L’intera filiera del legno è penalizzata nella sua possibilità di dare lavoro a migliaia di operatori del settore sia nella Regione Calabria che nella Regione Basilicata, nonché nella sopravvivenza di aziende specializzate che hanno da tempo effettuato investimenti che restano improduttivi.
La politica del no a tutto, le azioni di amministratori che non hanno a cuore lo sviluppo del nostro territorio negano a migliaia di lavoratori un loro diritto sacrosanto: pensare economicamente al sostentamento delle loro famiglie e alle esigenze dei loro figli.
Accogliamo con grande favore e plaudiamo all’intervento dei Consiglieri Provinciali PDL Grisolia e Rosa,di Francesco Filomarino, coordinatore regionale Giovane Italia e dirigente PDL Calabria e di Roberto Giordano, Sindaco di Castelluccio Inferiore. Li apprezziamo e ringraziamo perché proprio dai giovani rappresentanti politici nascono spunti e prese di posizione che si pongono come obiettivo lo sviluppo e il benessere di tutti i lavoratori del settore e del territorio che amministrano. Hanno ragione questi amministratori illuminati a dire che la riattivazione della centrale Enel a biomasse della Valle del Mercure rappresenta un’opportunità di sviluppo per tutte le Regioni coinvolte.
La Calabria e la Basilicata, infatti, hanno una produzione spontanea di biomassa molto elevata. Il mercato assorbe oggi meno della metà di questa produzione. Il resto continua ad accumularsi determinando una situazione che di fatto impedisce lo sviluppo della coltivazione e della raccolta. Sviluppare la filiera della biomassa nelle aree delle due regioni permetterebbe di contenere i processi di abbandono delle zone meno competitive ma interessate da ampie superfici forestali. L’aumento delle superfici boschive per la produzione di biomassa favorirebbe anche la protezione dei suoli da fenomeni erosivi. Si aggiunga ancora che la biomassa prodotta e non raccolta determina un potenziale “esplosivo” per le grandi superfici boschive che se non curate sono esposte a pericoli di incendio spontaneo che potrebbero portare alla distruzione di grandi aree verdi.
Occorre precisare, proprio per evitare inutili strumentalizzazioni, che la raccolta della biomassa è effettuata su base di regolamenti e prescrizioni molto precisi la cui gestione è affidata alle autorità forestali e alla stessa Regione. Tutti gli Enti preposti verificano che i prelievi avvengano nel rispetto della normativa vigente.
Negli anni passati, si è sviluppata una fiorente industria locale che comprende numerose imprese raggruppate in consorzi e danno lavoro a migliaia di persone grazie alla produzione della biomassa.
Oggi tutto il settore è colpito da una forte crisi accentuata anche dal fatto che alcune centrali a biomasse presenti sul territorio saranno fermate per manutenzione.
La centrale del Mercure, una volta entrata in funzione, necessiterà di circa 300 mila tonnellate annue di biomasse tutte reperibili il loco alimentando e sostenendo una “filiera corta” che può essere un fiore all’occhiello dell’intera area rispetto al resto d’Italia. Sarà inoltre in grado, non solo di continuare a dare lavoro alle migliaia di lavoratori impegnati nella filiera del legno e procurare numerosi altri posti di lavoro ma favorirà anche una migliore gestione dello spazio rurale con potenziali effetti positivi sul piano paesaggistico e sulla salvaguardia della flora e fauna selvatica per l’utilizzo di pratiche colturali meno intensive.
Nel ribadire con forza tutta la propria determinazione a voler risolvere positivamente la questione, il comitato mantiene alto il livello della mobilitazione perché l’esasperazione alla quale si è giunti non è tollerabile oltre.
p/ il Comitato
Antonio Domenico Derenzo
Il Comitato per la riattivazione della Centrale del Mercure
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02 Settembre 2010
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L’intera filiera del legno è penalizzata nella sua possibilità di dare lavoro a migliaia di operatori del settore sia nella Regione Calabria che nella Regione Basilicata, nonché nella sopravvivenza di aziende specializzate che hanno da tempo effettuato investimenti che restano improduttivi.
La politica del no a tutto, le azioni di amministratori che non hanno a cuore lo sviluppo del nostro territorio negano a migliaia di lavoratori un loro diritto sacrosanto: pensare economicamente al sostentamento delle loro famiglie e alle esigenze dei loro figli.
Accogliamo con grande favore e plaudiamo all’intervento dei Consiglieri Provinciali PDL Grisolia e Rosa,di Francesco Filomarino, coordinatore regionale Giovane Italia e dirigente PDL Calabria e di Roberto Giordano, Sindaco di Castelluccio Inferiore. Li apprezziamo e ringraziamo perché proprio dai giovani rappresentanti politici nascono spunti e prese di posizione che si pongono come obiettivo lo sviluppo e il benessere di tutti i lavoratori del settore e del territorio che amministrano. Hanno ragione questi amministratori illuminati a dire che la riattivazione della centrale Enel a biomasse della Valle del Mercure rappresenta un’opportunità di sviluppo per tutte le Regioni coinvolte.
La Calabria e la Basilicata, infatti, hanno una produzione spontanea di biomassa molto elevata. Il mercato assorbe oggi meno della metà di questa produzione. Il resto continua ad accumularsi determinando una situazione che di fatto impedisce lo sviluppo della coltivazione e della raccolta. Sviluppare la filiera della biomassa nelle aree delle due regioni permetterebbe di contenere i processi di abbandono delle zone meno competitive ma interessate da ampie superfici forestali. L’aumento delle superfici boschive per la produzione di biomassa favorirebbe anche la protezione dei suoli da fenomeni erosivi. Si aggiunga ancora che la biomassa prodotta e non raccolta determina un potenziale “esplosivo” per le grandi superfici boschive che se non curate sono esposte a pericoli di incendio spontaneo che potrebbero portare alla distruzione di grandi aree verdi.
Occorre precisare, proprio per evitare inutili strumentalizzazioni, che la raccolta della biomassa è effettuata su base di regolamenti e prescrizioni molto precisi la cui gestione è affidata alle autorità forestali e alla stessa Regione. Tutti gli Enti preposti verificano che i prelievi avvengano nel rispetto della normativa vigente.
Negli anni passati, si è sviluppata una fiorente industria locale che comprende numerose imprese raggruppate in consorzi e danno lavoro a migliaia di persone grazie alla produzione della biomassa.
Oggi tutto il settore è colpito da una forte crisi accentuata anche dal fatto che alcune centrali a biomasse presenti sul territorio saranno fermate per manutenzione.
La centrale del Mercure, una volta entrata in funzione, necessiterà di circa 300 mila tonnellate annue di biomasse tutte reperibili il loco alimentando e sostenendo una “filiera corta” che può essere un fiore all’occhiello dell’intera area rispetto al resto d’Italia. Sarà inoltre in grado, non solo di continuare a dare lavoro alle migliaia di lavoratori impegnati nella filiera del legno e procurare numerosi altri posti di lavoro ma favorirà anche una migliore gestione dello spazio rurale con potenziali effetti positivi sul piano paesaggistico e sulla salvaguardia della flora e fauna selvatica per l’utilizzo di pratiche colturali meno intensive.
Nel ribadire con forza tutta la propria determinazione a voler risolvere positivamente la questione, il comitato mantiene alto il livello della mobilitazione perché l’esasperazione alla quale si è giunti non è tollerabile oltre.
p/ il Comitato
Antonio Domenico Derenzo
Il Comitato per la riattivazione della Centrale del Mercure
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