Racconto: Cambiar Vita – Capitolo 33

di Raffaele Fameli
 Capitolo 33

La notte, per Alen, Terry, Ciop e Cindy, fu una delle più tristi. I nostri amici temendo il peggio per Cip ed Henry, non potevano che essere tesissimi. Ma l’alba era arrivata. Ciop, aveva sognato di ritornare nel suo mondo e di non ritrovare più Cip. Questo sogno lo aveva svegliato di soprassalto, facendo svegliare anche la dolce Cindy che dormiva insieme a lui. 

Ciop per tutta la notte aveva pianto in silenzio, per non essere sentito dalla sua fidanzatina, ma anche lei sotto sotto, aveva pianto. Alen, invece non era riuscito a prendere sonno, ed era stato tutta la notte a guardare la tv in salotto, mentre Terry al piano di sopra dormiva. Alen aveva guardato per tutta la notte Disney Channell, forse credeva di vedere Henry con Cip. (Premetto che Alen non guardava mai quel canale, tanto che lo aveva spostato nella lista dei canali all’ultimo posto, ma da quando Ciop era arrivato, prese il posto della famosissima CNN.)
Ciop si era alzato con Cindy e scesero al piano inferiore tenendosi dolcemente per mano. “Nessuna novità??” Domandò Ciop. “Nessuna.. purtroppo! “ A queste parole Ciop e Cindy, si avviarono in cucina in silenzio per fare colazione. Alen, invece non era nelle condizioni psicologiche per mandare giù qualcosa, e restò a guardare come impietrito la televisione. Terry, nella stanza intanto si era svegliata, e si stava vestendo, e guardandosi allo specchio pensò: “Non avrei mai creduto di vivere una tale avventura. Pensavo come tutti che il mondo dei cartoni animati non esistesse! Ciop e Cindy sono qui ! Ma questo non è un fumetto, ma è vita vera! E la vita, per noi esseri umani, è difficile! Se fossimo stati in un racconto o in un fumetto, bastava andare avanti con le pagine per scoprire cosa succede alla fine! Ma mio Dio questo non è un libro! Non si può andare avanti! Cosa ci accadrà in futuro?” E essendosi vestita, scese al pian terreno. Alen appena vide Terry gli disse di sedersi vicino a lui, e piangendo le disse: “Amore mio! Vorrei che tutto questo non sia mai accaduto! Vorrei che Henry, adesso suonasse a quel maledetto campanello e ritornasse da me! Non sono stato un vero fratello per lui! Che razza di uomo sono! Gli ho sempre impedito di diventare grande, e ora invece è uno scoiattolo! Che tipo di vita gli ho fatto fare fino a quella sera? Una vita sacrificata dentro quattro mura! Non era lui che doveva soffrire! Dovevo soffrire io al suo posto! Voglio CAMBIAR VITA !” Terry rimase anche lei senza parlare. Gli scendevano veloci dagli occhi lacrimoni sia di tristezza che di tenerezza, ma riprendendo fiato disse: “Alen! Non ti lascerò solo! Sono o non sono la tua ragazza?” Alen sentendo dire questo , ebbe quasi un sussulto, e le disse: “Terry hai ragione! Non possiamo arrenderci proprio ora! Infondo Henry ora è in un fumetto! E si sa che nei fumetti, specie quelli di Walt Disney, alla fine vince sempre il bene. Però.. io in questa storia sono il cattivo di turno!” Finito di dire questo abbracciò Terry.

Ciop e Cindy in cucina avevano appena terminato di fare colazione, quando suonò il telefono. Alen staccandosi da Terry, corse a rispondere, mentre Ciop e Cindy corsero verso il soggiorno. “Pronto! Chi pa..?” Disse Alen. Era il disegnatore che interrompendo Alen disse al colmo della gioia: “Signor Alen! Ho una bella notizia per voi! Vostro Fratello e Cip sono stati liberati! E’ stato vostro fratello a compiere il miracolo! Venite subito nel mio studio e vi racconterò tutto a voce!” Alen ringraziò il disegnatore e abbassò il ricevitore. Terry nel vedere Alen sorridere capì qualcosa e andandogli incontro disse: “Allora ? Che c’è?” “MIO FRATELLO E’ SALVO! E LO E’ ANCHE CIP! ABBIAMO VINTO!” Ciop saltò dalla gioia, e così anche Cindy. “Vedi amore mio… non siamo noi i cattivi! Certo non potevamo esserlo! Cosa credevi… IL BENE VINCE SEMPRE! L’hai detto tu ricordi?” Disse prendendo la parola Terry che abbracciò prima Alen e poi a turno Ciop e Cindy. Ciop ridendo disse: “Il mio fratellino se la cava sempre!!! LUI E’ FANTASTICO!!” Alen, prese allora le chiavi della macchina e disse rivolgendosi a tutti i nostri amici con aria trionfale: “Andiamo amici!” Ciop e Cindy non se lo fecero ripetere due volte e uscirono dalla casa con Terry che li seguiva a ruota.

