Racconto: Cambiar Vita – Capitolo 35

DI RAFFAELE FAMELI
Capitolo 35

Anche per Alen la notte passò in un modo tutto sommato tranquillo. I nostri amici si erano appena svegliati e il sole già illuminava la stanza di Alen. Terry era andata a casa per passare la notte. Alen si alzò dal letto con una faccia distrutta. Pensava a sua madre, a Ciop e a tutti i guai che erano capitati. “Non potrà durare ancora per molto tutto questo! Mi sembra di impazzire!” Pensava il poveretto. Scese piano le scale, e li trovò Ciop con Cindy. Senza che Alen dicesse una parola Ciop, cominciò a dire: “Alen!! Non posso stare più fermo ad aspettare gli eventi!! Devo fare qualcosa per ritornare da Cip!! Non ce la faccio più!! Voglio ritornare da Cip con Cindy!!!” Alen disse con molta calma: “Ciop! Non so più se questa storia si potrà risolvere in modo semplice e veloce!

 Da voi, magari i problemi trovano una loro naturale soluzione nel giro di pochi minuti, ma qui non è possibile fare tanto in fretta. NON SIAMO NEL MONDO DEI CARTONI ANIMATI dove tutto sembra semplice! SIAMO NELLA REALTA’! Io sono un essere umano! Per me è difficile credere a tutto quello che ci sta capitando. Come fai tu ad essere ancora così pieno di speranze. Ho sempre pensato che il modo giusto di risolvere tutti i guai fosse la razionalità! Ma Ciop! Qui di razionalità non ce né per niente! Da qualche anno a questa parte vedendo Henry sfogliare i vostri fumetti e vedendolo guardare i vostri cartoni in tv, ho pensato che fosse impazzito! Abbiamo addirittura io e mia madre considerato il fatto di far fare ad Henry qualche seduta di psicoanalisi… in definitiva non lo consideravamo un ragazzo normale. Non faceva altro che parlare di voi giorno e anche di notte. Qualche volta l’abbiamo sentito piangere in camera sua. E vuoi sapere perché piangeva? Te lo spiego subito! Piangeva perché si era commosso a guardare tutto ad un fiato Bambi e Red & Toby, e poi diceva ‘ Questi cartoni mi fanno male, devo evitare di guardarli tutti insieme in una sola volta ’. Capisci ora Ciop! Mio fratello vedeva quei film a poco alla volta per evitare di stare male! Un po’ come quando si prendono le medicine! Secondo te è normale tutto questo?” Ciop rimase un pochino perplesso ma poi disse risolutamente: “Io e Cindy pensiamo che sia normale!! Tutto sommato tuo fratello anche se non riusciva a capirlo, ci ha sempre visti come cose reali!! E aveva ragione!! Noi siamo VIVI!!” Alen capì quello che aveva detto Ciop ma disse: “Forse ho sbagliato a considerarvi frutto della nostra immaginazione! Ma come si può spiegare ad un adulto tutto questo! E’ impossibile! Mia madre non capirebbe mai!” Detto questo si mise seduto sul divano e accese la televisione. Dopo un po’, bussarono alla porta. Era Scott, che era passato di li per avere delle notizie su Henry. Naturalmente Ciop fu contentissimo di rivederlo e lo fece subito accomodare sul divano. Scott disse subito di aver fatto un sogno molto strano quella notte, un sogno che l’aveva turbato. Alen, Ciop e Cindy vollero sapere naturalmente di che sogno si trattava, e Scott prese a raccontarlo: “E’ stato un sogno molto particolare! Non vorrei che sia successo qualcosa nel tuo mondo Ciop! Non voglio comunque farvi preoccupare. Ho sognato che una volpe attaccava degli scoiattoli. Quello che è peggio che quella volpe era Red! Forse è stato solo un mio incubo! Non vi preoccupate.” (Scott non volle dire che si trattava di Cip ed Henry). “COSA!!” Disse Ciop confusamente: “E tu non ci dici nient’altro??? Chi erano quelli scoiattoli?? Devi dirlo Scott!! Per l’amor di Dio!!” Scott fu costretto a dire la verità su quello che aveva visto. “Erano i vostri rispettivi fratelli! Red, parlava anche dei suoi cuccioli ma non ci ho capito niente! Con lui c’era anche un cucciolo di volpe!”