Libro: I disregolatori endocrini ambientali: una correlazione tra dieta e tumori

di Girolamo Giannotta

PRESENTAZIONE. Verosimilmente, nessun altro argomento scientifico necessità di essere così dettagliatamente descritto e collocato in una precisa dimensione spazio-temporale, come lo è questo. La difficoltà nel portare in porto quest’idea è duplice: da un lato l’argomento è ancora poco conosciuto, ed è imperiosa la necessità di esporlo con la docuta semplicità e chiarezza; e dall’altro, l’imponenza e l’entità dell’impatto sulla salute di tutti gli esseri viventi non consentono altre dilazioni temporali.

Cos’è un disregolatore endocrino ambientale(EED)?
Gli anglosassoni definiscono questi agenti col termine Environmental Endocrine Disruptors, si tratta di una sostanza chimica capace di interferire con le normali funzioni ormonali svolte da estrogeni, androgeni ed ormonii tiroidei. Tali sostanze possono minare gli effetti prodotti dagli ormoni naturali, inibire l’azione ormonale, alterare la normale funzione regolatoria del sitema immunitario, nervoso ed endocrino.
In altre parole, si tratta di sostanze chimiche esogene capaci d’interferire con la sisntesi, secrezione, trasporto, legame, azione ed eliminazione di un ormone naturale che nel nostro organismo concorre al mantenimento dell’omeostasi, dell’attività rispoduttiva, dello sviluppo e del comportamento.

Ampiezza della problematica
Non c’è essere vivente che non sia stato interessato dalla massiccia dismissione ambientale di sostanze derivate dalla chimica industriale. Dagli esseri umani fino ai molluschi si evidenziano tracce sempre più incisive e profonde di questa massiccia contaminazione chimica. Qualsiasi elenco, stilato in qualunque momento, sarà sempre deficitario poichè si tratta, verosimilmente, di migliaia di molecole che progressivamente dovranno entrare in queste liste. Attualmente, esistono oltre 1000 diverse molecole con tale proprietà e nulla vieta l’ingresso in questa speciale classifica di nuove sostanze di produzione industriale. Rel

ativamente alla specie umana, gli effetti prodotti dagli EED spaziano dalle anomali della riproduzione, della crescita e dello sviluppo; al cancro ed ai disordini del sistema immunitario che si realizzano anche per livelli di bassa esposizione ambientale.
L’età pediatrica è più vulnerabile di quell’adulta ed i bambini possono sperimentare, sulla propria pelle, gli aspetti più deleteri di un “danno trans-generazionale” che ha conosciuto i relativi albori nel corso della relativa gravidanza.
Le prime direttive di lettura
Poichè gli EED sono sostanze chmiche prodotte dall’industria della chimica, è necessario capire come dal sito di produzione (industria), che si può trovare anche a migliaia di chilometri dalla nostra abitazione, si possa arrivare velocemente all’interno del grembo materno che alberga il prodotto del nostro concepimento. Vi dico subito che l’industria della chimica utilizza volontariamente la strada più brevee semplice, per smaltire il carico tossicologico che tutti i giorno produce. Il miglior sito d’allocazione è rappresentato dal tessuto grasso di tutti gli esseri viventi, incluso l’uomo. Questo è il miglior sito di stoccaggio poichè da questa sede difficilmente si potrà realizzare una piccolissima perdita. Le sole due condizioni che la consentono (gravidanza ed allattamento) sono supportate da due efficacissimi tamponi ad assorbire ciò che può essere trasferito. Questi due efficenti tamponi sono il feto ed il lattante. Fatta la presentazione, vi resta solo la curiosità della conoscenza e della verifica. Per adesso vi chiedo solo un minimo di applicazione.In vendita presso:
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