Racconto: Cambiar Vita – Capitolo 37

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di Raffaele Fameli
 Capitolo 37

Nel mondo degli esseri umani, i nostri amici erano quasi arrivati in ospedale. Il viaggio in ambulanza fu per Roger una vera e propria tortura. Jasmine lo rimproverava aspramente, mentre i paramedici cercavano di medicare il diabolico bambino che non voleva stare fermo. Invece Alen, Terry, Ciop e Cindy preferirono andare in macchina. Durante il tragitto, Alen diceva: “Quello li farà una brutta fine! Come si può tentare di scalare una casa dal cornicione? E poi per far cosa? Per fortuna Tod ha ascoltato la conversazione! Roger dovrebbe essere rinchiuso in un collegio, anzi no, in galera!” Terry, nel sentire questo, si rivolse ad Alen così: “Alen! Si tratta pur sempre di un bambino! Non potrà mai essere creduto!” Il suo fidanzato non era molto d’accordo, e scrollando il capo disse: “Allora Terry, scusami se te lo dico ma non hai capito proprio nulla! Mia madre è in procinto di tornare! Potrebbe rientrare a giorni, e ancora Henry è in quel mondo! 

Cosa le devo raccontare una volta tornata? Di certo non posso raccontarle che Henry è nel mondo dei cartoni animati e che per poco non finiva nello stomaco di una volpe e che è tutta colpa di un desiderio espresso sia da Henry che da Ciop, e come se non bastasse la loro sorte è decisa da un disegnatore di New York che si chiama Erik (e qui Ciop e Cindy cominciarono a tremare come due trottole), il quale è dentro la storia anche lui sottoforma di volpe che ha cercato di far fuori i figli di Red, che è l’unico a poter portare i nostri messaggi in quel mondo, per non parlare che anche lui è una volpe e di conseguenza una minaccia! E che ancora Ciop e la sua fidanzata sono qui e noi non sappiamo come farli ritornare nel loro mondo e far ritornare Henry dal mondo dei cartoni animati. E poi, come se non bastasse tutto questo, c’è un diavolo scatenato, incarnato nel corpo di Roger che è un bambino, e che per giunta è il fratello della migliore amica della mia ragazza, come faccio a spiegare che il moccioso comanda una banda di scalmanati come lui che vogliono sapere tutto e ci farebbero di sicuro arrestare? E’ questo che devo dire a mia madre? Gli verrebbe un colpo; anzi prima mi farebbe arrestare per rapimento o meglio ancora per l’omicidio premeditato di mio fratello e poi finalmente potrebbe prenderle il famoso infarto che la farebbe crepare all’istante senza tanti complimenti! Roger è capacissimo di fare accadere tutte queste belle cose! E io dovrei comprendere Roger e considerarlo un bambino? Innanzi tutto, forse ora ci arresteranno per la caduta dal tetto! Quel demonio è capacissimo di dire ai medici che l’ho convinto io ad arrampicarsi e che poi gli ho dato una spinta! Ecco chi è Roger!” Terry, ascoltava tutto e non disse nulla, mentre Ciop e Cindy cominciarono a farsi le coccole. L’automobile si avvicinò all’ospedale e si fermò. Scesero tutti, e così anche Jasmine e i paramedici con in barella Roger che si dimenava come un disperato. “Lasciatemi andare! Sto bene!” Ripeteva, ma quelli senza dargli udienza lo spinsero giù dall’ambulanza. Jasmine teneva la mano a suo fratello, il quale voleva solamente andare via dall’ospedale. Alen arrivò con tutta la compagnia, e vedendo Roger in barella non poté che esprimere tutta la sua preoccupazione: “Adesso quel disgraziato ci metterà nei guai!” Terry lo guardava in modo crucciato, e poi correndo verso Jasmine disse: “I medici… cosa hanno detto?” E Jasmine: “Per loro è solo una slogatura ma aspettano di sapere qualcosa di più dal medico di turno.” “Si doveva rompere la testa! Ma quello li ha la testa più dura di un muro di cemento armato!” Disse Alen, mentre Jasmine ringhiando gli disse: “Allora avevo ragione io! Ma si può sapere Alen perché tanto odio verso Roger?” Alen, vedendo la ragazza reagire in quel modo non parlò. “E proprio a lui lo domandate? Mi odia perché ormai so tutto! Non potrai nascondere a lungo il tuo segreto! Gli Agenti Speciali porteranno alla luce quello che tu tenti di nascondere!” Alen avrebbe voluto strozzare Roger, ma non lo fece pensando che Jasmine lo avrebbe difeso a spada tratta, e quindi decise di non parlare.
Il medico di turno arrivò con tanto di camice bianco, e guardando Roger disse ai paramedici di condurlo in ambulatorio. Quelli eseguirono, e il ‘ terribile bambino ’ come lo chiamava Alen, fu trasportato nello studio. I nostri amici dovettero aspettare fuori nella sala d’aspetto. “Speriamo che non si sia fatto nulla di grave!” Disse Terry a Jasmine che era tesissima. “Lo spero anch’io! Visto che nostro padre non è presente! Cosa dite? Lo devo avvertire?” Disse la sorella di Roger, ma Alen disse: “Si! Avvertilo! Così prenderà lui dei provvedimenti prima che li prenda io!” Jasmine lo guardò male, ma non disse niente. Ciop e Cindy erano seduti vicini vicini, e si tenevano teneramente per mano. “Ciop!! Amore!! Secondo te Roger cosa ha in mente?? Io non sono affatto tranquilla!! Ho come l’impressione che sta per succedere qualcosa di strano!!” Disse la dolce Cindy, guardando Ciop negli occhi come per cavargli una risposta rassicurante. Lui, le disse: “Cindy!! C’è Alen a proteggerci!! Non accadrà nulla, vedrai!! Speriamo solo che tutto si sistemi nel migliore dei modi!! Non possiamo fare altro. Dobbiamo sperare!! Ho messo nei guai anche te!! Oh… se avessi saputo prima… ormai è tardi!!” “No!!! Ciop!!!! Non lo dire!!! Non è stata colpa tua!!! Mi sono fidata io di Tony!!! E’ stato un incidente!!! Amore mio!! NON E’ COLPA TUA!! Avrei dovuto capirti meglio quando ti confidavi con me!! Avrei dovuto capire che ti sentivi solo!!! Non sono stata capace!! PERDONAMI!!!” Disse Cindy scoppiando in lacrime. Ciop, nel