. Qui Ciop e Cindy si misero a piangere come fontane mentre Alen ascoltava tutto questo in silenzio. “Non dovete prenderla a male! Forse ho solo sognato! E’ STATO SOLO UN SOGNO!” Disse Scott, cercando di calmare Ciop e Cindy, mentre Alen che fino ad allora non aveva aperto bocca disse: “Caro Scott! Sei stato tu credo a dirci che i sogni possono essere reali! ADESSO MI VIENI A DIRE CHE QUELLO CHE HAI VISTO ERA SOLAMENTE UN SOGNO? Oh poveretti per noi! Mio fratello è stato divorato da una volpe affamata e tu mi dici che è UN SOGNO! Scott so per esperienza che una volpe attacca sempre gli scoiattoli e li MANGIA! Cosa ci stai nascondendo?” Disse attaccando in modo crescente Scott, che vedeva in Alen la famosa ‘ volpe affamata ’. Egli non era in condizioni di dire nient’altro, infondo aveva raccontato già tutto. Ciop prese la parola e disse: “HO SEMPRE AVUTO IL PRESENTIMENTO CHE RED VOLESSE FARCI DEL MALE!!! L’HO SEMPRE DETTO A CIP, MA LUI, COME A SUO SOLITO NON MI HA MAI CREDUTO!! Red: la volpe che mi ha sempre preso in giro!! Molte volte mi ha anche minacciato!!!” (Ciop si ricordava di quando Red aveva voluto fargli uno scherzo di cattivo gusto, mettendosi d’accordo con Cip, ma lui ci era cascato con tutte le scarpe e ancora credeva che Red lo avesse minacciato veramente.) “Bisogna parlare con il disegnatore. Se vogliamo capire di più bisogna andare da lui!” Disse Scott, mentre Ciop prese ad attaccarlo: “SCOTT!!! ANCHE TU SEI UNA VOLPE COME LUI!!!!!!!!! VOI VOLPI SIETE TUTTI SENZA CUORE!!!!! TI ODIO!!!!!!!!” E con un balzo diede a Scott un pugno così bene assestato in pancia che il poveretto credette di morire. Alen vedendo la scena, staccò immediatamente Ciop da Scott gridando come un ossesso: “CIOP! Basta! Cosa hai combinato!” Ciop vedendo Alen così infuriato disse : “Alen!! Non so quello che mi è capitato!! Scusami tanto!!!” E si mise di nuovo a piangere con Cindy. “Stai bene?” Domandò Alen a Scott soccorrendolo, ma lui non dimostrò di avercela affatto con Ciop e disse: “Ciop mi ha attaccato poiché mi ha visto come una volpe! Un po’ ha ragione!” Ma poi rivolgendosi verso Ciop disse: “Ciop! Amico mio! Come vedi io sono un essere umano e non una volpe. Non potrei mai farti del male. Ora facciamo pace!” E i due si strinsero la mano. Alen comunque volle vederci più chiaro sul fatto che aveva raccontato Scott, e disse di voler parlare col disegnatore, ma prima andarono a prendere Terry a casa sua.

In un altro luogo della città, la banda degli ‘ Agenti Speciali ’ era in riunione. Decisero in comune accordo, quella notte di andare in casa di Alen per rapire Ciop e Cindy. Stabilirono l’ora dell’incontro che avevano fissato per mezzanotte. L’unico componente ad avere problemi per l’orario fu proprio Roger che non sapeva come infinocchiare la sua amata sorellina Jasmine la quale a detta di Roger era sempre all’erta come la CIA o la FBI e per cui pericolosa per quello che avevano deciso di fare. Gli altri, invece, erano pronti a tutto. Non si erano mai fatti problemi su nulla. Il loro obiettivo principale era quello di conoscere i nostri eroi e nessuno mai, secondo loro, avrebbe potuto ostacolare i loro piani diabolici. Roger dal canto suo, non volle dare ai suoi ‘ colleghi detective ’ la soddisfazione di prenderlo in giro, e con aria trionfante pensò così: “Mia sorella crede che io sia stupido. Ma in realtà non è così! Io sono il tredicenne più furbo della città! Fregherò mia sorella anche questa volta!” Poi ad alta voce, rivolto ai suoi ‘ colleghi ’: “Aspettatemi alle 11.30! Sarò dei vostri! Parola di Leprotto n°1!” Quelli nel sentire la risolutezza di Roger ne furono contentissimi, e si misero all’opera per preparare un piano tatticamente e strategicamente valido.

