Con il libro “Il male oscuro dell’Italia unita e separata” ANTONIO GRANO “CORREGGE” GIORGIO NAPOLITANO

Il Presidente della Repubblica aveva pubblicato “Una e indivisibile”

Anche questo 2 giugno è ormai archiviato, bene o male, nonostante tutte le sue polemiche ed i suoi 66 anni della scelta repubblicana operata nel 1946 dal popolo italiano, mentre, sempre tra pesanti ed immancabili dissidi, si sono conclusi da pochi mesi le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia.

 Pure per tenere a bada la forte dissidenza antiunitaria, da saggio ed equilibrato Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha pensato bene di pubblicare per Rizzoli, nel novembre 2011, il libro “Una e indivisibile – Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia” che raccoglie, in 178 pagine, alcuni dei discorsi tenuti un po’ ovunque durante tali celebrazioni.

Adesso, con il libro “Il male oscuro dell’Italia unita e separata” (egualmente in 178 pagine) il sociologo calabro-molisano Antonio Grano intende “correggere” (quasi “smontare”), punto per punto, con 99 osservazioni critiche-propositive, quanto asserisce Giorgio Napoletano in questi suoi discorsi.

Per Antonio Grano si tratta del suo quinto libro pubblicato, come critica radicale, sulle vicende di quella “mala” Unità d’Italia che ha reso il Meridione colonia succube del Nord. Infatti, nel 2009 questo intellettuale atipico ed irriverente ha dato alle stampe (a proprie spese) “La chiamarono unità d’Italia”, nel 2010 “Io, brigante calabrese”, nel 2011 “Pietà per i vinti!” e nel 2012 “Le parole sono pietre” e quindi, fresco di stampa, tale testo che contraddice Giorgio Napoletano il quale pure meridionale è. Queste ed altre pubblicazioni dello scrittore meridionalista sono distribuite da “www.ilmiolibro.kataweb.it” del Gruppo Editoriale L‘Espresso SpA.

Studioso di Papa Celestino V cui ha dedicato cinque volumi, Antonio Grano dal 1996 ad oggi ha dato alle stampe ben 25 libri, tutti di particolare spessore sociale ed impegno civile, tematico, storiografico ed editoriale (www.antoniograno.it). Nato a Cosenza nel 1938, da decenni vive a Macchia di Isernia, in Molise.

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