sentire questo disse: “NO!!! NON SEI TU LA RESPONSABILE!!! Amore mio. Sono stato io a combinare questo pasticcio!!” “Non sei stato tu Ciop! E’ stato il destino a volerlo! Siamo tutti sotto lo stesso cielo. Non possiamo ribellarci al fato. La colpa è solo mia! Sono un cattivo fratello! Ecco tutto!” Proruppe nel discorso Alen, che pareva tranquillo. Jasmine, sentendo il discorso non osava aprire bocca. Ancora una volta non riusciva a credere a tutta quella storia. Riflettendo pensava: “Ho fatto finta di credere a Terry per assecondarla, ma tutto quello che sta accadendo qui ha dell’assurdo. Il bello è che dovrei crederci ma mi viene difficile pensarlo. I cartoni animati NON ESISTONO! E’ solo immaginazione! Però, come si può spiegare la presenza qui di queste due persone? Come si può spiegare l’uscita di quei giornaletti con uno scoiattolo di nome Henry che prima era un ragazzo? A dire il vero questi due sembrano usciti da un fumetto, ma da qui a considerarli Ciop e Cindy ce ne passa! Spero solo che si tratti di una trovata pubblicitaria della Disney. Comunque starò al gioco per vedere come finisce! Penso che Terry sia una vittima di Alen con questi due! Lo deve essere per forza! Henry probabilmente si troverà in viaggio oppure da un suo amico, anche lui complice di Alen in questa farsa! Deve essere così! Povera Terry! Nelle mani di un pazzo! Aveva ragione Chris, quando parlando della relazione di Terry con Alen era contraria. (Chris era un amica comune di Terry e Jasmine.) Continuerò a recitare anch’io! Comunque se accade qualcosa a Roger o a Terry… Alen dovrà darmi delle spiegazioni!”
Passarono dieci minuti, e il medico si decise ad uscire fuori a portare notizie di Roger. I Cinque amici si rizzarono in piedi, e corsero vicino a lui. “Dunque…” Disse lo specialista: “Il ragazzo ha la pelle dura! Non si è fatto nulla di grave! Ho dovuto solo raddrizzare la gamba e il braccio. Una semplice lussazione. Ma… una cosa non ho capito. Il ragazzo ha detto di essere caduto da un cornicione. Si può sapere come mai si trovava in un posto tanto pericoloso? Avrebbe potuto farsi del male gravemente!” Alen, cercò di sdrammatizzare dicendo: “Ci è salito per giocare! HAHAHA! Quel ragazzo è un burlone! Ha detto di voler andare in bagno e invece…” “…E invece di controllarmi Alen, te ne sei stato in salotto a far conversazione con mia sorella e con la tua amante, quando nel piano superiore di casa tua c’erano due cartoni animati in carne ed ossa! Ah, ma adesso ti aggiusto io per le feste!” Disse Roger, uscendo dalla porta dello studio come un puledro imbizzarrito. Alen, nel vederlo diventò olivastro in viso, e ridendo in modo frenetico disse: “Non è vero! Vuole scherzare! E’ andato in bagno e poi si è arrampicato come una scimmia su per il cornicione! Come facevo a sapere che sarebbe andato fin lassù? Non potevo di certo andare in bagno con lui? Vi pare? AHAHAHAHAHA!” Il medico guardò sottocchio i due, e poi disse: “Va bene! Il ragazzo può ritornare a casa, ma deve stare attento a non fare sforzi eccessivi.” Roger, saltando disse: “Stia tranquillo dottore! Non farò nessuno sforzo.” Ma nella sua piccola mente pensava già a come rapire Ciop e Cindy quella notte.
Uscirono tutti insieme dall’ambulatorio e Alen dovette accompagnare a casa Jasmine con suo fratello, siccome per andare a casa di Alen avevano preso l’autobus. Terry, guardava Alen per impedirgli di dire qualcosa che potesse turbare ancora di più Jasmine, mentre Ciop e Cindy erano seduti nel sedile posteriore in compagnia di Jasmine e Roger, stretti come delle sardine. Quando arrivarono a destinazione, i due fratelli scesero dalla macchina e Ciop e Cindy poterono prendere un po’ di fiato sistemandosi al meglio. Roger, arrivato vicino al finestrino di Alen disse: “Non è finita Alen! Oggi è un gran giorno! La verità sarà svelata!” Alen, morso come da una tarantola rispose in modo frenetico: “Gran giorno? Cosa hai intenzione di fare ancora! Non ti basta averci rovinato la giornata con le tue acrobazie sul cornicione? C’è solo una verità da svelare! La verità è che tu andrai a finire in galera! Poveretti quelli che devono starti vicino! La verità è che tu mi vuoi vedere morto!” Roger sorridendo in modo malizioso disse: “Morto no! Ma sulle pagine dei giornali si! Ti smaschereremo! Alen non potrai tenerti il segreto ancora a lungo! Tu lo sai! SO TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE…” Alen disse: “Non so di cosa stai parlando e non lo voglio sapere ma bada…” “Bada? Sei tu che devi stare attento a me! Preparati alla sconfitta! LA VERITA’ TRIONFERA’! IL GRAN GIORNO E’ ARRIVATO E TU NON POTRAI FARE NULLA PER IMPEDIRLO!” Alen non ci vide più e allungò la mano fuori dal finestrino e diede una sberla a Roger, e fu subito aggredito da Jasmine e Terry. Roger si mise a piangere (in realtà faceva solo finta. Si trattava di una strategia già usata con sua sorella), e Jasmine inviperita gridò: “ALEN WILSON! Potrei denunciarti! Come hai potuto picchiare mio fratello! Sei l’essere più crudele e strano che si sia mai visto sulla faccia della terra! Non permetterti più o ti denuncio!” Roger, si voltò piagnucolando dicendo: “Ti denuncerà! Ma lo strano non sei tu! Sono quelli li seduti dietro!” Alen, fu costretto a chiedere scusa, anche perché Terry lo guardava male, ma poi accendendo la macchina per partire, vide Roger che gli faceva la linguaccia ridendo, così scoppiò a dire: “Non stava piangendo! Quel demonio dannato non sta piangendo! Mi sta solo prendendo in giro!” Terry disse: “Alen! Andiamo via! Hai già dato spettacolo! Non si risolve così il problema! Ora devo chiamare Jasmine per chiederle scusa del tuo comportamento!” Alen con il volto tirato fu costretto a stare zitto e a svoltare verso casa.