Dal disegnatore, Alen,Terry, Ciop, Cindy e Scott, stavano aspettando di essere chiamati. Attesero per circa dieci minuti quando la signorina della reception disse che potevano salire; ma poi presa dalla curiosità disse ai visitatori: “Mi permettano signori. Ma si può sapere il motivo delle vostre continue visite al disegnatore William Floyd? Di solito i visitatori vengono qui solo una volta. Floyd non ha mai tollerato da parte di visitatori più di una visita, mentre sembra che lui vi voglia parlare continuamente.” I nostri amici fermati così da quelle insinuazioni che erano giuste non seppero subito trovare una risposta valida, ma poi Alen disse confusamente e poco garbatamente: “Siamo suoi parenti… ma a lei, cosa interessa? Noi le proibiamo per caso di parlare con i suoi congiunti? No! E’ vero! Allora si faccia gli affaracci suoi e dei suoi parenti e faccia solamente il suo mestiere: la portinaia!” Alen disse queste parole con molto slancio, tanto che la signorina disse: “Non sono una portinaia! Sono una receptionist con tanto di curriculum vitae! Non può trattare così una persona che fa il suo onesto lavoro! Comunque salite!” I nostri amici non si fecero pregare e salirono le scale. Il disegnatore stranamente aveva fatto le pulizie nel suo studio. Quando vide i nostri eroi, li fece entrare e si misero a discutere di quello che era successo: “Amici miei! Nel mondo dei cartoni animati, è successa una cosa assurda! Per fortuna Cip ed Henry sono salvi! Red è impazzito! Non so dirvi altro! Li ha attaccati senza che io scrivessi nulla del genere! Lo so! E’ stato l’altro disegnatore a fare questo. Aspettavo proprio voi per aprire il pacco che mi è stato recapitato da ERIK.” “Ma chi è questo Erik?” Disse Alen mentre il disegnatore prendeva il pacco: “Si tratta del disegnatore che ha combinato tutti questi guai! Lui è il disegnatore di New York!” Disse William aprendo il plico. Ciop ebbe uno scossone di paura, tanto che Alen, Scott, Cindy e Terry gli chiesero se stava bene, e lui con enorme paura disse: “MAMMA MIA!!!! ERIK!!!!! ERIK NOOOOO!!!!!!!!!!” Alen guardava Ciop e non capiva il motivo della sua paura, ma anche Cindy era diventata pallida. “COSA VEDONO I MIEI POVERI OCCHI!” Gridò all’improvviso William. “LUI E’ LI! ERIK SI TROVA NELLA STORIA! Devo controllare subito una cosa!” Disse il poveretto accendendo un computer. “Cosa? Il disegnatore si trova nella storia? cosa significa?” Disse al colmo dello stupore Alen mentre Terry come al solito stava per svenire. Ciop disse velocemente quello che sapeva su di Erik. Raccontò di aver sentito parlare di una volpe che era il terrore di tutto il suo mondo. Raccontò di storie tanto crudeli che in questo libro non si possono descrivere. “Lui è un TERRIFICANTE KILLER!!! Se qualcuno lo incontra per la propria strada di solito non fa più ritorno!!!! Viene DIVORATO o DILANIATO senza pietà!!!” Disse con terrore sempre più crescente, tanto che Scott gli si avvicinò per rincuorarlo ma Ciop gli diede uno spintone dicendo: “TU SEI COME LUI!!!! SEI ANCHE TU UNA VOLPE!!!! TI ODIO!!!!” “Come, come?” Riprese William: “Come una volpe? Di cosa stai parlando Ciop?” Scott riprendendosi da quell’attacco furioso disse: “Ah! E’ vero! Non mi sono ancora presentato! Io mi chiamo Scott McJones. Sono un amico di Alen. Si! Ho avuto la stessa avventura capitata ad Henry! Mi sono ritrovato ad essere una volpe nel mondo dei cartoni, ma sono riuscito a rientrare!” Il disegnatore volle sapere tutto della sua avventura. Scott raccontò tutto per filo e per segno. “Dunque anche tu, come Henry hai visitato quel mondo e poi sei riuscito a tornare attraverso quei tre archi? Stupefacente!” Disse William ammirando Scott. “STUPEFACENTE UN CORNO! Signor William! Lei ci deve ancora spiegare come è possibile che questo Erik è sia la volpe e sia il disegnatore di New York! Diamine! Parlerete dopo della VILLEGGIATURA di Scott nel mondo dei cartoni animati! Adesso cercate di spiegarci qualcosa porca miseria!” Disse Alen con voce