Il disegnatore era nel suo studio ed andava avanti e indietro aspettando con ansia l’arrivo dei nostri eroi.

Ciop e Cindy erano seduti in macchina sul sedile posteriore, e mentre la macchina andava, si misero a chiacchierare tra di loro: “Cindy!! Ora che il mio fratellino è salvo, possiamo dedicarci a risolvere l’ultimo problema!! Ma come possiamo fare??” Cindy rispose con dolcezza: “Amore mio non lo so veramente!! Se ci fosse stato qui Cip, avrebbe senza dubbio trovato una soluzione, ma lui ora non c’è!!”
L’automobile si fermò nella piazzetta vicino al palazzo della Disney, e i quattro uscirono dalla macchina, trotterellando con vera gioia, tanto che un delegato della società segreta li vide e dette subito l’allarme: “Attenzione! Qui scoiattolo volante numero 4. Avvistati sospetti, sembrano molto felici. Si stanno dirigendo verso palazzo Disney. Passo e chiudo.”

Roger, nella sua cameretta, era in ascolto con una potente ricetrasmittente, comprata apposta per comunicare con gli altri componenti della società. (Quella radio era costata a sua sorella Jasmine, più di 500 dollari, tanto che la poveretta dovette fare debiti con il negoziante e che ancora stava pagando, per non parlare poi, della licenza che lei dovette prendere per poterla usare. Dovette dare addirittura gli esami di telegrafia, come se non le bastassero gli esami che doveva dare per l’università e il rischio che correva se qualcuno si fosse accorto che era un minorenne ad usarla, per l’appunto Roger.) Appena Roger ricevette il messaggio, aprì subito l’albo che parlava del rapimento di Cip e di Henry e pensò: “Forse quei due scoiattoli della Warner che ho visto in tv, li avranno liberati. Adesso corro subito al palazzo della Disney, per sapere se è vero oppure no.”

Ignari, i nostri amici, erano già dentro il palazzo e stavano appunto bussando alla porta dello studio del disegnatore. Quello aprendo li salutò calorosamente e li fece accomodare. “Come ho detto per telefono, signor Alen; vostro fratello è libero con Cip. E’ stato proprio Henry a fare in modo che questo potesse accadere. Ha detto una bugia clamorosa ad uno di quei due scoiattoli, facendogli credere che lui era un disegnatore della Disney. Non mi è chiaro il perché li hanno liberati, però è successo. Immagino che volete mandare un messaggio nel mondo dei cartoni animati a questo punto.” Disse di fretta il disegnatore con tanto di fiato corto. “Certo che vogliamo!!!” Disse Ciop con entusiasmo. “Ok! Manderò Red come al solito, credo che a questo punto anche lui sia contento di dare i messaggi. Devo scrivere che voi sapete dell’accaduto, e che state bene?” Riprese il disegnatore aprendo un taccuino per scrivere. “Ma che fine ha fatto l’altro disegnatore? L’hanno arrestato?” Interruppe Terry con curiosità. Il disegnatore smise di scrivere, alzò gli occhi dal taccuino e disse: “Non lo so! Ma credo che si trovi ancora a New York. Se è così ancora siamo in pericolo!”

Roger, intanto si era per così dire intrufolato nel palazzo della Disney, non aveva la più pallida idea di dove si fossero recati i nostri amici, per cui, decise di cercarli all’interno. Per non farsi beccare da qualche guardia giurata, si avvicinò all’ascensore, schiacciò il pulsante di chiamata e ne attese l’arrivo. “Se mi prendessero ora, non potrei scoprire la verità! Quindi è meglio stare attenti!” Pensava Roger, stringendo la sua amica ricetrasmittente come se si trattasse di un gioiello prezioso. “Dunque! In questo palazzo ci sono 14 piani! Devo trovare il piano giusto! Credo che sia meglio cominciare dal settimo, perché 7 + 7 fa 14 quindi comincerò proprio da li!” Roger non sapeva, che effettivamente quello era il piano giusto, e facendosi coraggio pigiò il pulsante 7.