Nel palazzo della Disney, William il disegnatore guardava in modo ossessivo il telefono. Voleva chiamare Erik ma non aveva il numero. Prese la sua agendina per vedere se il numero si trovava li, ma non gli fu possibile trovarlo. “In qualche modo lo devo trovare! Qualcuno deve fermarlo! Lui non sa, molto probabilmente quello che sta capitando!” Dicendo così chiamò tramite interfono un suo collega pregandolo di scovare il numero e di darglielo. Dovette aspettare per più di un quarto d’ora. L’altro disegnatore dovette vedere in archivio, ma alla fine trovò il famoso numero e lo diede a William dicendo: “William! Io il numero te l’ho trovato. Ma dimmi! Hai davvero intenzione di chiamare quel pazzo? Non lo sai che se lo scoprissero potresti venire licenziato? Licenzierebbero anche me! Il capo lo ha proibito!” William, rispose calmo: “Non succederà nulla! Devo solo dirgli una parola! Nessuno scoprirà mai niente! Stai tranquillo!” L’altro, non fiatò e dettò il numero con voce molto preoccupata, e William ringraziò e spense l’interfono. Adesso si trovava davanti al telefono con il numero scritto su un foglietto. Sospirò forte e alzò la cornetta. Il suono di libero gli rimbombava come tanti tamburi nell’orecchio, ma si fece coraggio: “Infondo…” pensava: “E’ un disegnatore come me, cosa mi potrà mai fare di male. Io voglio solo parlargli e niente più.” E pensando questo compose il numero. Libero! Era Libero! Adesso doveva solo aspettare che il fantomatico Erik rispondesse. Dopo circa nove squilli una voce rispose dall’altro capo: “Pronto??” William, prendendo fiato disse all’interlocutore: “Erik? Sei tu?” Quello senza una piega disse: “Si!! Ma tu chi diavolo sei??” “Sono William! Ti sto telefonando perché ti devo parlare!” Erik, molto sgarbatamente disse: “Ah si!!! E cosa cavolo mi devi dire!! Ora sono moooolto occupato e non ho tempo da perdere con te!!!” “No! Ascoltami! Devo parlarti urgentemente di quelle strisce che mi hai mandato! E’ una storia molto strana! Forse mi prenderai per matto ma ti assicuro che è la storia più assurda che mi è capitato di sentire!” Disse William di botto mentre Erik sghignazzava in un modo da far paura e dopo rispose: “Lo so!!! Ti sembra assurdo!! Ma ti assicuro che non lo è!! Mio caro ancora hai moooolto da imparare!! AHAHAHAHAHA!!” “Quindi tu sai? Sai tutto?” Disse William stupito da una tale risposta, Erik rispose dicendo: “So tutto!! So anche mooolte altre cose che tu non saprai mai nella tua misera vita da disegnatore!!! Io c’ero, e ci sarò sempre!!! Ricordati!!! Se vuoi un chiarimento ci possiamo vedere domani alle 23.00 davanti ai vecchi studios. Verrò apposta da New York!! Sai, mi aspettavo che tu prima o poi avresti chiamato il mio numero privato!! Ricordati!! Domani alle 23.00 davanti ai vecchi studios!!! CIAO !!!! E non mandare più Red a rompere i cosiddetti!!!!” Disse Erik sghignazzando a più non posso, mentre William tentò di dire: “Aspetta Erik! Come fai a sapere tutto! Erik..” Ma quello aveva già chiuso la comunicazione.
Il povero William rimase senza fiato. Erik gli aveva dato un appuntamento ad un orario inconsueto. Come era possibile incontrarsi alle undici di notte? E poi perché? Era il caso di andare armato? Questi erano tutti i pensieri che affollavano la sua mente; ma poi pensandoci bene pensò: “Pazzo si, ma fino ad un certo punto! Non credo proprio che lui mi voglia aggredire. Ora dovrei avvertire il Signor Alen di questo? Forse è meglio non turbarlo! Ha già tanti problemi… ci manco solo io con il mio incontro notturno. Bha… si è fatto molto tardi, ci penserò domani.” E così dicendo si mise la giacca e chiuse lo studio ed andò a casa sua.

Intanto si era fatta già sera. Alen con l’allegra compagnia erano rientrati a casa. Terry anche quella sera stette a casa del suo fidanzato. Si sistemarono al meglio per cenare. Ciop e Cindy erano mano nella mano e si guardavano teneramente e si parlavano all’orecchio dicendosi dolcissime parole. Alen a capo tavola fece il punto della situazione. “Un’altra giornata è trascorsa! Cos’altro ci capiterà domani?” Terry, guardava Alen come per tranquillizzarlo, ma poi sbottò col dire: “Domani? Domani sarà un giorno migliore! Però nutro delle perplessità sul tuo comportamento nei riguardi di Roger. Non avresti dovuto trattarlo in quel modo! Ora Jasmine sarà molto arrabbiata con te e pure con me!” Alen, disse smettendo di mangiare: “Ah! Lei è arrabbiata? Dovrei essere arrabbiato io! Ma non hai visto che mi ha preso in giro? E poi ci stava rovinando! Ti ricordo Terry che siamo in una situazione critica! Quello li, credimi, farebbe perdere la pazienza ad un santo! Ci ha minacciato! E quel che è peggio, sua sorella ora sa del nostro problema! Non so quando ma mia madre presto ritornerà a casa! Cosa le racconterò! Basta! Ora mangiamo e non pensiamoci più!” Terry, disse: “E’ vero! E’ una situazione insostenibile, ma poi c’è un’altra cosa! Le parole della maga. Dobbiamo stare all’erta questa notte!” Sentendo questo ad Alen gli andò per traverso il pezzo di pane che stava mangiando, e tossendo come un pazzo e colpendosi il petto con il pugno disse: “COSA DICI? TU CREDI A QUELLA LI? IO NON CREDO AD UNA SOLA PAROLA! LO HA DETTO SOLO PERCHE’ VOLEVA SPAVENTARCI! NON MI DIRE CHE ANCORA CREDI A CERTE FAVOL…” Poi si avvide di aver toccato un tasto falso, anche perché Ciop e Cindy lo guardarono male, e correggendosi disse: “Non bisogna crederle! Io non la volevo pagare e lei ci ha fatto solo spaventare con quelle parole. E’ successo solo questo! Credimi amore! Questa notte non accadrà nulla! Puoi dormire sonni tranquilli!” “Allora come mai sapeva che io e Cindy siamo due esseri venuti da molto lontano??” Disse Ciop intervenendo. “Questo non lo so!” Disse Alen rosso in viso come un peperone. “Hai visto Alen? Ciop ha perfettamente ragione! Davvero sta per accadere qualcosa. E noi dobbiamo stare attenti!” Concluse Terry, pulendosi il viso con il tovagliolo: “A noi non costa nulla stare all’erta. E poi la maga ha detto del pericolo prima che tu non la volevi pagare!” “Lo avrà capito! AHAHAHAHA! Queste persone riescono a capire chi paga e chi no! AHAHAHAHA! Io per l’appunto sono uno di quelli che non paga! AHAHAHA!” Rise Alen per mascherare la sua preoccupazione. Terry non osò aprir più bocca e se ne stette in silenzio per tutta la durata della cena.

