Il Ministro Prof. Dr. Maria Böhmer convoca per la prima volta la Consulta

Hannover – Lunedì 23 maggio, presso la sede del Governo tedesco a Berlino, si è riunita per la prima volta la consulta chiamata in vita dal Ministro Dr. Maria Böhmer.
Quattro i punti dell’Ordine del giorno: 1 Saluti del Ministro – 2 Presentazione dei consultori – 3 Presentazione dello statuto che regola la Consulta – 4 Scambio di idee sulla politica inerente l’integrazione ed il piano di lavoro che si intende seguire.

Presenti 35 consultori che sono stati scelti nell’ambito dei datori di lavoro, dell’industria, del sindacato, della chiesa, della ricerca, della scienza, dei Comuni, delle Regioni, dello Sport, dello spettacolo etc.
La Consulta è stata presieduta dal Ministro Dr. Böhmer ed erano presenti altresì , il Presidente della Commissione per gli affari interni del Bundestag tedesco, il Presidente della Conferenza dei ministri regionali per l’ Integrazione, un rappresentante del Ministero degli Interni.
Dei presenti, ventuno hanno un passato migratorio.

Dopo i saluti, la presentazione dei consultori e l’approvazione all’unanimità dello Statuto, si è passati allo scambio delle idee nell’ambito dell’integrazione. Tantissimi i temi toccati, tra questi: Identità, lingua, apprendistato, riconoscimento dei titoli di studio conseguiti fuori dalla Germania, successo ed insuccesso scolastico,figli dei matrimoni misti,concetto di patria (quale patria), per quanto tempo una persona è un Emigrante? Quando finisce questo status?

Il consultore Giuseppe Scigliano, nel suo intervento ha fatto notare che bisogna iniziare a parlare anche della positività dell’interculturalismo. Significa che bisogna anche parlare dei casi riusciti. Egli fa un’analisi della collettività italiana residente in Germania e mette in discussione il concetto corrente di integrazione che vede integrato solo gli accademici o chi ha capitali da investire. Secondo le statistiche, una casalinga straniera che in passato ha frequentato la scuola differenziale, mamma esemplare di due figli, sposata con un tedesco, è una non integrata. Questo significa che tutto il ceto sociale che rappresenta è scarsamente integrato e si corre il rischio di emarginare e dare un’idea distorta della situazione reale. Le statistiche quindi vanno interpretate attentamente. Egli mette altresì in evidenza la burocrazia e cerca di spiegare la scarsa richiesta di acquisizione della cittadinanza tedesca proprio attraverso i criteri previsti, che specialmente per gli anziani sono uno scoglio insormontabile. È assurdo cercare di portare questa categoria di cittadini nei banchidella scuola e ricominciare dagli articoli o dalla grammatica in generale. Bisogna offrire corsi idonei alle esigenze degli utenti.
A modo loro parlano e comunicano con una lingua pratica e spesso solamente orale. Hanno, nella buona sostanza, quanto basta per vivere e farsi capire. Egli chiede altresì alla consulta di formulare richieste legislative radicali di cambiamento specialmente nell’ordinamento scolastico. In chiusura, mette in risalto l’inutilità di molti progetti rivolti all’integrazione che spesso gratificano solo chi li organizza e non servono assolutamente alla causa per cui chiedono i fondi. Prende come cattivo esempio quanto sta avvenendo ad Osnabück con il progetto inter-religioso portato avanti dalla chiesa cattolica nella Johannisschule dove egli stesso dirige da circa 10 anni un progetto bilingue riuscitissimo. Qui si affossa un progetto positivo per l’integrazione per finanziare un progetto completamente distante da essa.

Tantissimi gli interventi seguiti e si è accennato anche del piano d’azione che sarà pronto prima delle ferie estive e sarà sottoposto all’attenzione della Consulta alla prossima riunione che si terrà a Berlino Il 29 ed il 30 settembre.

In Chiusura sono stati proposti cinque gruppi di lavoro:
1 Patria-identità-cuntura del benvenuto
2 Piano d’Azione
3 Partecipazione sociale e politica
4 Rifugiati
5 Immigrati
I gruppi di lavoro verranno formati prima delle ferie estive e si incontreranno regolarmente a Berlino.

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