All’interno dello studio, Alen, Terry, Ciop e Cindy, avevano appena finito di dare al disegnatore il messaggio e quindi stavano per uscire.
“Quindi restiamo come le altre volte, signor William. Ci darete notizie quando accade qualcosa.” Disse Alen. “Ma certo! Non dubitate, vi terrò informati su tutto quello che succede!” Disse con immensa gioia William. Così, Ciop aprì la porta e uscì fuori dallo studio, proprio quando si aprì lo sportello dell’ascensore. “FERMATI CIOP !” Gridò Roger vedendo Ciop uscire dalla porta. Quello vedendo chi era a chiamarlo, senza pensarci su, prese a correre per il corridoio in cerca di aiuto, gridando: “AIUTO!!! AIUTO!!!” Tutti quanti, uscirono dai loro studi per vedere cosa stava accadendo, e videro la seguente scena: Roger aveva acchiappato Ciop e tenendolo stretto con una mossa da poliziotto (che aveva visto in un film in tv), gli diceva: “Dove sono gli altri? DIMMELO!” e Ciop “Non te lo posso dire!! IO NON SONO CIOP!!” Allora qualcuno si avvicinò ai due litiganti dicendo: “Fermatevi voi due! Potreste farvi del male!” E intimò a due suoi colleghi di chiamare la sicurezza. Alen, sentendo tutto quel vociare, corse subito sul luogo della scena con Terry, Cindy e il disegnatore. “VAIIIII VIIIIIIIAAAAAAA ROGER! SEI ARRIVATO FINO QUI! COME HAI FATTO?” E Roger digrignando i denti disse: “Non sono affaracci tuoi Alen! Dici a tutti invece, che ospiti a casa tua un cartone animato e la sua fidanzata! FAI CONOSCERE AL MONDO CIOP E CINDY!” “NOOOOOOOOO! NON E VERO NIENTE!” Gridò Alen sforzandosi di ridere come quella volta che Roger li pescò al parco: “Secondo voi è possibile quello che sta dicendo questo sciagurato? Hahahahahaa!” Ciop vedendo che Roger abbassò la guardia, gli diede uno spintone e lo fece rotolare giù. Terry e Cindy guardavano la scena attonite, senza dire una parola, ma a Cindy piovevano giù dagli occhi dei lacrimoni grossi grossi.
Intanto arrivarono dall’ascensore due guardie che fecero mettere in piedi Roger dicendogli di seguirli in ufficio. Ciop disse: “Chiamate la sua sorellina Jasmine!! Lei gli darà una lezione!!” “NOOOO! Mia sorella NO! Non credetegli lui è Ciop, ve lo giuro!” Disse Roger cercando di sfuggire ai due agenti. “Certo! E io sono Sua Santità il Papa! Vieni con noi mascalzone!” In tutto quel trambusto, un’altra guardia giurata si girò verso il collega che aveva preso Roger e disse: “Dobbiamo portare con noi anche l’altro ragazzo in ufficio?” Alen, corse verso i due, inciampando con i piedi di Terry, che era in uno stato pietoso, dicendo: “NO! Non è il caso di portare anche il mio amico! Garantisco io per lui!” “E lei, chi diavolo è?” Disse la guardia che stava per portare Ciop in ufficio: “Sono un suo… ehm… cugino!” Rispose Alen impappinandosi più del giusto, e per non farlo capire, prese a ridere sforzatamente, tenendo la bocca chiusa e grattandosi i capelli. “AH SI! Allora venga anche lei, visto che è un parente.” Cindy nel sentire quell’antifona, prese a dire: “Voglio venire anch’io!! Voglio venire anch’io con voi!!!” “NO, TU NO!” Gridò Alen, mentre le due guardie si guardavano in faccia stupite, più della risposta di Alen, (aveva gridato come se avesse avuto in mano un megafono) che della richiesta di Cindy. Uno dei due disse: “Bene! Abbiamo anche gli amici che vogliono venire con noi! Va bene! Accontenteremo tutti.” E così dicendo, intimarono a Ciop di seguirli. Terry, vedendo questo, fermò l’agente dicendo: “Io sono la fidanzata di quello li. Vengo anch’io.” E indicò poco educatamente Alen. La guardia facendo segno all’altro collega, come per dire “Andiamo bene…”, condusse tutti i nostri amici al piano inferiore, mentre tutti gli altri che erano accorsi, si chiusero di nuovo nei loro studi. Tutti tranne William, che era indeciso sul da farsi: “Rientro nello studio per spedire il messaggio o vado nell’ufficio della sicurezza, per vedere se per caso non si mettano nei guai? Vado nell’ufficio della sicurezza!” Pensò frettolosamente, e chiudendo lo studio , si diresse verso l’ufficio.