In casa di Jasmine, Roger non vedeva l’ora che arrivassero le undici per andare dai suoi colleghi degli Agenti Speciali. Non stava più nella pelle poiché pensava che rapendo quelle due persone avrebbe accresciuto la sua popolarità fra i colleghi della banda e avrebbe fatto (secondo lui) scoperte sconvolgenti. Jasmine quella sera doveva uscire perché aveva un appuntamento con il suo ragazzo, quindi chiamò Roger e appena lui (che già sapeva tutto) arrivò disse: “Roger! Questa sera io devo uscire! Mi raccomando! Non combinare altri guai, chiuditi in casa e non fare entrare nessuno! Se non farai quello che ti ho detto chiamerò papà e gli racconterò tutte le monellerie che hai fatto negli ultimi due mesi!” Roger, con viso angelico, disse: “Va pure sorellina! Non accadrà niente! Ho solamente paura che Alen venga a picchiarmi di nuovo! Sai… ho avuto molta paura! Mi ha dato uno schiaffo anche se avevo gli occhiali! Quello è un pazzo ed è passibile di denuncia!” Disse Roger sghignazzando sotto i baffi, mentre sua sorella disse: “Pazzo! E’ proprio il nome che si merita! Uno che crede… lasciamo perdere! Non ti preoccupare! Non ti farà più nulla! Comunque fai tutto quello che ti ho detto!” Roger annuì e se ne andò in camera sua ridendo come un matto. Jasmine non voleva andare a quel appuntamento. Uno strano presentimento gli stringeva il petto ma ormai aveva promesso al suo ragazzo di uscire e non ne poteva fare a meno.
Si fecero le nove e suonarono al campanello. Era Daniel il ragazzo di Jasmine che era andato a prenderla per uscire. Jasmine lo baciò e i due uscirono mentre Roger dalla finestra li aveva visti andare via. “Andate a sbaciucchiarvi! Intanto io ho una missione da compiere questa notte!” Pensato questo, aprì la ricetrasmittente e comunicò così: “Qui Leprotto 1 a base! Qui Leprotto 1 a base, la Iena è uscita di casa per un appuntamento. (Iena era il nome in codice dato a sua sorella.) Non tornerà che alle due! Ripeto! Alle due! Ci vediamo all’ora concordata! Datemi il ricevuto!” “Ok Leprotto 1! Qui è Condor! Ricevuto!” Disse un collega in radio, e Roger: “Bene! Avverti gli altri di trovarsi tutti in coordinate base! Ripeto! Coordinate base! Passo!” “Ok! Darò disposizioni! Da Condor, passo e chiudo!” Roger spense la radio. Ormai era fatta! Ciop e Cindy erano destinati ad essere rapiti. Con molta soddisfazione si mise il giubbotto e scese le scale ed uscì per recarsi da un ‘ collega ’ a casa sua così sarebbero andati insieme all’appuntamento, senza curarsi dell’ordine dato da sua sorella.

In casa di Alen, tutto era tranquillo. Ciop e Cindy guardavano la tv e Terry e Alen erano seduti in cucina. Alen, aveva i nervi a fior di pelle.
Ciop, aveva messo la videocassetta delle avventure sue e di Cip e la guardarono insieme a Cindy. Lei aveva le lacrime agli occhi. Era straordinario vedere il loro mondo da un televisore, tuttavia soffriva perché non era li. Ciop le spiegò: “Vedi Amore!! In questo mondo ci conoscono anche tramite questi apparecchi!! Gli esseri umani le vanno a comprare e le guardano!! Purtroppo loro non sanno che sono tutti fatti veri!!” Cindy, guardava Ciop teneramente. Aveva anche lui le lacrime agli occhi. “Amore!! Ciop!! Io sono qua e non ti lascerò!! Credimi, torneremo nel nostro mondo!! Riabbracceremo tutti!! Cip è molto saggio!! Lui se la caverà anche in questa occasione!! Non è colpa tua se è successo tutto questo!!” Ciop se la strinse a se e cominciò a baciarla.
Si erano già fatte le dieci e mezza e i nostri eroi erano tutti riuniti sul divano a guardare la televisione dove stavano trasmettendo un documentario naturale. Ad un certo punto fecero vedere lo svolgimento della vita delle volpi. Ciop, guardava con interesse ogni fotogramma del programma e si intenerì guardando i cuccioli. “Come sono carini!! Sembrano i figli di Red!!” Cindy annuì, e guardando negli occhi Ciop gli disse: “Si!! Sono molto teneri!!! Amore mio, quand’è che faremo i nostri??” Ciop diventò rosso come un peperone mentre Alen e Terry ridevano. “Cosa avete da ridere??” Protestò il poveretto mentre la sua fidanzatina gli accarezzava le mani. “Niente!” Disse Alen: “Solo che siete molto teneri!” Ciop rispose rivolgendosi sia a lui che a Terry: “Già!! Anche voi due siete molto teneri!! Badate ai vostri di cuccioli visto che siete fidanzatini anche voi!!” Ci fu una risata generale. Ma dopo un po’, Cindy cominciò a piangere a dirotto. Tutti si voltarono verso di lei e dopo verso la TV: una scena orribile. Si vedeva una volpe che cacciava uno scoiattolo. Alen capì e spense il televisore di corsa. “Ormai si è fatto tardi. E’ meglio andare a letto.” Disse facendo finta di nulla e Ciop disse: “Va bene!! Amore mio!! (rivolgendosi a Cindy) Ora è meglio che ti calmi!! Andiamo a letto!!” Cindy, asciugandosi gli occhi disse: “Che scene orribili!! Non ho mai visto delle cose così crudeli!!” Terry volle intervenire e disse: “Si! E’ vero! Comunque a voi non capiterà nulla! Ci siamo io e Alen!” Cindy, calmandosi le sorrise e disse: “Terry!! Tu sei molto buona!! E con te possiamo stare tranquilli!!”
Tutti andarono a letto senza sospettare che qualcosa di brutto stava per accadere, tutti tranne Alen e Terry che erano agitatissimi.

