L’ho letto e ve lo racconto:Mussolinia la saga delle beffe di Giuseppe Colomba Bonfirraro Editore.

DI MARIA LOMBARDO

Attratta spasmodicamente da tutto quello che riguarda la storia del nostro Mezzogiorno, inciampo tra gli scaffali di una libreria in Mussolinia la saga delle beffe opera prima di Giuseppe Colomba, stampato con i tipi della casa editrice Bonfirraro. Giuseppe Colomba è avvocato, nato a Caltagirone ma emigrato in Emilia mantenendo vivi i rapporti anche storici con la sua Soavissima città dedica appunto alla sua città natale le 143 pagine del suo volumetto. 

Né letterato ,nè storico di professione l’autore si è cimentato con impegno nella rivisitazione storica, in forma di romanzo di un episodio avvenuto a Caltagirone. Stile elegante,eloquio scorrevole ed avvincente ,descrittivo al punto giusto dei luoghi e dei personaggi. In altre parole dosaggio equilibrato dei fatti, misti tra reale e una punta di fantastico per rinsaldare punti di giudizio per il futuro. Sembrava che l’episodio fosse stato sviscerato in toto sia da Sciascia che Camilleri , raccontando con dovizia la storia della beffa ai danni del duce, venuto a Caltagirone per posare la prima pietra di una città ,destinata a portare il suo nome:Mussolinia. La nascita di Mussolinia avrebbe a conti fatti stravolto l’economia semifeudale del territorio 2400 famiglie, avrebbero perso le terre affrancate :” un enorme guaio “ cita l’autore . Tuttavia, mentre si organizzava l’arrivo del dux, gli pseudo riformatori decisero di mettere in pratica:la beffa. Sebbene il vero beffato non fu affatto Mussolini che se ne uscì solo infastidito. il vero beffato fu il popolo di Caltagirone, che boicottando Mussolinia perse un periodo di economia favorevole e irripetibile. Mussolinia, che sarebbe stata la prima città surta sotto il regime fece solo un timido vaggito ,sotto le grida di un popolo che acclamava ma nutriva scetticismo verso il fascio. Quella di Mussolinia ,in definitiva, fu la storia della beffa ,ma la beffa della storia giocata ad un’intera comunità. Lascio così al gentile lettore l’onere di una piacevole lettura augurando Buona Lettura.

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