terribilmente rauca, e Terry cercava di tenerlo calmo con tutte le sue forze. “Avete ragione! Adesso controllerò meglio! Ma è meglio che si calmi signor Wilson, altrimenti rischia di morire d’infarto!” Disse William cliccando in maniera frenetica sul mouse. “Ecco! Ci sono! Erik era già apparso su un albo di qualche anno fa! Io non facevo ancora parte di questa società. Ricordo che quell’albo la Disney lo fece uscire con la dicitura ‘ adatto per i ragazzi dai 16 anni in su ’, non si verificò mai più nella storia della Walt Disney Corporation! Il direttore, all’epoca ritenne valida la storia presentata da Erik. Molte furono le denuncie alla redazione! Si legge da questo dossier che il personaggio di Erik era per l’appunto una volpe, che dilaniava senza pietà tutti i personaggi che si trovavano sul suo cammino. Durante una riunione dei vertici Disney, qualcuno tentò di richiamare Erik. Quello preso da una collera incredibile, secondo quello che c’è scritto, distrusse mezzo ufficio minacciando tutti i partecipanti e se ne andò dicendo che prima o poi l’avrebbe fatta pagare a chi lo richiamava e giudicava le sue strisce offensive per un pubblico di bambini. Un giorno, venne addirittura il suo avvocato dicendo che il suo assistito aveva eseguito solamente il suo lavoro, e non aveva offeso nessuno! Pensate! Solo un pazzo si può comportare in questo modo!” Alen disse a quel punto: “Un pazzo? Ma qui si sta parlando di uno psicopatico fregato di cervello! Un delinquente armato di pennarelli e di matite su un tavolo da disegno! Non so se è chiaro a tutti che dentro questo fumetto, dove c’è anche quella volpe c’è mio FRATELLO! Signor William, la prego! Faccia qualcosa! Non può lasciare Henry nelle mani, anzi no, tra le zampe di quello sciagurato! Ora fateci vedere quello che è successo!” William spense il computer e fece vedere ai suoi ospiti le strisce che aveva inviato Erik. Scene terribili, quelle che si presentarono davanti ai loro poveri occhi. Scott, essendo stato anche lui una volpe, e vedendo i cuccioli di Red trattati in quel modo disse disgustato: “Non ci posso credere! Come può un personaggio fare tutto questo! E’ assurdo! Un cartone animato non può essere tanto crudele!” “Se fosse stato un cartone animato, le avrei dato ragione, ma purtroppo si tratta di un essere umano, per meglio dire, un pazzo sanguinario!” disse William, anche lui con grande repulsione per quello che stava vedendo. Alen, a questo punto disse al disegnatore: “Va bene! Il troppo è davvero troppo! Visto che non possiamo fare niente per fermare questo fantomatico Erik, non ci resta che piangere! Signor William, quando ha delle notizie, possibilmente buone da darci non esitate a chiamare! Arrivederci!” E dicendo così disse ai nostri amici di uscire dallo studio, ma il disegnatore li fermò dicendo: “Speriamo che non capiti niente! Io cercherò in tutti i modi possibili di contattare Erik. Non so se ci riuscirò! Voi continuate a guardare la tv, non si sa mai! E voi signor Scott, se potete di nuovo venire qui domani, parleremo del fatto che è successo a voi!” Scott, ringraziò il disegnatore e disse di non vedere l’ora.

Appena usciti dal palazzo della Disney, Terry disse ad Alen di voler andare a fare compere. Alen disse che era una buona idea e decise di accompagnarla con Ciop, Cindy e Scott.
“Quante cose carine!!” Disse Cindy adocchiando le vetrine: “In questa città si trova di tutto!! Nel nostro mondo se vogliamo qualcosa, dobbiamo cercarla!! Per noi scoiattoli non è facile trovare quello che ci serve!!” Ciop soggiunse che era vero. Poco distante dal negozio dove era entrata Terry, si trovava una vecchietta in un angolo della strada. Ciop la vide e non poté trattenersi dal desiderio di curiosare. La vecchietta in questione era una cartomante. Ciop le andò vicino e la vecchietta disse con voce tremolante: “Salve! Volete conoscere il vostro futuro?” Ciop, non sapendo cosa rispondere disse di si: “Prego! Accomodatevi su quella sedia di fronte a me!” Ciop si sedette.