Nel frattempo, Roger era già arrivato alla base degli Agenti Speciali , dove trovò un’accoglienza molto calorosa. Infatti erano tutti pronti per l’impresa. Roger spiegò tutto il suo piano e quelli, pronti ad agire si misero subito ai suoi ordini: “Dobbiamo rapire questa notte stessa Ciop e la sua fidanzatina! Non dobbiamo fallire nel nostro intento! Voi starete fuori, mentre io e Leprotto 2 e Leprotto 3 andremo a prendere quei due! Naturalmente dobbiamo stare attenti ad Alen. Lui farà di tutto per far andare a monte il nostro piano. Abbiamo circa mezz’ora di tempo per compiere il tutto. Ci servirà anche un’automobile per portare via Ciop e Cindy, quindi Volpacchiotto (Volpacchiotto era il nome in codice di un ragazzo che aveva sedici anni), dovrà prendere la macchina di suo padre e portarla vicino alla casa di Alen. Naturalmente ci servirà anche del nastro adesivo per immobilizzare i nostri ostaggi.” Quelli accettarono tutto, e Volpacchiotto andò senza alcun tipo di timore, a prelevare la macchina del padre. “Ma se Alen se ne dovesse accorgere e ci inseguisse? Come faremo? Dobbiamo andare armati!” Disse Leprotto 2, uno dei capi dell’organizzazione a Roger, il quale disse senza scomporsi: “Hai ragione Leprotto 2! Infatti ho portato da casa mazze da baseball e pistole finte. Lo faremo fuggire con la coda fra le gambe se dovesse accorgersene! Alen la deve pagare! Mi ha dato uno schiaffo! Questo nessuno è mai stato capace di farmelo! LA DEVE PAGARE CARA E AMARA!” Quelli sentendo dello schiaffone si misero a parlare tra di loro e poi dissero: “Alen ti ha fatto questo? Allora non avrà scampo alcuno! Gli AGENTI SPECIALI , Società Segreta, non possono tollerare che qualcuno minacci il loro capo.” Roger con soddisfazione li guardava con un sorriso di sfida e disse: “Dunque! Tutti d’accordo? Chi vuole stare con me?” E tutti alzarono la mano. Volpacchiotto arrivò quasi subito con l’automobile che parcheggiò li vicino. “Bene! Sincronizziamo gli orologi! Sono le undici e trenta! Teniamoci in contatto tramite radio. Adesso distribuirò le armi!” Disse Roger dando ai suoi colleghi mazze da baseball e pistole finte. “ANDIAMO! Uno per tutti, e tutti per uno!” Quelli uscirono dalla base, che si trovava in una vecchia fabbrica abbandonata e si recarono tutti nelle vicinanze della casa dei nostri eroi. Volpacchiotto parcheggiò l’auto sotto casa di Alen, e poi si diresse insieme agli altri in un parchetto li vicino, ad aspettare il momento di agire.

Tutto nella casa di Alen era in silenzio. Sembrava che nessuno sospettasse nulla. Ciop e Cindy stavano dormendo come ghiri, Alen, avendo preso dei tranquillanti stava dormendo con un sonno agitato da mille incubi, mentre Terry non dormiva. Il suo sospetto per quello che doveva accadere non le lasciava chiudere occhio. Guardava di continuo l’orologio e smaniava.

In un locale, Jasmine e Daniel erano seduti a prendere un drink. Ad un certo punto Jasmine si girò verso il ragazzo e disse: “Daniel! Ho come l’impressione che sta per succedere qualcosa a mio fratello! Andiamo! Tanto ormai s’è fatto tardi.” Quello sorridendo le disse: “Cosa vuoi che capiti a Roger. Sa badare a se stesso. Ormai è grande; e poi io… io… devo farti un regalo. Ecco tieni!” Jasmine prese dalle mani di Daniel uno scatolino di colore blu, lo aprì e al suo interno un anellino d’oro. Jasmine fuori di se per la contentezza disse: “Oh Daniel! E’ il più bel regalo che abbia mai ricevuto! Tu sei pazzo! Ti sarà costato un occhio della testa!” “Per la ragazza che amo farei questo ed altro. Non ti preoccupare! Ma dimmi scoiattolina, (questo Daniel non l’aveva mai detto a Jasmine) dimmi una cosa. Mi vuoi sposare?” Disse dolcemente quello avvicinandosi a lei, quella presa da un tremore disse: “Come mi hai CHIAMATA? Oh Dio!” Quello rispose: “Scoiattolina. Perché, non ti piace?” Jasmine, che era molto più agitata per sentirsi chiamare ‘ scoiattolina ’ che dalla proposta di matrimonio, per diminuire lo stupore del suo ragazzo disse: “Oh! Si! mi fa piacere! E se è per questo io ti voglio sposare!” Daniel, a questo punto disse: “Perfetto! E’ il giorno più bello della mia vita! Dobbiamo brindare! Cameriere! Portateci dello champagne! Stanotte ho realizzato un sogno!” Jasmine, che di certo non voleva deludere Daniel, ma nello stesso tempo presa da un tristo presentimento disse: “Va bene Daniel! Beviamo lo champagne e poi andiamo via.” Quello prese la bottiglia e cominciò a mescere. Jasmine fu costretta a bere, ma poi disse: “Daniel! Ora si è fatto davvero tardi. Non per darti un dispiacere, ma mio fratello… solo Dio sa quello che sta combinando.” Ma dai! Cosa vuoi che faccia! Sicuramente ora si trova nella sua stanza a leggere fumetti oppure a guardare in televisione i cartoni animati!” Disse Daniel alla sua fidanzata per cercare di diminuire la sua preoccupazione. “E’ proprio di questo che ho paura…” aggiunse Jasmine al colmo della inquietudine.

