Mimmo Badolato – Un poeta un mandolino

Biografia

Gli inizi:
Ho iniziato a scrivere poesie una volta giunto a Milano. Sino ad allora mi ero sempre e solo occupato di musica, la mia grande passione. Lasciai la mia terra di Calabria portandomi appresso solo poche cose care come le memorie e gli affetti di quei trascorsi, tanto difficili quanto vissuti intensamente. 

Ho sentito così il bisogno di scrivere, ed ho voluto, quasi dovuto, farlo in dialetto. Solo attraverso i suoni della mia lingua natìa potevo rievocare quanto avevo accumulato dentro di me, nel bene e nel male, durante tutti quegli anni tribolati. Avevo perso precocemente i genitori ma anche conseguito il tanto desiderato diploma di chitarra che, unitamente ad umili e saltuarie occupazioni, mi permise di campare impartendo lezioni di musica.

La mia terra è stata ingrata e dura ma al contempo mi ha temprato e rafforzato nello spirito, attraverso gli odori, i suoni, e le sue immagini indimenticabili. Un universo di vicoli spalancati sul mare, come quello di mio zio fioraio, stretto e senza sole, battuto dal vento, pieno di fiori e colori. Una marea di aromi e sapori, come quello delle melanzane, dei pomodori, dei peperoncini verdi e rossi, delle mozzarelle e del lardo. L’odore dei ragù che cuocevano a mezzogiorno, le piante di fichi sparse ovunque; e lucertole e le salamandre che penetravano dappertutto, anche nelle stanze di casa. Gli infiniti giochi da bambino, le notti di pesca, i formaggi su tutte le tavole, l’acqua sorgiva….

Terra di Calabria I

U grubbaru Catanzaru:

…..tutto questo mi ha portato ad "U grubbaru Catanzaru", la prima delle tante poesie contenute in "Terra di Calabria" il mio primo libro dove, attraverso quei versi dialettali, tento di esprimere tutte queste emozioni alle quali si aggiunge anche la rabbia contro i padroni vecchi e nuovi e tutti quei signori rei di scempi enormi.Una delle poesie racconta dell’ accerchiamento che io subii da parte di un branco di cani randagi che giorno e notte girovagavano per corso Mazzini.

Potrebbe essere questa, se non fosse invece una storia realmente accaduta, una metafora di una terra amabile, come la mia, che ti si rivolta contro.Spero che i miei scritti arrivino al cuore di chi vive ciò che io ho vissuto, che possano essere un monito ma anche uno sprone a fare, ad agire. Non pòssiamo campare solo coi buoni sentimenti e le speranze, portare nel cuore quella terra indimenticabile e viverla nei sogni come un’interminabile elegia.

Non dobbiamo contentarci solo di questo. Se qualcosa, che ci si rivolta contro come quei cani, che non annulla gli sciali giovanili nè i peperoni cotti nelle strade od i pleniluni radenti le onde ma, ci infigge pugnalate profonde che fanno male, allora dobbiamo lottare e farci valere. Leggendo i versi di "U grubbaru Catanzaru" forse concorderete con me che scriverli in Italiano avrebbe significato l’inevitabile distacco da qualcosa che ancora fermenta come un mosto nelle mie viscere. Terra del rimorso, nonostante tutto, d’essere andato via; terra del distacco da tutto ciò che era stato caro; terra aspra ed ingrata e mai scordata.

Alcune poesie:

U grubbaru Catanzaru
A gazzosa
Cca nta sta terra
J’è, j’èe ! J’è, j’èeeee
Mi ricordu e ‘on mi scordu


Terra di Calabria II

U conzaru Catanzaru:

Il successo insperato della mia prima raccolta di poesie, " U grubbaru Catanzaru", mi ha spinto a pubblicare anche questo secondo volume, intitolato "U conzaru Catanzaru".

Il libro, come il precedente, contiene una raccolta di poesie in vernacolo catanzarese e, prendendo spunto dai cambiamenti avvenuti negli ultimi anni a Catanzaro, racconta attraverso spunti e personaggi della vita quotidiana questi avvenimenti.

Il libro al momento è in fase di pre-stampa e sarà disponibile nella prima parte del 2004.

Terra di Calabria III

Il flauto di Pan….

E’ con orgoglio e con vivo interesse che mi sono dedicato alla ricerca per la costruzione del flauto di Pan con canne esistenti a Catanzaro e dintorni. La nostalgia della mia terra ha fatto nascere in me il desiderio di cose dimenticate: le passeggiate in campagna, antichi aromi e sapori, gli affetti. Proprio nelle passeggiate in campagna, nei momenti di ritorno nella terra d’origine ho guardato con attenzione i folti canneti pensando di poter produrre dei suoni mediante il soffio di aria dentro una canna utilizzando così un vegetale che abbonda nelle nostre campagne. La ricerca ha fatto sì che individuassi aree di campagna, colline nascoste, scarpate, vallate, i percorsi delle fiumare per poter individuare canneti fra i più rigogliosi e dare ciò che la nostra feconda terra produce.

…a Catanzaro e dintorni:

Così ho pensato di costruire il flauto di Pan, uno strumento composto da una serie di canne di lunghezza decrescente solitamente chiuse nella parte inferiore. Il flauto di Pan ha origini greche latine ma ha trovato soltanto la sua divulgazione e fortuna in America, Francia, Giappone, india , Romania ecc.. La sua diffusione non è casuale, il suo suono suggestivo e malinconico oltre che la sua facilità d’esecuzione di melodie ha fatto sì che i poco abbienti alla musica riuscissero seppur con il minimo impegno ad eseguire con facilità brani musicali.

In questo libro troverete alcuni paragrafi di teoria del linguaggio musicale; quanto scritto ha lo scopo di mettere in condizione l’allievo di appropriarsi di conoscenze che completano certamente quella che sarà la sua formazione tecnica costruttiva musicale dello strumento. In oltre credo che con ciò si possa dare un contributo soddisfacente a coloro che vogliono costruire lo strumento utilizzando come prodotto le canne del nostro stesso luogo cogliendo l’occasione da parte dei giovani del lavoro come iniziativa per rilanciare risorse e capacità in Calabria.




3 Comments

  1. <strong>La mazurka della campana.</strong><br />La mazurka della campana è di un autore calabrese emigrato in America , la trascizione e l'elaborazione è stata fatta da me .
  2. <strong>La mazurka della campana.</strong><br />Trascrizione ed eleborazione del M° Mimmmo Badolato
  3. franecesco
    <strong>RE: Mimmo Badolato - Un poeta un mandolino</strong><br />Bravo al maestro a quanto pare suona il mandolino, la chitarra , la chena e scrive anche libri in dialetto . bravo .

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