Alen proprio allora si rese conto che Ciop non si trovava con loro e chiese a Cindy, a Scott e a Terry uscita proprio in quel momento dal negozio se avevano visto Ciop, ma nessuno gli seppe dire niente. Camminarono un poco lungo la strada, quando Alen intravide Ciop con la vecchietta: “Eccolo la! Mio Dio! Si sta facendo leggere le carte!”, e si mise a gridare come un ossesso: “Cio… COSA FAI? Vieni VIA!”, ma Ciop non gli diede ascolto, e continuò a stare li. L’allegra compagnia si avvicinò alla cartomante, proprio nel momento in cui la vecchietta girava i tarocchi. “Vediamo cosa le riserva il futuro giovanotto!” Disse la vecchietta. “Siete fidanzato vedo!” Disse la cartomante e Ciop facendosi rosso come un peperone disse “Si!! E ho scelto la scoiattolina della mia vita!!!” La cartomante girando un’altra carta, tutto ad un tratto disse facendosi bianca in viso: “Tu! Tu! Non appartieni a questo mondo! E avverto un’altra presenza! Questa ragazza che è dietro di te! Nemmeno lei appartiene a questo universo!” Disse scorgendo anche Cindy. Ciop non capiva bene le parole di quella vecchietta, ma Alen si, e interrompendo la scena, scuotendo Ciop come se fosse un manichino, se ne uscì con queste parole: “Non e vero niente! HAHAHAHA! Come è possibile! HAHAHAHAHA! Dai vieni via da li! Non vedi che non è vero un tubo quello che dice questa vecchia megera!” Ma la cartomante disse: “No signore! Vi assicuro che queste due creature non appartengono a questa dimensione! Lo avverto! Provengono da una dimensione parallela! E da come vedo, questa non è la loro forma originaria! Questo non è il loro corpo!” Alen disse di botto, cercando di non far capire che gli stava venendo un colpo: “E chi sarebbero secondo lei? Due extraterrestri? HAHAHAHAHAHAHAHA!” “Niente affatto! Sono… sono… due… no! Non è possibile! Sono due scoiattoli! Creature dell’umana intelligenza e fantasia! Non so come sia possibile ma è così!” Alen, allora in modo poco garbato disse: “Signora! Quello che dice è impossibile! Voi! Voi, siete solo una ciarlatana!” La vecchietta che forse era abituata a simili complimenti non sembrò molto contrariata e disse: “No! Amico mio! Qui voi avete due esseri che non appartengono a questo mondo, dovrebbe essere contento! Ma dimmi, tu, (riferendosi a Ciop) da quale mondo provieni?” Alen fece segno come al solito a Ciop di non parlare ma, come al solito Ciop fece finta di non vederlo: “Provengo da un posto bellissimo!! Pieno di luci e colori!! Potreste dirmi come sta il mio fratellino che è rimasto li?? Si trova in pericolo ora??” Alen e Terry non sapevano più cosa fare, e si guardavano intorno con il timore che non venisse qualcuno. “Oh si!” Disse la cartomante: “Te lo dico subito! Vediamo!” E girò diversi tarocchi sul tavolo: “Uh! Cosa vedo! L’appeso! Vostro fratello si è trovato in difficoltà! Vedo anche che ha dei nemici che gli volevano far del male! Però vedo anche un altro nella sua vita! Si tratta di una persona che gli sta vicino ora! Una persona molto leale! Sembra che provenga da molto lontano!” Alen con uno slancio pauroso disse: “E’ MIO FRATELLO!” La vecchia cartomante disse allora: “Si calmi! Così vediamo il resto! Dunque! Si vedono altre persone! Si vede una famiglia che era gravemente minacciata! Vedo dolore sulla madre. Vedo tre fratelli di cui una è una femmina. Sembra che il padre di queste tre creature sia come una specie di messaggero! Nel futuro vedo… complotti! Qualcuno cercherà di fare ancora del male. Per quanto riguarda il presente vedo che circa a mezza notte succederà qualcosa qui… non posso dirvi nient’altro. Sono cinque dollari per la lettura e altri cinque per la veggenza.” “Cosa!” Disse Alen: “Dieci dollari! Ma siamo matti?” La cartomante guardò Alen in malo modo: “Se non volete pagarmi allora…” “Allora pagherà! E’ Vero Alen?” Disse Terry guardando Alen. (Terry aveva paura che la cartomante lanciasse una maledizione.) Alen fu costretto a mettere la mano al portafogli e a dare i dieci dollari alla maga. Quella con un bel sorriso disse a Ciop di alzarsi. “E’ stato un piacere conoscere esseri così vicini a noi ma anche così lontani! Sapevo che questo un giorno sarebbe successo! Portate nel vostro mondo il saluto di questa vecchietta che vi ha per caso incontrati!” Ciop e Cindy risposero in coro che avrebbero, non appena rientrati, portato il saluto a tutti.