Era arrivata mezzanotte. Roger con gli altri ‘ agenti ‘ erano pronti ad intervenire. Nella strada regnava un silenzio innaturale interrotto solo dal passaggio di alcune automobili. Roger diede l’ordine di agire. “Come concordato, io e Leprotto 2 con Leprotto 3 andremo a rapire Ciop e Cindy, mentre tu Lupacchiotto 1 andrai a fare la guardia al portone principale della casa, e tu Lupacchiotto 2 in quella sul retro dove c’è la cucina. Gli altri devono stare nei vicoli per controllare che non venga qualcuno. Deve andare tutto per il meglio! Non ci saranno occasioni come questa. Teniamoci in contatto tramite radio. Per ora è meglio fare silenzio radio, vi avvertirò io quando inizieranno le comunicazioni. Sarà bene criptare le comunicazioni , quindi accendiamo lo scrambler, so che da queste parti c’è un certo Tod che è radioamatore. Potrebbe mandare tutto a monte! Lo ha già fatto quando ho tentato di salire sul cornicione. Nemmeno quello deve preoccuparsi, ce ne saranno anche per lui.” Quelli eseguirono. “Ora è il momento! Andiamo!” E così tutti quanti presero le loro posizioni come ordinato da Roger.

Terry, nella camera dei genitori di Alen, era a letto insieme a lui, ma non riusciva per nulla a prendere sonno. Erano già scoccati i dodici rintocchi dell’orologio appeso alla parete del salotto.

Roger a quel punto, decise che era il momento e ordinò l’avvio della missione. I ragazzi dettero l’ok, e così Roger, Leprottino 2 e 3, andarono sul retro della casa di Alen. Lo sciagurato ragazzino, ordinò subito di aprire la porta della cucina usando la chiave che si trovava dentro un vaso, sotto una pianta che era proprio vicino all’uscio. (Roger sapeva di quella chiave perché uno dei componenti degli Agenti Speciali, sorvegliando la casa, si era accorto che Alen per entrare in casa dal retro prendeva proprio la chiave dentro quel vaso e naturalmente non gli parve vero di andare a spifferare a tutti gli Agenti Speciali la scoperta che aveva fatto. Entrarono, dunque, in casa, lasciando Lupacchiotto 2 a sorvegliare. Tutto era silenzioso. “Bene! Ora che siamo riusciti ad entrare non dobbiamo fare alcun rumore! La stanza dove Alen ha sistemato Ciop e Cindy è la stanzetta di suo fratello Henry! Si trova al piano superiore!” Spiegò Roger, che già si vedeva decorato con una medaglia dai suoi colleghi. Naturalmente i tre, salirono le scale e si trovarono sul pianerottolo che portava al corridoio delle camere da letto.
Terry, intanto nel letto si rigirava nel medesimo senza trovare tregua ma non voleva svegliare Alen, che come un angioletto aveva trovato pace.
I tre ragazzi, stavano già avanzando per il corridoio in punta di piedi, ma a Leprottino 2 cadde la torcia che teneva in mano facendo rumore. Roger rimproverò aspramente l’amico: “Cosa ti è saltato in mente? Vuoi farci scoprire? Non sai che Alen potrebbe saltarci addosso? Sta più attento Leprotto 2 o ti degrado a Leprotto 10!” Quello, per paura di una retrocessione di grado si scusò e giurò che sarebbe stato attento.
Terry, fece un balzo nel letto. Aveva sentito il rumore sospetto ed era sul chi vive. “Cosa sarà stato? Mio Dio! Un rumore che proveniva dal corridoio! Cosa posso fare? Non posso di certo svegliare Alen! Lui ha già tanti problemi e preoccupazioni. Ci mancano solo le mie paure e i miei rumori! Sarà sicuramente stata la mia immaginazione!” La povera Terry, tentò di addormentarsi, ma poi ripensò all’ultima frase che aveva pensato e scattò di nuovo a sedere sul letto. “Ma se è stata proprio l’immaginazione a fare tutti questi danni? Come posso ora stare tranquilla? Devo subito alzarmi per vedere cosa sta succedendo!” Così, Terry scese piano dal letto e si diresse alla porta della camera.
I tre Agenti Speciali, intanto, erano arrivati davanti alla porta della camera di Henry. Roger ordinò a Leprotto 2 di aprire ma mentre quello era sull’atto di girare la maniglia, Terry era già arrivata e aveva visto tutto. La poveretta tentò di gridare ma Roger le corse incontro e gli intimò con la pistola giocattolo di far silenzio: “Se gridi TI UCCIDO! Non ci provare o per te sarà la fine!” Terry, avendo riconosciuto Roger ma non avendo (come si può immaginare) capito che la pistola era finta disse: “Oh Roger! Piccolo! Non fare pazzie e posa la pistola!” Quello per niente impressionato ordinò a Leprotto 3 di portare il nastro adesivo per immobilizzare la poveretta, che intanto stava (come al solito) per svenire. Quello si avvicinò furtivamente e porse a Roger il nastro. “Ora stai ferma e buona!” Le disse Roger: “Non voglio farti del male! Ma sta zitta altrimenti io… altrimenti ti faccio saltare le cervella!” E prese a metterle il nastro sulla bocca e poi le legò mani e piedi. Fatto questo, Roger ritornò dai due Leprotti che se la stavano facendo addosso. “Ora apriamo la porta! Gli scoiattoli sono dentro!” E dicendo così delegò Leprotto 2 ad aprire la porta. Quello la aprì e trovò Cindy che stava dormendo mentre Ciop non era presente. Roger, disse agli altri due di legare bene Cindy e di metterle il nastro adesivo sulla bocca che lui sarebbe andato a cercare Ciop. Dette queste disposizioni, accese la radio ricetrasmittente e disse che le comunicazioni erano cominciate ma di non chiamare per sciocchezze.
Terry, legata come un salame, cercava in tutti i modi di liberarsi dal nastro. Cercò di trascinarsi dove c’era la porta della camera da letto della mamma di Alen per avvertire il fidanzato del pericolo.