Nel frattempo, in ufficio, successe il quarantotto. Le guardie chiesero a Roger, dove abitava e se aveva dei parenti; lui non voleva dirlo, ma alla fine (dopo circa un quarto d’ora di interrogatorio), confessò, e un’agente trovò sull’elenco telefonico il numero della povera Jasmine, che stava in quel momento facendosi una doccia, e telefonò senza alcun indugio.
“Pronto?” Rispose la ragazza in accappatoio, tutta bagnata; “Lei è la signorina Jasmine Jackson?” “Si! Sono io. Chi parla?” “Sono una guardia giurata della sicurezza del palazzo Disney Corporation. La informo che suo fratello è stato fermato, mentre si era intrufolato negli uffici, e stava facendo a pugni con un altro ragazzo. La preghiamo di venire immediatamente nel nostro ufficio per venire a prendere il giovane, altrimenti saremo costretti a chiamare la polizia. Grazie della collaborazione! Buon giorno.” La poveretta, ringraziò. Lascio immaginare ai lettori, come restò Jasmine. Mezza bagnata, con la cornetta in mano, con la faccia fatta in un momento bianca, come le pagine di un album da disegno immacolate, mentre un pittore sta preparando gli acquarelli e le matite. “ROGER! DI NUOVO! DELINQUENTE DI UN TREDICENNE! AH! MA DEVE VENIRE NOSTRO PADRE DAL VIAGGIO DI LAVORO! POI TE LE AGGIUSTERA’ LUI LE GAMBE!”

Durante l’interrogatorio, Alen era tesissimo (come dargli torto…) e si girava a destra e a sinistra sperando in un improbabile aiuto. Subito una guardia, dopo aver fatto confessare Roger, si rivolse a Ciop dicendogli: “Lei chi è? Come mai si trovava nel palazzo?” Ciop rispose: “Io sono… Ciopper Chips!!” “Chi?” Disse la guardia visibilmente divertita, mentre Alen tirava un sospiro di sollievo. “Te l’ho detto!! Sono Ciopper Chips!!” Disse Ciop saltando sulla sedia; Cindy gli stava vicino tenendolo dolcemente per mano e gli sussurrava dolcissime parole. “E’ UN ANAGRAMMA!” Gridò all’improvviso Roger: “VI STA PRENDENDO IN GIRO!” “Come, come?” Disse la guardia, sgranando gli occhi contro Roger. “Ve lo dimostrerò! Togliete dalla parola ‘ Ciopper ’ il ‘ per ’, cosa vi resta?” La guardia disse: “Ehm… Ciop!” “Esatto! Visto? E’ un anagramma! Lui è Ciop!” Disse trionfalmente Roger, mentre Alen era diventato di tutti i colori, tanto che se lo avessero fotografato, avrebbe potuto avere qualche contratto con una emittente televisiva, per prendere il posto del monoscopio con la sua faccia, durante le pause di trasmissione. “Non è vero! Come può essere Ciop? Ma non lo vedete che è un ragazzo come me?" Ansimò il povero Alen, mentre Terry cercava di farlo restare calmo ma stava per svenire. “AH, AH, AH! Questa è davvero bella! Se è così dov’è Cip? Forse in bagno? AH, AH, AH!” Rise la guardia. “NO! E’ COME VI DICO IO! LUI E’ DAVVERO CIOP, HO LE PROVE!” Disse Roger. “LE PROVE DELLE BOTTE CHE PRENDERAI, QUANDO RITORNERA’ NOSTRO PADRE! DISGRAZIATO! VIENI A CASA! E TI DARO’ UNA PROVA CHE NON TI DIMENTICHERAI FACILMENTE!” Jasmine era appena arrivata, ma aveva ascoltato l’ultima frase di Roger, e avendo visto anche Alen, Terry, Cindy e Ciop, capì che cosa voleva fare Roger. “Lei, è la sorella del ragazzo?” Domandò una guardia. La ragazza annuì e la guardia fece alzare Roger che si dimenava come un’anguilla. “Va bene! Va bene! Andate! Siete liberi!” Disse una guardia che si era stancata di trattenere i nostri amici. “Grazie!” Disse Alen che era tornato del suo colore originario, mentre Ciop e Cindy saltellavano per l’allegrezza e Terry, anche lei contenta, si preparava ad uscire con Alen dall’ufficio. Jasmine, portando via di peso Roger (prendendolo per un orecchio), si scusò con Alen e i nostri eroi e se ne andò, mentre il fratellino, imprecava contro Alen: “ARRIVERA’ IL MOMENTO DELLA VERITA’! ALEN! SEI FINITO!”.
I nostri paladini, uscirono dalla porta trionfanti, mentre una delle guardie, si voltò verso Ciop dicendo: “Arrivederla signor ‘ CIOP ’! Ha, Ha, Ha!” ‘ Naturalmente ’ Ciop ringraziò con molta ingenuità: “Grazie!!” Alen si voltò come se fosse stato morso da una vipera, ma decise di non reagire per non compromettere la loro situazione, già abbastanza compromessa.
Il disegnatore, non aveva potuto assistere all’interrogatorio, perché era stato trattenuto da un collega, ma incontrò lo stesso Alen & Company, sulla porta dell’edificio: “Com’è andata? Tutto a posto?” Disse, e Alen rispose sorridendo: “Per fortuna non è accaduto niente, ma è mancato pochissimo perché non scoprissero tutto! Siamo stati molto fortunati!” Il disegnatore sembrò essere molto contento di questo, e disse di andare immediatamente a spedire il messaggio nel mondo dei cartoni animati.