Alen, appena che ebbero girato l’angolo disse a Ciop: “Con quale permesso ti sei avvicinato a quella li? Cosa ti ho sempre detto Ciop! Non puoi parlare di te stesso con nessuno di questo mondo tranne quelli che siamo presenti! Ti rendi conto di quello che sarebbe successo se per malaugurata ipotesi qualcuno sarebbe passato di la?” Ciop, annuendo disse che si rendeva conto, ma che in quanto scoiattolo aveva un’enorme curiosità. Scott prendendo la parola disse: “Quello che ha detto la cartomante è tutto vero! Solo che c’è qualcosa che mi ha turbato. Ha predetto che stanotte succederà qualcosa! Vi confesso che ci credo!” Alen con slancio non ponderato rispose: “Certo! AHAHAHAHA! E’ come credere ai fantasmi oppure ai carton…” Ma tutto ad un tratto si fece serio, e disse: “Infatti, io ci credo ai cartoni animati! Credo in tutto quello che ci sta capitando!” “Dobbiamo solo stare attenti questa notte! Tutto qui!” Disse Terry che era in balia di una presunta calma. “Si! Stare attenti al lupo cattivo! AHAHAHAHAHA!” Rise Alen amaramente in quanto lui al famigerato lupo cattivo dopo tutte le avventure che avevano passato ci credeva e di molto.

Dopo aver accompagnato Scott a casa e dopo aver pranzato, i nostri amici erano di nuovo seduti sul divano di casa, in cerca di soluzioni. Si erano persino dimenticati della profezia detta dalla cartomante. Alen, era intento a leggere il giornale e Terry parlava con Cindy mentre Ciop osservava le due ragazze parlare. Suonarono al campanello. Era Jasmine in compagnia di suo fratello Roger. Alen naturalmente quando vide Roger gli venne quasi un colpo, ma vedendo che c’era sua sorella con lui, non osò dire niente. “Sono venuta per trovarvi!” Disse Jasmine con slancio mentre Alen a mezza voce disse: “Uh! Che bella sorpresa! Una bella sorpresa davvero!” Così Jasmine e il suo caro fratellino si sedettero. Roger, intanto, guardava Ciop in cagnesco mentre Ciop dal canto suo, gli faceva gli occhi terribili. “Non ho potuto fare a meno di portare con me anche Roger! Non oso neanche pensare a quello che avrebbe potuto fare se l’avessi lasciato solo in casa!” Disse Jasmine: “Ho sempre l’impressione che mio fratello, in mia assenza ne combini sempre una delle sue! Sono venuta anche per scusarmi con voi del suo comportamento! Non so cosa gli sia preso!” “Oh! Non c’è niente da scusare!” Disse Terry alla sua amica: “E’ solo un ragazzino! Non può certamente fare qualcosa di male! E’ ancora tanto piccolo!” “PICCOLO UN CORNO!” Proruppe Alen: “Quello prima o poi finirà in galera! E’ una peste matricolata! Dovrebbe essere rinchiuso in una gabbia di leoni e poi bisognerebbe gettare via la chiave!” Disse con voce di chi avrebbe fatto sul serio quella cosa. “Alen! Non ti rendi conto di quello che dici?” Disse Terry: “Guardalo! Sembra un angioletto!” “Si! Senza ali e caduto dal cielo come un Concorde per mia disgrazia e di quelli che sono con me in questa situazione!” Jasmine cominciava a perdere la pazienza e disse: “Alen! Io ti ho sempre visto come una persona molto buona! Mi devi dire ora che cosa hai contro Roger! E’ vero! Si è comportato male, ma comunque resta un bambino! Non puoi trattarlo così!” Alen si avvide di aver esagerato e chiese scusa ma lo fece in malo modo con mille smorfie. Intanto Ciop e Cindy, dissero ai presenti di andare al piano di sopra e si avviarono. Nel diabolico cervellino di Roger balenò, subito l’idea di andare con loro, e dopo circa un minuto disse tirando la giacchetta di Jasmine: “Sorellina! Sorellina! Ho urgente bisogno di andare in bagno!” Jasmine disse in fretta e in furia: “E proprio ora ti è venuta questa voglia? Quante volte ti ho detto che prima di uscire bisogna andare in bagno! Ma va bene! Terry fallo andare in bagno per cortesia.” “Perché non lo accompagni tu?” Disse Terry ad