Nel frattempo, Jasmine e Daniel erano in macchina. Daniel aveva intenzione di proseguire l’appuntamento facendo l’amore con lei appunto in automobile e quindi accostò l’autovettura e spense il motore. “Cosa fai Daniel? Perché hai spento il motore? Devo andare… devo andare da mio fratello!” Quello rispose: “Jasmine, amore mio, adesso è tempo di concretizzare il nostro amore! Tuo fratello sta benissimo! Non ti devi preoccupare! Baciami!” Ma quella, capendo le intenzioni di Daniel disse velocemente: “Daniel… scusami ma questa sera no! Non te la prendere! Ma sento che Roger ne sta combinando un’altra delle sue! Faremo l’amore domani! Te lo giuro! Ti amo! MA ADESSO ACCOMPAGNAMI A CASA!” Daniel, vedendo che Jasmine si era messa ad urlare come una pazza, decise di partire per accompagnarla a casa: “Ok! Va bene! Non c’è bisogno di gridare! Ti accompagno subito! Ma domani…” e Jasmine: “Ma domani… domani faremo tutto quello che vuoi! Ma adesso… ACCENDI QUEL MALEDETTO MOTORE!” Così dicendo Daniel mise in moto la macchina e partirono.

Leprotto 2 e 3 erano in procinto di legare Cindy, che si svegliò di colpo vedendo i due ragazzini. Si mise ad urlare: “CIOP !! AMORE !! AIUTO!!!” Ma quelli non le diedero il tempo di parlare perché la imbavagliarono con il nastro. Roger, cercò nella stanza Ciop, ma alla fine sentì dal bagno della camera tirare l’acqua. Era Ciop che preso da un’irrefrenabile voglia di fare pipì, era andato alla toilette. Roger attese che Ciop aprisse la porta e poi gli piombò addosso come un’aquila sulla preda.
Terry, intanto era riuscita ad arrivare nella camera da letto, e con uno sforzo immane saltò sul letto sopra di Alen guaendo proprio come un cane per via del nastro che non la faceva parlare correttamente. Alen, aprendo gli occhi, si vide all’improvviso attaccato da quella ‘ mummia ’ e si mise ad urlare come un forsennato: “AIUTO! GLI ASSASSINI! OH MIO DIO! MI VOGLIONO UCCIDERE! NON SONO STATO IO AD UCCIDERE HENRY… Ma sei Terry? Santo Dio, cosa ti è successo?” Disse Alen avendo riconosciuto la sua fidanzata in quel lupo ululante, e togliendole il nastro dalla bocca attese una risposta. “C’è Roger di la nella camera di Henry! Corri! SONO ARMATI DI PISTOLA! Sono in TRE!” Alen sentendo questo disse: “AH ! FINO A QUESTO PUNTO E’ ARRIVATO? ENTRARE ANCHE IN CASA MIA COME UN LADRO? PER FARE COSA?” Poi pensandoci bene riprese: “VUOLE RAPIRE CIOP E CINDY! OH DIO ! E’ QUESTO CHE QUELLO SCIAGURATO INTENDEVA PER GRANDE GIORNO! ANDIAMO SUBITO! PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!”

Jasmine e Daniel, intanto erano arrivati davanti casa. Lei scese dalla macchina veloce come un fulmine, tanto che cadde vicino al portone. Daniel la raccolse, e dopo essersi assicurato che non si fosse fatta nulla, aprirono la porta. Naturalmente, Jasmine corse subito nella stanzetta di Roger e, altrettanto naturalmente non vi trovò nessuno. Fu presa da un attacco isterico: “Dove sarà andato? Cosa starà facendo? Me lo sentivo dentro che stanotte sarebbe capitata una disgrazia! Dove sarà finito?” Daniel, prendendola con le buone cercò di farla ragionare. “Forse sarà andato da un suo amico a dormire! Io lo facevo sempre alla sua età! Si! Forse è andata così! Non ti preoccupare a quest’ora sarà NEL MONDO DEI SOGNI!” Jasmine, sentendo questo diventò paonazza e si mise ad urlare: “Si! E’ nel mondo dei SOGNI! So io dov’è andato! E’ andato da quel pazzo di Alen Wilson! Dobbiamo subito correre da ALEN! Muoviti!” Daniel, che non conosceva Alen disse: “Alen chi? Chi è?” E Jasmine: “E’ un pazzo! Un visionario! Sta facendo credere a Terry e a tutti quanti in questa città che due cartoni animati sono in casa sua! E adesso se la vuole prendere con mio fratello! Ah! Ma io lo uccido!” Daniel non capì e disse: “Due cartoni animati? Ma stiamo diventando tutti matti? E tuo fratello cosa vuole da questo psicopatico?” “Vuole scoprire la verità, come dice lui. Ma la verità è che quando lo prendo, lo faccio rinchiudere in collegio! E in quanto ad Alen, lo farò arrestare per aver raggirato con le sue menzogne la mia migliore amica, sua madre, suo padre e tutti quanti! Ora andiamo! Mio fratello è in pericolo!” Così dicendo uscirono dalla camera di Roger. Montarono in automobile e si diressero per la casa di Alen.

Gli Agenti Speciali, erano intorno alla casa di Alen per perlustrare la zona, quando videro un’automobile sfrecciare a tutta velocità. Uno di quelli riconobbe la ‘ Iena ’ e prese la ricetrasmittente comunicò così: “A tutte le unità! A tutte le unità! Qui è Aquila nera, avvistata una macchina con dentro la Iena! Si sta dirigendo verso coordinate casa Alen! Ripeto! Si sta dirigendo verso coordinate casa Alen! Passo e chiudo!”