Arrivati a casa, i nostri eroi erano così carichi di contentezza, che non riuscivano a stare fermi cinque minuti. Alen era comunque di un umore tesissimo, perché pensava che ancora Henry si trovava nel mondo dei cartoon, senza la possibilità di poter comunicare direttamente con suo fratello. L’altra preoccupazione era dovuta anche a sua madre, in quanto era in procinto di ritornare a casa. Ciop, invece, era contento. Non pensava ad altro che alla liberazione di Cip, e lo diceva a Cindy: “Cindy!! Amore!! Chissà come avrà fatto il fratellino di Alen a fare in modo che Mac e quell’altro delinquente di Tosh, liberassero Cip!!”

Passarono le ore, quando Scott, arrivò a casa di Alen, dopo aver letto l’albo, decise di saperne di più su quella storia e di dare una mano ai nostri eroi. Arrivò, dunque e fu subito accolto alla porta da Terry, la quale lo fece accomodare in casa, raccontandogli tutto quello che era successo. “E’ magnifico quello che Henry è riuscito a fare a quei due… io non sarei mai riuscito a inventarmi una balla così perfetta! Ho visto le strisce disegnate in tv dato che sul giornale non sono state inserite. Perbacco! Henry è stato geniale!” Alen nell’ascoltare il commento di Scott, rimase un poco perplesso e subito gli domandò: “Come mai, hai trovato Henry geniale a dire tutte quelle cose? Noi non siamo riusciti a capire il perché Mac e Tosh abbiano avuto tanta paura quando gli ha detto di essere un disegnatore!” “Forse perché in quel mondo chi è disegnatore può cancellare un personaggio o fare modifiche a quel mondo!” Alen, dopo averci pensato un po’ su, pensò che la teoria di Scott era esatta pensando anche che il disegnatore era in grado di mandare messaggi , quindi disse: “Giusto! Gli esseri umani sono i creatori del mondo dei cartoni animati, e quindi possono modificare l’andamento delle storie o addirittura creare personaggi nuovi! E perché no, anche ucciderli!” “UCCIDERE?? HAI DETTO UCCIDERE?? PERCHE’ FARE UNA COSA TANTO INGIUSTA!!! VUOI DIRE CHE TUTTI VOI AVETE LA FACOLTA’ DI FARE QUELLO CHE VOLETE NEL NOSTRO MONDO?? ECCO COSA VOLETE!!! DISTRUGGERE TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO!!! NO!!! ALEN MI DEVI PROMETTERE CHE VOI UOMINI NON FARETE PIU’ QUESTE COSE!!!” Disse Ciop scoppiando in lacrime, tanto che Cindy a vederlo in quel modo lo abbracciò. “Ciop!” Disse Scott: “Purtroppo non possiamo garantirti tutto questo. Comunque stai tranquillo, gli uomini non faranno mai del male a te ne ad altri personaggi. Noi tutti vi vogliamo bene. Poi tutti, sanno che voi non esistete veramente, e quindi non salterà mai in testa a nessuno di farvi del male.” Rassicurò Scott, e Ciop si rincuorò pensando che infondo lui e tutti gli altri erano sempre vissuti tranquilli fino a quel momento. “Si! A nessuno verrà in mente di farvi del male, SE… questa storia non uscirà da queste mura, e speriamo che non succeda mai!” Disse Alen, voltandosi verso Scott, ma dimenticava gli Agenti Speciali, Roger e Jasmine.