Alen. Quello per fare una buona azione e soprattutto per ripagare Jasmine di quelle cose che aveva detto, si alzò e andò ad accompagnare Roger in bagno. Appena dentro il bagno, Roger invece di fare pipì, pensò a come raggiungere il piano superiore dove si trovavano Ciop e Cindy: “Accidenti a te Alen! Devo andare al piano superiore da quei due! Porca miseria! Proprio al piano di sotto alla tua mamma è venuto in mente di fare questo bagno? Mi ha rovinato i piani! Ma ora devo fare qualcosa per andare a trovare Ciop e Cindy!” Quel malandrino, guardandosi in giro, poté accorgersi della scala antincendio e pensò bene di salirci sopra. “Se salgo da qui, forse riuscirò a raggiungere il piano superiore. Vediamo! Si! Va bene! Però non sono sicuro di poterci arrivare! Mi servirebbe una piantina della casa. Contatterò un mio agente che controlla questa zona! Mi farò dire se è possibile da qui salire sul cornicione per raggiungere le camere!” (Pensate che gli Agenti Speciali, aveva ‘ agenti ’ in tutte le parti della città, e naturalmente ne aveva più di uno a controllare la casa di Alen.) Roger pensando così, prese dalla tasca la sua fida ricetrasmittente e comunicò: “Qui Leprotto 1 a Tasso Vagante! Qui Leprotto 1 a Tasso Vagante mi ricevi?” E dalla radio: “Positivo! Ti ascolto chiaro e forte Leprotto 1! Comunicare!” “Mi trovo in coordinate casa Alen, e precisamente in bagno! Mi serve sapere se dalla scala antincendio si può salire fino alle camere del piano superiore! Tu ti trovi in queste coordinate? Passo.” “Positivo Leprotto 1! Si può salire! Ma devi stare attento per via dell’altezza! Ripeto! Per via dell’altezza! Se caschi giù potresti romperti l’osso del collo! Passo.” “Ok Tasso! Mi sei stato d’aiuto! Ci risentiremo a missione compiuta! Passo e chiudo!” Tutto contento Roger, si stava preparando per una scalata non proprio facile. Tutto andò liscio salendo le scale ma qualcuno aveva intercettato la comunicazione.
Un radioamatore che abitava proprio vicino ad Alen, aveva ascoltato la conversazione, e incuriosito e un po’ preoccupato pensò di avvertire Alen di quanto sentito. “Questi Ragazzini! Come avranno fatto a prendere la licenza di radioamatore! Le bande Uhf e Vhf sono proibite a chi non possiede tale autorizzazione! Mah… valli a capire tu sti idioti dell’ente di controllo delle radiofrequenze! Comunque devo dire ad Alen cosa sta accadendo nel bagno di casa sua!” E spegnendo la sua stazione di radioamatore, (che era grande come quella a casa di Roger) si avviò per andare in casa di Alen.
Alen, intanto, era ritornato a sedersi con Terry e Jasmine, non immaginando che Roger era nell’atto di arrampicarsi sul cornicione. “Ma… Roger non è uscito ancora dal bagno?” Chiese Terry: “Non si sarà sentito male?” “Male? Quello? Seee!” Disse Alen che sperava davvero in un malore di Roger. “Non fare lo stupido Alen!” Proruppe Terry: “Non ti rendi conto! Vai subito a bussare alla porta!” Jasmine intanto, disse: “Alen! Se non ti piace la nostra compagnia dovevi dircelo prima! Noi avremmo tolto subito il disturbo!” Ma Alen facendo finta di essere in colpa andò a bussare alla porta del bagno, riparata dopo la volta che l’aveva sfondata per andare a rianimare Ciop dopo la sua prima esperienza da fumatore, dicendo sarcasticamente: “Roger! Piccolo mio! Cos’hai? Ti fa male il pancino? Te lo preparo io un po’ di cloroformi… ehmm… volevo dire bicarbonato per farti morir… ehmm… digerire!” “Non fare lo stupido Alen! Non vedi? Roger non risponde!” Disse Jasmine al colmo della rabbia e della preoccupazione. In quel momento, il radioamatore che si chiamava Tod, bussò alla porta e Terry andò ad aprire. “Terry! Credo di aver intercettato dalla mia radio un bambino che prima era chiuso in bagno! Credo che voglia salire sul cornicione per andare nelle camere da