Roger, teneva fermo Ciop e gli legò anche a lui mani e piedi, e dopo avergli messo il nastro sulla bocca disse: “Ecco fatto! Adesso non potrai più sfuggirmi! Il grande giorno è arrivato! Ciop! Ti ho trovato!” Ciop gridava come un disperato, e piangendo pensava: “Ci siamo!! Adesso è la fine!! Cip!! Fratellino!! Aiutami ti prego!! Sono stato cattivo ma ora me ne pento!! AIUTAMI!!!!” Leprotto 2, si avvicinò a Roger e gli disse: “Capo, Cindy è stata legata, ma dalla radio ho ricevuto un messaggio allarmante! Tua sorella sta venendo qui! Cosa possiamo fare? Cosa succederà?” Roger, fu preso da un tremore improvviso ma facendo finta di essere tranquillo disse: “Ormai è fatta! Dobbiamo solo trascinare giù Ciop e Cindy, sperando che Alen non si accorga di nulla! Anche se siamo stati scoperti, GLI AGENTI SPECIALI non si arrenderanno mai!” “GIA’ ! MA NEMMENO IO! DELINQUENTE DA GALERA! LASCIA SUBITO CIO… VOLEVO DIRE QUEL RAGAZZO E QUELLA RAGAZZA! ADESSO BASTA!” Era Alen che con Terry erano arrivati proprio in quell’istante. Roger scaraventò a terra Ciop e prese la mazza da baseball con l’intenzione di colpire il povero Alen, ma quello, avvertito da Terry gli piombò addosso e gli prese dalle mani l’arma. “Adesso non ridi più? Ora sono io a dettare le regole, miserabile bambinetto!” Terry in quel momento sentì bussare alla porta. Si avviò per il piano inferiore. Gli altri due Agenti Speciali, vedendo che il loro capo era in serie difficoltà, decisero di aiutarlo e così, Leprotto 2 con l’aiuto della mazza da baseball, diede un colpo in testa ad Alen che cadde tramortito mentre Cindy che era riuscita a levarsi il nastro dalla bocca cominciò ad urlare: “ODDIO!!!! L’HANNO UCCISO!!!!! HANNO UCCISO ALEN!!!! AIUTO!!!!” Roger, vedendosi libero saltò addosso a Cindy per bloccarle la bocca, ma Ciop se ne accorse, e riuscendo anche lui a togliersi il nastro , e poi rosicchiando (proprio come uno scoiattolo) il nastro dalle mani, si avventò contro Roger.
Nel frattempo, Terry aveva aperto la porta e Jasmine fece il suo ingresso in casa insieme a Daniel. “Dov’è mio fratello?” Si mise a dire Jasmine, Terry le disse: “E’ di sopra! Non so quello che sta accadendo, ma stai attenta! TUO FRATELLO E’ ARMATO DI PISTOLA!” “Va bene! Vado e lo disarmo io! Ma Alen cosa gli ha fatto?” Disse Jasmine al colmo della rabbia mentre Cindy era riuscita a scappare e ad arrivare al piano inferiore gridando: “L’HA UCCISO!!! L’HA UCCISO!!!” Jasmine, credendo che Alen avesse fatto fuori Roger, salì le scale di corsa facendo cadere la povera Cindy, mentre Terry fu colta (come suo costume) da uno svenimento e cadde fra le braccia di Daniel il quale non sapeva cosa fare.
Jasmine arrivò in camera e vide con terrore che Alen era disteso per terra mentre Ciop si trovava sopra Roger e gli altri due Agenti Speciali erano bianchi come cenci lavati. Roger gridava: “Lasciami stare Ciop! Mi fai male!” Quello, preso dal desiderio di vendicare sia Cindy che Alen gli diede dei morsi talmente forti che Roger si mise a piangere come un vitello dicendo: “Sei cattivo! Non ti facevo così! SEI CATTIVO!” Ciop, sentendo questo lasciò la presa e si mise a piangere anche lui dicendo: “Io cattivo?? NO!! Cosa mi è preso?? Io sono uno scoiattolo buono e non devo fare del male a nessuno!! PERDONAMI PICCOLO ESSERE UMANO!!!” E si mise a piangere a dirotto, mentre Jasmine era rimasta tramortita senza proferire parola. Ciop si era reso conto di aver fatto male a qualcuno e questo gli provocava molto dispiacere. Jasmine entrò in punta di piedi nella stanza e Leprotto 2 e 3 fuggirono via a gambe levate, lasciando il loro capo da solo. Roger, fra il pianto vide sua sorella, lei, vedendo che suo fratello era vivo gli si avvicinò e lo abbracciò. Alen riprese conoscenza. Vide Jasmine e Roger abbracciati. Nel frattempo arrivò Daniel, Terry (che si era ripresa) e Cindy. Roger cominciò a giustificarsi in quanto Alen lo guardava male e sua sorella guardava male sia lui che Alen: “Sono stato costretto a farlo! Io non centro! Te lo giuro sorellina!” Quella pensò bene di dire a questo punto: “Alen! Non so cosa ha fatto Roger, ma ti assicuro che non finisce qui! Io chiedo scusa per questa notte ma non posso dimenticare l’odio che provi per mio fratello! Addio Alen! Addio Terry! Questa volta è finita veramente tra di noi! Andiamo Daniel!” E facendo scendere dal letto Roger, se ne andò via.
Terry cercò di inseguire Jasmine ma Alen la fermò dicendo: “E’ la fine anche per tutti noi! Io non rivedrò mai più Henry e tu Ciop non rivedrai Cip! Dobbiamo rassegnarci al destino. La maga aveva ragione!” Ciop si mise a piangere, e tra le lacrime diceva: “E no Alen!! Non adesso dobbiamo arrenderci!! Ancora possiamo trovare una soluzione!! Domani sarà un giorno migliore!! Cip mi diceva sempre…” “Cip! Cip! Sempre Cip! Solo Cip sai dire? Cip non c’è! Non c’è nessuno che ormai può farci nulla! Siamo condannati! Questo mondo non è come un cartone animato dove c’è sempre via d’uscita! Qui si muore! Non si ritorna in vita! E meglio che vi abituate a questa realtà!” Disse con slancio Alen, che ormai vedeva davanti a se solo buio. “Roger ci farà soccombere! Io non so più cosa fare! Sono… sono… sono stato uno stupido!” Alen dicendo queste ultime parole, corse via e uscì di casa. Cindy e Terry si misero a piangere, mentre Ciop pensava: “Solo io posso fare qualcosa adesso!!! Andrò a cercare il disegnatore di New York e mi farò spiegare il motivo di tutto questo dolore!!! CI RIUSCIRO’ !!! Rivedrò Cip e riporterò qui Henry così tutto si aggiusterà e saremo ancora felici!!!!”

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