Intanto, a casa sua, Jasmine fece una grande predica a Roger, dicendogliene di cotte e di crude. Già appena arrivati, cominciò la sua arringa contro il suo caro fratellino, che si difendeva come un leone che aveva appena cacciato una preda circondato dalle iene, ringhiando contro sua sorella: “TI DICO CHE E’ VERO! ALEN TIENE NASCOSTI CIOP E CINDY A CASA SUA!” Jasmine, comunque, anche se ne aveva ormai sentite di tutti i colori da Terry e avendone anche viste, non diede tuttavia a Roger la soddisfazione di credergli (anche perché, neanche lei riusciva a credere ad una storia tanto assurda), e continuò ad attaccarlo. Roger, neanche la ascoltava, avendo il pensiero di andare a comunicare tutto ai suoi colleghi degli Agenti Speciali, con la sua potente ricetrasmittente, e ad ogni imprecazione di sua sorella abbassava la testa come per darle ragione. “Roger! Se succederà ancora, che darai fastidio ad Alen, Terry, Cio…” E qui Jasmine si bloccò sul più bello, e non trovando neanche lei un modo per aggirare l’ostacolo, riprese a parlare velocemente: “Riferirò tutto a nostro padre! Intesi?” E Roger prendendo la palla al balzo: “Vedi? Anche tu lo sai! Perché non mi credi allora?” “ANCORA? Vai nella tua cameretta! E non uscire fino a nuov’ordine! MARCH!” Roger non se lo fece ripetere due volte, ed evitando uno schiaffone da parte della sua ‘ dolce ’ sorellina, si diresse in camera sua, ridacchiando sotto i baffi, pensando di avergliela fatta di nuovo.
Jasmine, intanto restò male, pensando di aver, anche senza volerlo, detto, o meglio nascosto , il nome di Ciop e se ne vergognò profondamente, poiché ancora non riusciva a credere che Terry e Alen, avessero come ospiti in casa loro, due personaggi dei cartoni animati, e pensò seriamente di esser diventata matta; si sedette sulla poltrona, accendendo la televisione, mentre Roger aveva già acceso la radio, e aveva comunicato a tutti i suoi ‘ agenti ’ quello che era successo nel palazzo della Disney, naturalmente evitando di raccontare che sua sorella era andata a prenderlo all’ufficio della sicurezza, prendendolo da un orecchio, questo per Roger sarebbe stato un disonore perché agli altri colleghi della società, non aveva mai detto di essere stato rimproverato da sua sorella, e che anzi, era lui a darle ordini.