letto! Fate qualcosa se non volete che cada di sotto!” Disse senza attendere Tod, mentre Alen aveva già sfondato la porta del bagno non trovando nessuno. “Cosa vi avevo detto? Quello finirà in galera!” Disse trionfalmente Alen, mentre Jasmine cominciava a pensare che sarebbe andata sicuramente come aveva predetto Alen. “Bisogna andare fuori a vedere cosa sta succedendo! Mio Dio!” Fecero appena in tempo ad arrivare fuori per vedere Roger che era già salito sul cornicione. “Scendi! Cosa vuoi fare?” Gridò Alen in preda alle convulsioni. “Come diavolo avete fatto a capire che ero qua?” Disse Roger stupito di vedere Alen, Terry e sua sorella in compagnia di Tod: “Non importa! Scendi o per te saranno guai seri! Oh, se nostro padre si trovasse qui, tu non faresti queste stupidaggini! Lo avvertirò subito! Mascalzone! Scendi! Te ne darò così tante da fartele ricordare per un pezzo!” Gridò Jasmine mentre Roger che aveva visto Tod, capì che era stato lui ad intercettare la comunicazione, e avendo sentito le intenzioni di sua sorella pensò bene di accontentarla, pensando che a mezzanotte, comunque, avrebbe svolto il suo compito. “Fai piano! Per carità!” Aggiunse Terry disperata. “Cosa sta succedendo??” Disse affacciandosi Ciop insieme a Cindy dalla finestra, ma la risposta la ebbe guardando Roger a penzoloni sul cornicione. “Ora basta! Stammi a sentire! Ti dirò quello che vuoi! Ma scendi!” Disse Alen gridando come se lo avessero torturato. Quello nel sentire queste parole volle scendere, ma fece un passo falso, e giù dal cornicione. “MISERICORDIA SI E’ AMMAZZATO!” Gridò al colmo dello spavento Jasmine. In effetti Roger cadendo si era storto una caviglia e il braccio. “Hai! Che male! Ora come farò a compiere la missione segreta questa notte!” Pensò Roger steso al suolo (Roger non pensava alla caviglia o al braccio ma alla missione, poiché per lui era una questione d’onore con i suoi ‘ colleghi ’). Intanto i nostri amici lo avevano circondato tutti spaventati. “Bisogna chiamare l’ambulanza!” Disse Tod, mentre Alen disse a Ciop di correre al telefono. “Cosa ti sei fatto Roger! Mio Dio! Ti sei rotto qualcosa?” Gridò piangendo Jasmine. Alen pensò: “Quello! Quello neanche sotto un tir si farebbe male!” Ciop intanto, con Cindy erano corsi al telefono. Cindy diceva a Ciop: “Amore mio!! Bisogna chiamare l’ambulanza!! Fai il numero!!” Ciop, alzò la cornetta e compose il numero, che per fortuna era scritto sul taccuino attaccato alla parete. “Pronto?? Ambulanza?? Venite presto!! Un bambino è caduto giù dal tetto di casa nostra!!” L’impiegato rispose: “Stia calmo e mi dica la via.” Ciop rispose a tutte le domande e l’impiegato assicurò che l’ambulanza sarebbe arrivata subito. Intanto Terry, Jasmine, Tod e Alen erano intorno a Roger, il quale vedendoseli tutti addosso gridò: “Non mi sono fatto nulla! Fatemi alzare!” E tentò di alzarsi da terra ma il braccio e la caviglia gli facevano male e così fu costretto a restare in quella posizione. Ciop e Cindy arrivarono di corsa in strada e Ciop disse che l’ambulanza sarebbe arrivata presto. Ad un certo punto si sentì in lontananza una sirena. I nostri amici e Tod fecero subito largo. Jasmine accarezzava Roger dicendogli di stare calmo e di fare il bravo, al che Alen disse: “Quello anche con un braccio maciullato è in grado di far danni! I medici dovrebbero stare attenti o in barella ci finiranno loro!” “SMETTILA SUBITO ALEN WILSON! Non ti rendi conto di quello che è successo? Forse mio fratello non riacquisterà l’uso del braccio!” Disse esagerando più del giusto Jasmine con le lacrime agli occhi. Roger nel sentire questo gridò: “Non dire stronzate Jasmine! Ho solo un braccio lussato, tutto qui!” Arrivò l’ambulanza e Roger fu subito portato all’ospedale.

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