Intanto, a Parigi, Katerine, era in albergo. Aveva da poco lasciato il teatro dove si era svolta la sfilata. Era stanca, ma ancora una volta, le rimbalzò nel cervello quella strana sensazione che aveva provato leggendo l’albo quando stava lavorando. Senza pensarci su, lo tolse dalla borsetta e si mise a leggerlo di nuovo. Più lo leggeva e più le tornava quella ‘ maledetta sensazione ’. Era davvero troppo strano che uno scoiattolo avesse il nome di suo figlio, ed era ancor più strano che Alen avesse lasciato Henry, andare da solo da un suo amico a dormire. Questo pensiero non la lasciò dormire quella notte. Esitò a chiamare un’altra volta Alen, per paura che le dicesse qualche altra cosa strana, ma non ce la fece, e alzando la cornetta si fece il segno di croce e compose il numero di casa.
Al telefono non rispose Alen ma Ciop. Alen era andato ad accompagnare Scott a casa sua. “Pronto? Alen, sono la mamma! Come stai?” Ciop non sapendo cosa risponderle disse: “Non sono Alen, potete dire a me??” “Ma voi chi siete?” Domandò la poveretta all’altro capo del telefono, sudando freddo: “Sono un amico di Alen, adesso lui non c’è!! Se volete potete lasciargli un messaggio e sarà avvertito quando tornerà!!” Disse Ciop, prendendo un taccuino ed una penna, mettendosi in una posa molto buffa, con il taccuino in mano e la penna in bocca, aspettando di trascrivere il messaggio. Katerine, tirò un sospiro di sollievo per non aver ricevuto una strana notizia, ma le suonava strano il fatto che Alen avesse lasciato un suo amico solo in casa, tuttavia pensò che in casa ci fosse Henry, e domandò al misterioso interlocutore: “Nessun messaggio. Potrei parlare con Henry? Per piacere?” Ciop, si tolse velocemente la penna di bocca, ma il tappo gli restò dentro, e tossendo come se qualcosa gli fosse andata per traverso, rispose ingenuamente: “In questo momento, neanche Henry è in casa, ma a lui il messaggio non lo posso recapitare!! Adesso si trova lontano da qui!!” Katerine restò male a questa risposta, e la sua ‘ maledetta sensazione ’ si fece risentire, e diventata tutto ad un tratto verde, disse: “Come sarebbe a dire che lei non può farmi parlare con mio figlio Henry, e neanche recapitargli un messaggio? Dove si trova? Che significa che si trova LONTANO?” Ciop, capendo che aveva detto una fesseria, non seppe risponderle e le riagganciò il telefono in faccia, mentre Terry corse vicino a lui, e gli domandò cosa era successo. Ciop spiegò: “Era la mamma di Alen!!! E io gli ho detto che Henry non è qui ma è molto lontano!!! Le ho quasi detto la verità!!! Sono un PASTICCIONE!!! Aveva ragione Cip quando me lo ripeteva diecimila volte al giorno!!! COSA HO COMBINATO??? POVERO ME!!!!” Terry gli disse, con molta tenerezza, per mascherare che stava per svenire: “Ciop! Cosa hai fatto? Cosa succederà ora? Mi vado un po’ a stendere sul letto! Sono molto stanca e confusa! Non combinare altri guai! Mi raccomando!” E dondolandosi pericolosamente, prese la strada per arrivare al piano superiore in camera da letto, dove appena arrivata si gettò sul letto svenuta. Cindy avendo visto la scena disse: “CIOP!!! NE HAI COMBINATA UN’ALTRA DELLE TUE!!! OH POVERA TERRY!!!! E POVERI NOI!!!!” Ed andò a soccorrere Terry che era in uno stato pietoso (tanto per cambiare.)

A Parigi, Katerine era sull’orlo di un attacco di cuore. Ma prendendo fiato, prese di nuovo il telefono e compose il numero del telefono cellulare di Alen.

Alen in quel momento era in automobile, aveva la faccia un po’ più tranquilla. Sapeva che le cose si stavano mettendo per il meglio, e pensava che comunque ci sarebbe stato Scott vicino a loro per dare qualche buon consiglio, avendo vissuto come Henry, più o meno quell’esperienza, e cercava di non pensare che la sua mamma sarebbe ritornata presto e a Roger. Guidando provava a cercare una soluzione per far ritornare da lui Henry e rispedire Ciop e Cindy da dove erano venuti, ma la sua contentezza durò poco, perché sentì squillare il telefonino. “Pronto?” “ALEN! Dove sei?” Disse Katerine, “Mmmamma come mmmmai mmmi cchiami a quest’ora? Lla ssfilata è aaandata bbene oo mmale?” Balbettò Alen più del giusto: “LASCIA PERDERE LA SFILATA DEL CAVOLO ALEN! CHI ERA QUELL’INDIVIDUO CHE MI HA RISPOSTO AL TELEFONO DI CASA! E DOVE SI TROVA HENRY?” Alen capì tutto in una volta e rispose: “Era sicuramente Cio… cioè un mio amic… no! Forse era…” “COSA CERCHI DI DIRMI SCIAGURATO! FARO’ DI TUTTO PER RITORNARE A CASA PRIMA DEL PREVISTO! DOVE SI TROVA HENRY! RISPONDIMI!” Esplose Katerine, gridando come se stesse vendendo pesci in un mercato. “Henry… in questo momento si trova ad una gita scolastica! Non ti preoccupare, e tutto andrà bene! Almeno spero…” Disse Alen cercando di diminuire la rabbia di sua madre, che certo non si poteva placare in quel modo. “GITA! UNA GITA! MA SE LA SCUOLA NE HA FATTA UNA UN MESE FA? NON E’ POSSIBILE CHE IL PRESIDE SI SIA RINCITRULLITO A TAL PUNTO! NON SI POSSONO FARE DUE GITE A DISTANZA DI UN MESE! MI STAI PERCASO PRENDENDO IN GIRO ALEN?” “No mamma! Non volevo dire scolastica, ma dei boy scout! Già proprio così! HAHAHAHAAHA!” Rise Alen, come al solito sforzandosi, e cercando di tenere la strada. “MA SE HENRY NON HA MAI FATTO PARTE DEI BOY SCOUT! NON TI RICORDI PIU’ CHE VOLEVA DIVENTARE LUPETTO MA POI QUANDO HA VISTO CHE DOVEVA DORMIRE DA SOLO, E’ RITORNATO A CASA?” Disse Katerine che ormai non credeva ad una sola parola di Alen. “Avrà cambiato idea!” Disse Alen mogio mogio. “CAMBIATO IDEA! QUANDO RITORNERO’ TI FARO’ CAMBIARE IDEA IO! CARO ALEN! CIAO!” Disse Katerine chiudendo la comunicazione. “Quando torni mamm…” Ma ormai era troppo tardi. Katerine aveva messo giù, così Alen buttò il cellulare sul sedile vicino a lui, e spinse il piede sull’acceleratore.

Katerine intanto, aveva aperto il balcone della sua camera d’hotel, e si mise a respirare l’aria non proprio salubre di Parigi, dovuta al molto traffico, pensando a quella ‘ maledetta sensazione ’ che ormai era quasi divenuta una ‘ maledetta certezza ’, poi andò a letto poiché si erano fatte già le tre di notte.

Alen, ci mise pochissimo per arrivare a casa poiché aveva guidato come un matto, addirittura non rispettando il rosso dei semafori. Entrò in casa, e si mise subito a urlare: “CIOP! Cosa hai detto a mia madre? Mi ha telefonato! E quel che è peggio me ne ha dette così tante che non entrerebbero nemmeno in un libro di novecento pagine! TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE HAI COMBINATO?” Ciop cercò di giustificarsi al meglio, ma vedendo Alen in quello stato, disse solamente: “Alen!! Perdonami!! Non volevo!! Non volevo…” “Non volevi solamente fare danni! Ciop! Non so più cosa pensare! Ormai siamo nei pasticci! Per caso le hai detto del mondo dei cartoni animati?” Disse Alen calmandosi e cercando di non far trasparire la sua amarezza. “NO!!! Ti assicuro Alen che non ho detto nulla!!” Disse Ciop rassicurando Alen, ma aveva intenzione con queste parole di rassicurare anche se stesso.
Intanto al piano di sopra Cindy, era alle prese con Terry per farla rinvenire: “Terry!! Terry!! Per gli scoiattoli del cielo!! RIPRENDITI!! Non farmi avere paura!! Oh, poveri noi!! Chi ci aiuterà?? Chi ci potrà salvare?? Se ci fosse qui Cip… SVEGLIATI TERRY!!!” Ai richiami di Cindy, Terry si riprese: “Cindy? Tu qui? Sto meglio non ti preoccupare!” Cindy a questo punto disse a Terry di scendere al pian terreno per vedere cosa stava accadendo. Scendendo trovarono una situazione di calma apparente. Alen, aveva appena terminato di fare la ramanzina a Ciop, che stava guardando la tv. Cindy naturalmente, si sedette vicino a Ciop e cominciarono a coccolarsi, mentre Alen e Terry si avviarono in cucina. “Terry! Ancora una volta siamo nei guai! Ciop ha quasi raccontato tutto a mia madre! Era molto arrabbiata! Forse ha capito tutto! Come faremo ora!” Disse Alen. Terry a questo punto disse: “Alen! Non ti abbandonerò mai! Tu lo sai! E poi… è stata anche colpa mia se Henry adesso non c’è! Farò di tutto per starti accanto!” E qui i due innamorati si diedero un bacio.

Nessun commento ancora

Lascia un commento